Libri di F. Emiliani (cur.)
Psicologia delle rappresentazioni sociali. Teoria e applicazioni
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2014
pagine: 299
Alla base dei processi e dei meccanismi della produzione della conoscenza sociale e dell'azione di ognuno di noi, le rappresentazioni sociali non sono solo un costrutto teorico fondamentale, ma anche uno strumento indispensabile per comprendere ed eventualmente modificare i comportamenti collettivi. Questo volume, frutto del contributo dei migliori studiosi ed esperti italiani ed europei, fornisce sia gli ultimi aggiornamenti della teoria sia esempi di applicazione. Vengono così presentante le più recenti scoperte nei vari ambiti della psicologia sociale e le sue declinazioni nel contesto della vita di tutti i giorni: dalla costruzione sociale della relazione tra mente e cervello, all'analisi degli eventi collettivi, dell'influenza sociale, del pregiudizio, all'idea che abbiamo costruito sulla pazzia. Un testo innovativo e aggiornato su un concetto che a tutt'oggi risulta centrale nella cultura della psicologia sociale europea.
Vite normali. Storia, realtà e immaginario dell'emofilia
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2014
pagine: 302
Questo libro si interroga sulla malattia e sulla salute, sulla normalità e sui molti modi di essere normali lungo un percorso di vita. Viene qui studiata, per la prima volta in chiave fortemente interdisciplinare, una malattia cronica rara ma di notevole impatto sull'immaginario popolare, l'emofilia, mettendo in discussione la medicalizzazione imperante di ogni malattia, che tende a ridurre la soggettività del paziente alla sofferenza da eliminare e il corpo a puro oggetto d'interesse medico. L'emofilia è un caso esemplare di storia clinico-sociale: storia di una malattia, del suo riconoscimento e trattamento, storia che è nello stesso tempo cornice ideale per le storie individuali di coloro che ne sono affetti o coinvolti, per le loro patografie e per le autonarrazioni tacite o implicite. La sua emersione, pur lenta e accidentata, da paesaggio simbolico oscuro e infausto a universo di consapevolezza e inserimento sociale, permette di problematizzare i meccanismi della normalizzazione nelle dinamiche collettive e individuali e nella costruzione dell'immagine pubblica della salute, criticando la retorica che la vuole custode unica della normalità.

