Libri di C. Dezzuto
Commento al salmo Miserere mei, Deus. Testo latino a fronte
Girolamo Savonarola
Libro: Libro in brossura
editore: Glossa
anno edizione: 2012
pagine: 83
Arrestato la Domenica delle Palme del 1498, in una notte di guerriglia urbana, Girolamo Savonarola è in prigione. È terminato da pochi giorni il processo civile contro di lui a cura della Repubblica fiorentina e sono in corso, a sua insaputa, delicate trattative con il papa Alessandro VI Borgia, uno dei bersagli preferiti della sua infuocata predicazione, per un'eventuale inquisizione, o un trasporto del prigioniero a Roma. Tra solitudine nel presente e incertezze circa il futuro, senza libri (né Bibbia, né breviario) e senza l'uditorio di nobili e plebe che riusciva a eccitare i suoi fuochi profetici, egli scrive questo Commento al salmo 50, destinandolo alla stampa. Vi mette effusione lirica, preghiera, ardente richiesta a Dio perché venga a liberarlo da ristrettezze e impedimenti, perdonando i suoi peccati; effettua così il riconoscimento della propria miseria, che eleva fino a renderla figura della più ampia miseria di ogni uomo peccatore e a sciogliere un canto di lode, anche se nell'angustia, al Dio che salva e perdona.
La lettera di Girolamo. Un saggio di spiritualità monacale
Pascasio Radberto
Libro: Libro in brossura
editore: Glossa
anno edizione: 2009
pagine: 111
Fingendo di essere Girolamo redivivo, il monaco del IX secolo Pascasio Radberto, frequentatore della corte di Carlo Magno e figlio spirituale di una zia dell'imperatore, le scrive una calda lettera per illustrarle i pregi della vita monastica. Continuando la finzione, si rivolge a lei e a sua figlia come se fossero Paola ed Eustochio, le due matrone romane amiche del grande traduttore della Bibbia e monaco betlemmita. Per loro spiega i testi liturgici della festa dell'Assunzione, recentemente creati sulla base del Cantico dei Cantici; a loro spiega i misteri principali dell'incarnazione di Cristo secondo la dottrina dei concili; e soprattutto le esorta, insieme alle loro consorelle, a vivere santamente la loro vocazione monastica, sull'esempio di Maria vergine e madre, nella preghiera e nella pratica delle virtù, nella gioia del celebrare e nella perfezione della carità.
Gesù l'ebreo
Dan Jaffé
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2013
pagine: 432
Negli ultimi centocinquant'anni numerosi storici ebrei hanno studiato la persona, l'insegnamento e l'azione di Gesù di Nazaret. Usando fonti classiche dell'ebraismo, questi autori hanno gettato una luce totalmente nuova su come viveva Gesù: il personaggio Gesù di Nazaret acquista valenze diverse rispetto all'immagine trasmessa dalla letteratura cristiana. Certo, le posizioni ideologiche e politiche possono aver influenzato ritratti diversi: tra un militante sionista e un ebreo liberale la lettura differisce. Che mutamenti ci sono stati nel XX secolo? In che cosa ha inciso la Shoah? In che cosa la fondazione dello Stato di Israele? Da Joseph Salvador ad Amy-Jill Levine, da Joseph Klausner a Paula Fredriksen, passando per David Flusser, Salomon Zeitlin, Shmuel Safrai o Geza Vermes e per tutti gli storici ragguardevoli del secolo appena trascorso, questo libro invita il lettore a una ricerca storica, a uno studio storiografico e a un'analisi metodologica. Opera fondamentale per conoscere il pensiero ebraico contemporaneo a partire dalla fine del XIX secolo. Prefazione di Daniel Marguerat.
Il Vaticano II raccontato a chi non l'ha vissuto
Daniel Moulinet
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2012
pagine: 138
Per un buon numero di cristiani, il Concilio Vaticano II (1962-1965) è stata un'esperienza storica di straordinario rilievo, capace di infondere speranza. La Chiesa appariva riprendere coscienza di se stessa e, ad un tempo, si apriva al mondo. I cristiani laici e i sacerdoti si ritrovavano più consci del loro compito evangelico, culturale e anche sociale. La ripresa della lettura della Bibbia e la meditazione, una collaborazione riscoperta tra preti e laici, un rinnovamento liturgico, un'istanza ecumenica nuova, così come la scoperta del dialogo interreligioso e una forte responsabilità di fronte ai problemi del mondo furono alcuni tra gli importanti impulsi del Vaticano II. Che cosa è avvenuto in quegli anni? E dove siamo, a cinquant'anni dal Concilio? Con un testo di facile lettura Daniel Moulinet ripresenta, per chi non ha vissuto il Concilio e per chi lo vuol ricordare, le grandi tappe e i testi essenziali prodotti. Far memoria delle grandi dichiarazioni conciliari, di come vi si è giunti, non è la sem-plice testimonianza di un evento storico, ma un'occasione per l'uomo d'oggi di confrontarsi con alcuni passi fondamentali della fede cristiana e con la responsabilità che ne consegue.
Lo Zohar. Alle origini della mistica ebraiaca
Maurice-Ruben Hayoun
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2012
pagine: 342
La cabala, la grande corrente mistica ed esoterica dell'ebraismo, ha conosciuto una fioritura considerevole alla fine del XIII secolo. All'origine dell'infatuazione: "lo Zohar". Etimologicamente, è il Libro dello splendore, un trattato esoterico ebraico la cui influenza arriverà a eguagliare quella del "Talmud". La paternità di questo commentario in aramaico dei principali passi del Pentateuco è attribuita - principalmente - a Moseh di León (1240-1305). Come è nato lo "Zohar" Perché fu scritto, e da chi? Qual è il suo messaggio, il suo significato? Come una letteratura simile - dato che si tratta propriamente di un corpus costituito da testi diversi - ha potuto superare i secoli senza ostacoli, cristallizzarsi intorno a un nocciolo duro, darsi un titolo generico stabile, arricchirsi di contributi ulteriori e giungere a far concorrenza alla supremazia del Talmud, dove sono pure consegnati per iscritto nientemeno che il vissuto e il pensiero degli Ebrei per circa mezzo millennio? Nel rispondere a questi interrogativi, Maurice-Ruben Hayoun ci permette di comprendere meglio la natura e l'originalità di questo testo affascinante e di collocarlo in rapporto ad altre correnti del pensiero ebraico.
Capire Rancé. La spiritualità dell'abate di La Trappe sullo sfondo del suo tempo
David N. Bell
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2011
pagine: 344
Sia durante la sua vita, sia dopo la morte, Armand Jean Le Bouthillier, abate de Rancé, fu una figura controversa. Da vivo, fu stranamente ammirato da molti, benché avesse, come ha osservato un recente biografo, "un genio infelice per incorrere in ostilità non necessarie". Da morto, continuò a suscitare reazioni estreme - fu amato così come detestato. Un biografo lo soprannominò "l'abate tempesta"; altri lo dipinsero in panegirici agiografici. Il presente volume colloca Rancé sullo sfondo colorito e stravagante della Francia del Seicento e corregge le caricature, sia quelle menzognere, sia quelle troppo elogiative, esplorando il mondo che circondava e che formò questo monaco sempre affascinante: i circoli esclusivi dell 'ancien regime in cui il giovane Rancé si mosse; e l'austero ambiente monastico che egli creò a La Trappe. "Questo non è tanto un libro su Rancé, ma intorno a Rancé", scrive l'autore. "Non mi aspetto che convincerà la gente che non ama Rancé ad amarlo; però può servire a spiegare perché disse e fece quel che disse e fece nella maniera in cui lo disse e lo fece". Prefazione di Anna Maria Caneva.
La scultura romanica
Jean-René Gaborit
Libro: Libro rilegato
editore: Jaca Book
anno edizione: 2010
pagine: 440
Se la definizione dell'arte romanica è oggetto di discussioni, è a tutti evidente il profondo rinnovamento che si manifesta in Europa occidentale in tutti i campi della creazione artistica tra la fine del X e la seconda metà del XII secolo. Una delle caratteristiche di questo rinnovamento è lo straordinario sviluppo della scultura monumentale, di cui si ha testimonianza anche negli edifici più modesti. Dopo le prove della "prima arte romanica", la scultura conosce una improvvisa fioritura, che culmina nel XII secolo con le maggiori realizzazioni: portali e facciate, chiostri, decorazione degli interni. La costante ricerca di nuove formule induce gli scultori a moltiplicare le esperienze: i rapporti tra la scultura e l'architettura sono così pensati in modi differenti; si sviluppa il trattamento della figura umana, si diversifica la decorazione. Mentre molti studi dedicati alla scultura romanica hanno sinora posto l'accento sull'effettiva diversità dei principali "territori" dell'arte romanica, la presente opera tenta un approccio nuovo: fare emergere ciò che costituisce l'unità della scultura romanica attraverso un'analisi di natura soprattutto tipologica - fonti d'ispirazione comuni, ricorso ai medesimi modelli, adattamento agli stessi schemi iconografici, soluzioni parallele adottate per rispondere alle stesse necessità.
Il paradosso persiano. Dove va l'Iran?
Jean-François Colosimo
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2010
pagine: 174
"Questo libro è stato scritto qualche mese prima delle elezioni presidenziali del giugno 2009 in Iran. Le manifestazioni di massa contro uno scrutinio rubato ne confermano le tesi essenziali. In effetti, dietro lo scontro tra Moussawi e Ahmadinejad, i riformisti (Rafsanjani, Khatami) e i conservatori raccolti intorno a Khamenei (la guida suprema), la posta in gioco è la stessa. Su che cosa fondare l'identità: sull'islam? Sul nazionalismo? Su che cosa fondare la repubblica: su Allah? Sul popolo? Su che cosa fondare la potenza: sull'isolamento? Sul dialogo?". Oggi come ieri, l'avvenire del mondo si gioca nelle strade di Teheran. Cento anni dopo la rivoluzione costituzionale, cinquanta dopo la rivoluzione anticapitalista, trenta dopo la rivoluzione islamica, l'Iran si impone più che mai come un paese di paradossi: Occidente e Oriente, democrazia e islam, modernità e tradizione, religione e secolarizzazione, globalizzazione e nazionalismo, petrolio e nucleare... Questa inchiesta, condotta in Iran, negli Stati Uniti, in Israele, ricostruisce un secolo di ricerca di identità, di indipendenza e di potenza. E questo il dramma planetario che qui emerge, raccontato dai suoi stessi attori nel corso di esclusive interviste condotte a Teheran, a Qom, a Washington, a Harvard, a Tel Aviv, a Parigi.
Angkor
Maurice Glaize, Suzanne Held
Libro: Libro rilegato
editore: Jaca Book
anno edizione: 2010
pagine: 381
Angkor, nell'attuale Cambogia, è uno dei luoghi più straordinari che un turista, o uno studioso, possa visitare in Asia. Tra il secolo IX ed il secolo XV la civiltà Khmer ha fatto di Angkor e dintorni la sua capitale regale e spirituale. I palazzi ed i templi di Angkor sono la gloria dei re che li hanno fatti costruire ed esprimono la religione a cui i re erano devoti. Questa forma religiosa era costituita da un sincretismo tra buddhismo ed induismo, le due grandi religioni provenienti dall'India, dove da sempre hanno convissuto. La sacralità di Angkor è testimoniata dalle imponenti architetture che non sono solo ricche di sculture, ma che appaiono esse stesse monumenti veri e propri; inseriti in un'urbanistica d'acqua e di bacini che rende specchio del cosmo il già straordinario ambiente naturale, un giardino, un universo perfetto. Il volume scritto da Maurice Glaize, che sovrintendeva i lavori ad Angkor tra il 1936 ed il 1945. La sua guida, conosciuta come "La guida di Glaize", è oggi ripubblicata in una edizione critica, curata e presentata da Gilles Béguin, direttore del Museo d'Arte Asiatica Cer-nuschi di Parigi. Il lavoro di Glaize era corredato da foto in bianco e nero, che in questa nuova edizione sono state puntualmente sostituite, sotto la cura di Béguin, con il materiale del più famoso archivio fotografico su Angkor, l'Archivio Held.
Hanna Arendt contro la filosofia politica?
Miguel Abensour
Libro: Libro in brossura
editore: Jaca Book
anno edizione: 2010
pagine: 182
Per Miguel Abensour "filosofia politica" è un termine paradossale, un tentativo di unire due concetti contraddittori. Ripercorrendo il pensiero di Hannah Arendt, egli si chiede piuttosto se "filosofia" e "politica" non appartengano a tradizioni differenziali e alternative. Ciò è ben visibile secondo Abensour - nell'analisi da lei dedicata al mito della caverna di Platone. L'immagine della caverna e dei prigionieri suppone un'immagine negativa dell'agire politico, a cui il filosofo vuole opporsi e imporsi, per affermare contro un simile caos l'unità e l'autorità regolatrice. Se, nella lettura di Platone, Arendt mostra più di un punto di contatto con Heidegger, se ne allontana però decisamente, respingendo la sua concezione dell'essere-per-la-morte. La filosofia occidentale è in larga misura, secondo Abensour, condizionata e guidata dall'idea della morte, e questa è tra l'altro una delle cause che determinano la sua ostilità alla politica e alla vita indeterminata e caotica della polis. Questa è infatti dominata dal principio imprevedibile e opposto dell'essere-per-la-nascita, dall'irruzione di eventi incondizionati, di inizi indominabili: l'essere inaugurale produce "l'apertura di un'infinità di possibili, capaci di far sorgere il nuovo nel mondo".