Libri di Mario Talamo
Storie di vendette di samurai
Libro: Libro in brossura
editore: Atmosphere Libri
anno edizione: 2021
pagine: 274
Le storie di vendetta furono una produzione letteraria molto popolare in Giappone tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. I loro protagonisti sono vassalli, giovani samurai e capiclan, che riescono a portare a compimento con successo la missione di vendicare l'assassinio di un familiare, perpetrato puntualmente da individui che vivevano ai margini della società (diseredati e samurai privi di padrone). L'omicidio genera una spirale di sventure che conduce l'eroe, membro dell'aristocrazia militare, a sperimentare periodi di privazioni e di stenti, con la vendetta finale che si pone dunque come l'unico espediente in grado di ristabilire l'ordine preesistente. "Storie di vendette di samurai" offre una panoramica sulla letteratura di vendetta giapponese degli anni a cavallo tra l'immediato dopo-riforma Kansei e la seconda metà del XIX secolo. I racconti narrano delle sofferenze di giovani eroi e dei loro trionfi finali: dai patimenti dei fratelli Hayashi per vendicare la morte del loro padre, alle accuse infamanti che il giovane Kazuma deve sopportare prima di arrivare alla vendetta finale contro gli assassini dell'amata Hanasaki. Non mancano poi le storie di donne vendicatrici: è il caso di Sakurado, che aiuta il figlio Magotarō a vendicare la morte del padre, e di Osayo, unica popolana tra i protagonisti della raccolta di storie di vendetta.
Hizakurige. A piedi lungo il Tokaido
Ikku Jippensha
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2019
pagine: 592
Il "Tokaidochu hizakurige" venne pubblicato tra il 1802 e il 1809 e ottenne un successo clamoroso, tale da convincere l'autore Jippensha Ikku e l'editore Murataya a proseguire l'opera, sebbene in un primo momento la loro intenzione fosse di descrivere solo un breve viaggio fino alla barriera di Hakone. Nel corso degli otto anni di pubblicazione, i due protagonisti, Yaji e Kita, ormai divenuti icone della comicità dell'epoca, si spinsero fino a Kyoto e Osaka, con una breve sosta presso il Santuario di Ise. La loro popolarità fu tale da trasformare Ikku in uno degli scrittori più richiesti e Murataya in un'autorità del settore librario.

