Libri di A. Marrale
Preghiere e canti religiosi in corretto siciliano
Lucia Tardino
Libro
editore: ilmiolibro self publishing
anno edizione: 2026
pagine: 164
Traduzione in corretto siciliano di Preghiere e Canti Religiosi, secondo le regole della Grammatica Siciliana (Grammatika Sicilyana), scritta da Antonino Marrale
Manoscritto originale di «Storie Selvagge» in italiano popolare di Tommaso Tardino
Lucia Tardino
Libro: Copertina morbida
editore: ilmiolibro self publishing
anno edizione: 2022
pagine: 304
«Queste storie "ritrovate", come scrive Antonino Marrale, possono ben a ragione essere definite "selvagge". Qui il termine "selvaggio", oltre a quelle più comuni, ha tutte le connotazioni antropologiche del "primitivo". Si riferiscono cioè ad una comunità subalterna a cavallo tra la fine dell'800 e i primi decenni del 900 e il mezzo espressivo in cui sono redatte e l'italiano popolare. In altri termini, queste storie rievocano un mondo passato, una cultura quale si presentava diversi decenni fa». Lucia Tardino, già dirigente della Regione Siciliana, ha pubblicato una Bibliografia pirandelliana, Biblioteca Museo Luigi Pirandello, Agrigento 1966. Con lo pseudonimo di Sandra Delmare, ha pubblicato il volume di racconti Trame di quotidiana miseria, testo in siciliano con traduzione italiana. Ha pubblicato, con il suo nome, il volume "Mia Madre/Storielle e preghiere antiche", testo in siciliano con traduzione italiana. Qui ora propone il manoscritto di suo padre.
A pitara. Traduzione in corretto siciliano (licatese) della A giarra di Pirandello
Luigi Pirandello
Libro: Copertina morbida
editore: ilmiolibro self publishing
anno edizione: 2021
pagine: 64
Questa traduzione è fatta in corretto siciliano (licatese) senza quelle incongruenze, inadeguatezze ed errori che il testo pirandelliano presenta. Invero, scrivere in siciliano ha comportato per Pirandello (e il testo lo dimostra) l'uso di riflesso di un sistema grafico nato per una lingua (l'italiano) diversa dal siciliano. Ne segue che la scrittura italiana, già inadeguata per quella lingua, mal si adatta al siciliano, se non vengono apportati dei correttivi al sistema grafico. Il licatese e l'agrigentino sono due dialetti viciniori e perciò hanno molte intersezioni; ne segue che molte forme sono comuni. Nondimeno vi sono alcune differenze che inverano l'affermazione che in Sicilia non vi sia area, per quanto piccola che non sia differenziata. Il traduttore ha usato un sistema grafico che rende con precisione il siciliano e che si basa sul principio 1:1 fonema: grafema. Questo sistema potrebbe rendere con la stessa precisione qualsiasi dialetto italiano.

