Libri di P. Ranci (cur.)
Energia sostenibile. Considerazioni a margine del Piano Nazionale Energia e Clima
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2020
pagine: 112
Il sistema energetico ha imboccato la via di una trasformazione epocale. Le emissioni in atmosfera devono scendere nel 2030 e arrivare a zero nel 2050. Gli impegni al 2030 sono definiti per l'Unione europea e si stanno fissando per ciascun paese. L'Italia dovrebbe generare elettricità da fonti rinnovabili per il 55% e comunque eliminare il carbone. Gli edifici nuovi, e gradualmente i vecchi, tendono a impatto zero: con un involucro ben isolante la produzione di energia tratta dal sottosuolo o dal sole o generata con le pompe di calore dovrebbe bastare. La mobilità dovrà trasformare i mezzi: auto elettriche, autocarri e navi a metano liquefatto per passare poi a biogas, idrogeno o motori elettrici. E ridurre i veicoli individuali con una maggiore disponibilità di collettivi e condivisi. I costi dell'operazione rischiano di essere proibitivi. Bisogna scegliere per ciascun obiettivo la via meno costosa, con l'aiuto dell'innovazione e dell'iniziativa imprenditoriale. Bisogna evitare che costi e disagi ricadano sulla parte più debole della popolazione. L'Italia come ogni paese europeo sta preparando il suo Piano Energia e Clima. Fissare le tappe della trasformazione perché i cittadini e le imprese possano fare i loro conti e prendere le loro decisioni. Il governo ha presentato una bozza a inizio 2019. Astrid ha raccolto esperti indipendenti, interpellato imprese. Ha preparato questo documento di osservazioni e proposte per contribuire alla redazione finale del piano italiano, e anche alle scelte europee.
Gli indicatori di competività dell'economia italiana nel quadro del processo di Lisbona
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2008
pagine: 135
L'Italia perde posizioni nel mondo, l'Italia è all'ottantesimo posto dopo il Botswana. Ogni volta che i giornali pubblicano i risultati delle indagini delle varie organizzazioni internazionali che mettono a confronto le economie dei vari Paesi, si mescolano reazioni diverse: di critica polemica o costruttiva verso l'operato delle istituzioni, di protesta o di scoraggiamento, di perplessità e dubbio. Dei confronti internazionali non possiamo fare a meno. Senza confronti non potremmo verificare la qualità del servizio ferroviario in rapporto alle tariffe, né valutare correttamente il nostro sistema scolastico, né capire se i nostri ospedali sono migliori o peggiori di quelli europei. Ma occorre che i confronti siano condotti con metodologie rigorose, sulla base di dati oggettivi e di indicatori affidabili, senza pregiudizi ideologici e culturali. Alcuni lo sono, altri no.

