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Saggistica

Salvare e distruggere. Sei lezioni americane

Salvare e distruggere. Sei lezioni americane

Thanh Nguyen Viet

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2025

pagine: 160

Ogni anno da cent’anni, la Harvard University, l’ateneo più prestigioso del mondo, dà la parola a una figura che si sia distinta nella letteratura, nella musica o nelle arti visive, per un ciclo di sei conferenze sull’influenza delle attività creative umane nella vita pubblica. Eliot, Frost, Stravinskij, Borges, Paz, Calvino, Eco, Gordimer, Morrison, e poi ancora Cage, Wenders, Pahmuk: sono alcuni tra i nomi che hanno riempito questo secolo di “Lezioni americane”. Nel tempo di disumanità che ci tocca vivere, nessuno meglio di Viet Thanh Nguyen poteva raccogliere il testimone. Nato in un paese devastato dalla guerra, da quando è stato in grado di farlo si è occupato ogni giorno della sua vita delle storie di conflitti, di migrazioni, di memoria, quelle raccontate e quelle taciute. Nessuno meglio di lui poteva dire della responsabilità dello scrittore in un’epoca di violenze e autocrazie, in cui regimi e Stati esercitano il controllo sul linguaggio attraverso la sua sopraffazione, in cui il senso del celebre «la bellezza è verità, la verità bellezza» di Keats si è perduto. Tuttavia, da par suo, l’autore de Il simpatizzante gioca con la letteratura e si diverte con la filosofia; parla di Melville, Said, Shakespeare, Agamben e Derrida, ma anche di Palestina, Vietnam, America; scuote le nostre coscienze, ci fa piangere e poi ridere. Lui, l’outsider per definizione, l’autore “minore” perché asiatico americano, che chiama con forza alla solidarietà verso le vittime di ogni disumanità, le vittime di razzismo, di colonialismo, di guerra. Lui, lo scrittore che non arretra davanti alla responsabilità di chi scrive come atto supremo di alterità, ma al contrario affronta l’onere a testa alta, consapevole che la scrittura può salvare, la scrittura può distruggere.
19,00 €

Io, futurista

Io, futurista

Roman Jakobson

Libro: Libro in brossura

editore: Gramma Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 240

Nella storia del futurismo russo Roman Jakobson è un nome leggendario, quasi mitico. Giovane genio, nel 1915, all’età di diciannove anni, figura tra i fondatori del Circolo linguistico di Mosca. Due anni più tardi contribuisce alla nascita dell’Opojaz – la Società per lo studio della lingua poetica – assieme, tra gli altri, a Viktor Šklovskij e Osip Brik. Amico di Vladimir Majakovskij, Velimir Chlebnikov e Boris Pasternak, compone sulle loro opere dei saggi che non hanno pari per intuizioni e acume. Nel 1920, a ventiquattro anni, è tra i promotori del Circolo linguistico di Praga, la scuola che ha posto le basi della fonologia e indirizzato gli studi linguistici successivi. Considerato uno dei massimi studiosi del XX secolo, in grado, stando a Vasilij Katanjan, secondo marito di Lili Brik, di “maneggiare la propria memoria come una somma di fatti precisi”, Jakobson non ha lasciato nessuna opera autobiografica scritta sulla sua formazione giovanile e sui suoi rapporti con i protagonisti del futurismo russo. Tra il febbraio e il marzo del 1977, tuttavia, Bengt Jangfeldt, autore della monumentale biografia Majakovskij. Una vita in gioco, ebbe l’opportunità di registrare e poi trascrivere dodici lunghe conversazioni con il grande linguista. Assieme ad altro materiale – lettere, articoli, poesie – le conversazioni furono pubblicate in forma di libro nel 1992 a Mosca. L’opera viene ora riproposta in italiano in una nuova edizione che getta una luce inedita sulla biografia di Jakobson e consolida la sua posizione di figura centrale nella storia del formalismo e del futurismo russi. Tra struggenti ricordi di Vladimir Majakovskij e di Osip e Lili Brik, confessioni intime dell’amore nutrito per Elsa Triolet, memorie della vita grama dei migranti russi dopo la vittoria bolscevica, emerge in queste pagine non soltanto “un filologo professionista, ma un uomo in possesso di una rara genialità creativa”, un testimone unico di un secolo grande e tragico. Le memorie di un grande linguista: uno sguardo inestimabile sui protagonisti di un’epoca della Storia unica – Majakovskij, Chlebnikov, Belyj, i Brik, Šklovskij, Pasternak, Malevič su tutti – e sul contesto storico-politico della rivoluzione bolscevica e del futurismo russo.
17,00 €

Propizio è avere ove recarsi

Propizio è avere ove recarsi

Emmanuel Carrère

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 429

"Propizio è avere ove recarsi" è una delle risposte che fornisce, quando lo si interroga, l'I Ching, l'antico libro oracolare cinese. Seguendo questa preziosa indicazione, Emmanuel Carrère è partito innumerevoli volte, con una meta e uno scopo sempre diversi (e non necessariamente scelti da lui): è andato nella Romania del dopo Ceausescu sulle tracce del conte Dracula, nei tribunali della "Francia profonda" a seguire processi per atroci delitti, nella Russia di Putin a immergersi nell'infinito caos del postcomunismo, al Forum di Davos a "chiacchierare" con i potenti della terra, nel Nord dello Stato di New York a incontrare il fantomatico "uomo dei dadi" - imbattendosi non di rado in storie e personaggi sorprendenti, e a volte sconvolgenti, che avrebbero offerto materia a L'Avversario, Un romanzo russo, Limonov. Negli stessi anni faceva anche altri viaggi, per così dire, attorno alla sua mente: inventando soggetti di film che non avrebbe mai girato, riflettendo sul proprio modo di fare letteratura, scoprendo libri folgoranti o rileggendone altri immensamente amati. Questo, e molto altro, è ciò che troviamo nei testi qui raccolti, molto diversi tra loro eppure legati da un tono riconoscibilissimo e peculiare - a riprova di quanto Carrère ha sempre sostenuto, ossia che gli sembra vano contrapporre letteratura e giornalismo, e quel che gli importa è scrivere un reportage nello stesso modo in cui scrive i suoi libri: "alla prima persona, menando il can per l'aia e raccontando le cose in maniera un po' sinuosa". Quella che ci viene offerta qui è insomma una fondamentale via di accesso al laboratorio dell'autore. E soprattutto un appassionante autoritratto involontario.
15,00 €

Microgrammi

Microgrammi

Robert Walser

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 233

Quando morì, dopo oltre vent'anni trascorsi nella clinica psichiatrica di Herisau, Robert Walser lasciò dietro di sé una vecchia scatola da scarpe: conteneva lettere, cartoline, foglietti di ogni genere, buste e ricevute di pagamento, sui quali aveva tracciato minuti colpi di lapis. Che cosa si nascondeva dietro quella micrografia all'apparenza impenetrabile, ultimo mistero trasmessoci dal «più solitario fra tutti i poeti solitari», come lo definì Sebald? Pazientemente decifrati e qui presentati per la prima volta in italiano, i Microgrammi racchiudono un universo letterario anarchico e ingannevole, in cui prosa e versi, scarabocchio e fiaba si confondono, e ogni parola, ogni frase, ogni racconto, si mescola alla chiacchiera. Eppure, chi vedesse questi minuscoli geroglifici come lo sbocco della sua follia capirebbe molto poco di Walser. La follia, semmai, è quello che precede tutta la sua opera, e che essa deve celare. «Mi aleggia sulle labbra qualcosa che in genere non si dovrebbe mai permettere alle labbra di pronunciare, sicché riconosco di appartenere al vastissimo gruppo di quei chiacchieroni che, oralmente o per iscritto, assicurano di essere discreti» scrive in queste pagine – e si ha l'impressione che se smettesse di chiacchierare per lui sarebbe la paralisi. Quelle chiacchiere hanno una funzione protettiva. I suoi personaggi escono dalla notte, «là dove essa è più nera, una notte veneziana» ha osservato una volta Walter Benjamin – e in quella notte devono ritornare, come il Minotauro al centro del labirinto.
20,00 €

Ragazze che scrivono poesie

Ragazze che scrivono poesie

Alba Donati

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2025

pagine: 144

Passionali o timide, introverse o tempestose, desideranti o appartate, coraggiose, vitali, piene di slanci... Sono le ragazze che scrivono poesie: Emily Dickinson, Anna Achmatova, Antonia Pozzi, Wislawa Szymborska, Sylvia Plath, e tutte le altre. Alba Donati sa trascinarci nella loro giovinezza, nel magnifico scompiglio di intere esistenze votate alla parola, negli amori furiosi così come nelle pulsioni più nere. Soprattutto, in queste pagine fa risuonare ancora una volta le loro voci così uniche. Dopo “La libreria sulla collina”, Alba Donati ci regala un altro libro pieno di meraviglia. La prima si chiama Emily Dickinson, l’ultima Sylvia Plath. Le ragazze che scrivono poesie scelte da Alba Donati sono unite idealmente da un talento naturale nel mettere le parole una in fila all’altra, dall’amore disinteressato per la letteratura, dal fuoco del cambiamento che brucia forte dentro di loro. E molto spesso, purtroppo, accomunate dall’assillo di uomini che non ne capiscono la grandezza e sentono il bisogno di spiegare continuamente come si sta al mondo. Ritratto dopo ritratto, questo almanacco singolare illumina quelli che Virginia Woolf – che aleggia in queste pagine – chiamava «momenti di essere». Gli erbari di Dickinson e il complicato scacchiere famigliare nel piccolo paradiso di Amherst; il genio di Achmatova nell’aggirare la censura di stato e le gelosie dei suoi mariti; l’irrequietezza di Antonia Pozzi tra le aule universitarie e la sua felicità nelle montagne di casa; le strategie con cui Szymborska combatteva le pressioni e le incombenze sociali dopo il Nobel; gli abiti alla moda che una giovanissima Sylvia Plath lancia da un grattacielo di New York come pura performance... Vite diverse e lontane nel tempo, ma tenute insieme da una visione del mondo più forte di ogni cronologia: la poesia come vita, e la vita come poesia. Delle sue ragazze, Alba Donati ci dice il modo di ridere, di camminare, di vestirsi, di salutare il giorno e la notte, e ci conferma quanto tutte queste cose abbiano indissolubilmente a che fare con la poesia, e con la giovinezza, e con gli occhi puri della bambina che si nasconde in ogni verso, in ogni a capo, in ogni metafora.
15,50 €

Con parole precise. Manuale di autodifesa civile

Con parole precise. Manuale di autodifesa civile

Gianrico Carofiglio

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 176

Le parole possono chiarire o confondere, costruire realtà condivise o generare illusioni tossiche. Occuparsi del linguaggio e della sua qualità non è dunque un lusso da intellettuali o una questione da accademici. È un dovere cruciale dell’etica pubblica. In questo libro Gianrico Carofiglio ci guida dentro l’officina della comunicazione politica e civile, mostrando come slogan, metafore e cornici linguistiche possano diventare strumenti di manipolazione o, al contrario, di liberazione. Partendo da esempi concreti – dai comizi di Trump alle retoriche dell’odio, dalle tecniche della propaganda alle parole oscure del diritto – Carofiglio insegna a riconoscere le trappole del linguaggio e a disinnescarle con chiarezza, rigore e immaginazione. Questa nuova edizione, aggiornata e ampliata, si presenta come un vero e proprio manuale di autodifesa civile: un invito a esercitare il pensiero critico, a scegliere le parole giuste, a non cadere nell’ipnosi della lingua manipolata. Perché la qualità del discorso pubblico è la qualità della nostra democrazia. “Dare il nome giusto alle cose può essere un gesto rivoluzionario.” Le parole non sono mai neutre. Saper distinguere quelle che mistificano da quelle che illuminano significa difendere lo spazio comune della verità e della democrazia.
17,00 €

Le meraviglie di Milano. Testo latino a fronte

Le meraviglie di Milano. Testo latino a fronte

Bonvesin de la Riva

Libro: Libro in brossura

editore: Mondadori

anno edizione: 2025

pagine: 352

Opera di straordinario interesse scritta in latino intorno al 1288, "De magnalibus Mediolani" non è una cronaca ma un"'esaltazione della città": un genere letterario piuttosto diffuso nel Medioevo che proprio con Bonvesin acquista caratteristiche del tutto nuove. Al tradizionale encomio retorico si affianca infatti una più concreta dimostrazione argomentativa, basata su dati materiali ricavati in parte da cronache medievali e dalla "Stona dei Longobardi" di Paolo Diacono, ma soprattutto dall'osservazione e da una minuziosa indagine sul campo. In ciascuno degli otto capitoli in cui è divisa t'opera Bonvesin si dedica a dimostrare l'eccellenza di Milano sotto un diverso profilo, e nella sua indagine si fa accompagnare dal lettore in lungo e in largo per la città e il contado, a incontrare la gente, a vedere luoghi, edifici, attività, oggetti. In questo modo, il "De magnatibus" si rivela una preziosissima fonte per la conoscenza della Milano del Duecento e, più in generale, delle città italiane nella delicata fase di passaggio fra il Comune e la Signoria. Singolare anche la vicenda dell'opera, misteriosamente scomparsa dalla scena letteraria nel corso del Quattrocento e considerata irrimediabilmente perduta fino alla fine dell'Ottocento, quando a Madrid ne venne rinvenuto casualmente un manoscritto.
35,00 €

Chiuso per noia

Chiuso per noia

Ennio Flaiano

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 326

«Per anni ha scritto delle critiche sui giornali, senza cavarne altro che inimicizie ed errori tipografici» ha detto di sé Flaiano nel 1946. In realtà, dopo aver imparato il mestiere sul campo – tanto che, ricorda, circolava la frase «Questi giovani si fanno una cultura sui propri articoli» –, è stato, a partire dal 1939, un recensore cinematografico acuto e beffardo, pacato e intransigente, raffinatissimo dietro lo schermo della nonchalance, sempre ostile alle falsità e alle insulsaggini: a tutti quei film, insomma, che «presuppongono, di regola, un pubblico eccessivamente tardo di comprendonio» o che «rendono confortevole l’esistenza, allo stesso titolo dei treni rapidi, delle automobili, dei termosifoni». A suscitare l’entusiasmo di chi, come lui, conosceva intimamente il lavoro di soggettista e sceneggiatore (basti pensare alla prodigiosa e tormentata collaborazione con Fellini), e andava al cinema per sgranchirsi «l’immaginazione e la visione morale del mondo», erano piuttosto film come Verso la vita di Renoir, Ombre rosse di Ford o Monsieur Verdoux di Chaplin, «in cui tutto porta il marchio così semplice e raro del genio». Non solo: in un paese dove è lecito essere anticonformisti solo «nel modo giusto, approvato», Flaiano ha saputo esserlo sino in fondo, come dimostra l’irresistibile giudizio riservato a Orson Welles: «i suoi personaggi appartengono a quella categoria che mangia il pollo con le mani non per maleducazione, ma per eccesso di carattere, per prepotenza di immaginazione e di volontà!».
16,00 €

A occhi aperti. Saggi, discorsi, scritti vari

A occhi aperti. Saggi, discorsi, scritti vari

Ingeborg Bachmann

Libro: Libro in brossura

editore: Adelphi

anno edizione: 2025

pagine: 275

Chi abbia letto anche solo una pagina, o una poesia, di Ingeborg Bachmann non può che essere rimasto colpito dalla sua audacia nell’affrontare la violenza e il dolore – giacché a farci aprire gli occhi è proprio «quello stato lucido e straziante in cui il dolore diventa fecondo» – e nell’assecondare con tenacia la tensione che ci spinge «verso l’assoluto, l’impossibile, l’irraggiungibile». Ne avrà ora conferma negli scritti qui radunati: che ci parli degli autori che venerava (Musil, Kafka, Plath, Bernhard), di Roma che le ha insegnato «ad andare d’accordo con gli altri», di Maria Callas, del Tractatus di Wittgenstein o del destino della poesia, Bachmann non viene mai meno al compito che si è assegnata: fare della letteratura uno strumento di conoscenza – al punto da incarnarla dolorosamente: «io esisto soltanto quando scrivo, quando non scrivo non sono niente» –, incoraggiare alla verità e pretenderla da sé. Solo così sarà possibile annientare le frasi fatte e conquistare «l’unico, l’irripetibile»: quelle parole cristalline che affiorano di quando in quando in una pagina di prosa o di poesia. Una postura ardita, inflessibile, di cui troviamo la più precisa definizione nel ritratto di Gombrowicz che è anche un ritratto di se stessa: «se devo pensare a qualcuno che abbia un cuore, mi verrà sempre in mente G. ... era una persona che apertamente incuteva timore; non lo è mai stato per me, perché io non voglio che l’orgoglio e un certo modo di atteggiarsi scompaiano dal mondo».
16,00 €

Scrivere dal vero. Manuale di giornalismo narrativo

Scrivere dal vero. Manuale di giornalismo narrativo

Riccardo Staglianò

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2025

pagine: 408

«Si può insegnare a scrivere? Il dibattito è antico, antichissimo, ossificato ormai. È iniziato con la scrittura creativa, ovvero quella rivolta alle opere di finzione. In Nord America è stato definitivamente chiuso con una risposta affermativa. Anche in Italia le scuole abbondano e, a quanto pare, producono buoni fatturati, segno che senz'altro esiste un mercato ed evidentemente si ritiene che il prodotto abbia un valore. Ma se si può insegnare a sollecitare l'immaginazione a inventare personaggi e mondi interi, perché non si dovrebbe poter dare indicazioni su come amministrare lo stile sul terreno della non-fiction? Almeno bisognerebbe provarci. Invece non va così. Si dà il caso, infatti, che la scrittura sia l'unica materia che non insegnano nelle scuole italiane di giornalismo. E a me sembra un peccato non veniale, un torto da riparare». I modi, le tecniche, i dispositivi per rendere narrativa una scrittura giornalistica, attraverso i testi dei grandi scrittori che hanno abbattuto le barriere tra letteratura e giornalismo. Questo libro non è un elenco di regole. Dietro gli itinerari indicati da Riccardo Staglianò (storica firma del Venerdì di Repubblica, che ha insegnato all'Università di Roma Tre, alla Scuola di scrittura Belleville e alla Holden) tra le pagine di David Foster Wallace, Emmanuel Carrère, Joan Didion e altri, si rivelano le vie per disegnare i tratti di un personaggio, per rendere vivo un resoconto mettendo a fuoco i dettagli. E oltre ai brani dei maestri del giornalismo narrativo riportati nel libro, la stessa prosa vivace di Staglianò diventa un esempio di come coinvolgere il lettore, invogliandolo a ulteriori letture d'autore.
15,00 €

Perché l'Italiano? Storia di una metamorfosi

Perché l'Italiano? Storia di una metamorfosi

Jhumpa Lahiri

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2025

pagine: 240

Da quando Jhumpa Lahiri si è trasferita a Roma per imparare meglio l’italiano, nel 2012, la domanda «perché l’italiano?» le è stata rivolta con insistenza, e ancor di più dopo che in questa lingua ha cominciato anche a scrivere. «Per amore» è la prima risposta, la più istintiva ma non meno vera. E come ogni amore, questo ha finito per trasformarla. Da autrice è diventata anche traduttrice, dei propri testi e di quelli altrui. Una metamorfosi personale che infonde grande lucidità e sentimento alle sue riflessioni sulle lingue e su quella preziosa attività del pensiero che consente di passare dall’una all’altra, creando nuovi innesti e prospettive. Fin da bambina, da quando le è venuto il dubbio su quale lingua usare in un biglietto per la Festa della mamma – l’inglese imparato a scuola o il materno bengali? –, Jhumpa Lahiri si è posta problemi di traduzione. Così, quando ha affrontato il rischio di tradurre le proprie parole e quelle degli altri, ha sperimentato quella particolare forma di riconoscimento di sé che spesso chiamiamo destino. Ma il destino ha i suoi snodi, è un percorso fatto di incontri fortuiti, scelte e occasioni. In questo caso, è un avvincente percorso intellettuale, una ricerca senza fine il cui racconto conferisce un andamento narrativo a questa intensa raccolta di saggi sulla traduzione e l’autotraduzione. Nei tredici testi che compongono il libro, di cui quattro nati in italiano e nove in inglese, gli incontri sono fecondi e numerosi: in primis, quello con la lingua italiana, per amore della quale Jhumpa Lahiri ha scelto di vivere metà della sua vita a Roma, e da cui tutto ha avuto inizio; poi quello con i romanzi di Domenico Starnone che l’autrice ha tradotto in inglese (“Lacci”, “Scherzetto”, “Confidenza”), un’esperienza nuova ed emozionante; quello con le Lettere dal carcere di Antonio Gramsci, un potente antidoto al confinamento della pandemia; e infine l’incontro di una vita, in un’altra lingua ancora, quello con il grande poema ovidiano, il cui argomento diventa la metafora principale per interpretare il processo traduttivo. Su tutti questi temi Jhumpa Lahiri posa il suo sguardo acuto e appassionato, uno sguardo bifronte che a ogni pagina trasmette l’urgenza di coltivare il dialogo tra lingue per creare una letteratura e una società più aperte.
19,50 €

Carta nera. Scrivere in tempi bui

Carta nera. Scrivere in tempi bui

Teju Cole

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2025

pagine: 224

Il nero come pienezza e non come assenza di colore; il nero come identità e appartenenza culturale; il nero come oscurità e incertezza politica: è tra questi diversi livelli interpretativi della realtà che si snodano i saggi della raccolta “Carta nera”. In misura maggiore o minore, ognuno di questi saggi richiede un nuovo modo di «vedere» ciò che abbiamo di fronte per comprenderne a fondo l'origine, l'evoluzione o l'involuzione: che si tratti della tormentata vicenda umana e pittorica di Caravaggio; della perenne polarità cromatica e culturale tra ciò che è bianco e ciò che non lo è; o della tenebra che avvolge l'umanità ogni volta che tocca i suoi livelli più bassi, Cole offre al lettore una mappa del pensiero e dell'emozione con cui orientarsi e ricollocarsi. Attingendo alla sua formazione e alle sue passioni - l'arte pittorica e la fotografia -, al suo impegno politico e alla sua storia personale, Teju Cole disegna così un originale percorso di esplorazione intorno al concetto di «nero» nelle sue più diverse accezioni, e ci invita non solo a riflettere su ciò che sappiamo o possiamo conoscere razionalmente, ma anche a «sentire» con ogni parte del corpo la complessa realtà che ci circonda. Di fronte alla legittima rabbia che traspare da queste pagine, Cole riconosce i limiti della letteratura come portatrice di cambiamento nella politica e tuttavia non rinuncia a esercitare forme di resistenza e rifiuto, raccontando il buio con lirismo e con la bellezza estetica della parola scritta.
20,00 €

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