Libri di A. Brelich
Origini e forme del mito greco
Paula Philippson
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2006
pagine: 256
Il lavoro della Philippson si colloca nel filone di ricerche sul mondo classico che negli anni venti e trenta del Novecento - con Kerényi, Lévy-Bruhl, Dumézil, Walter Otto e lo stesso Jung - si sono concentrate sul mito come chiave per penetrare nel cuore di quella cultura. La nascita della filosofia e della scienza occidentali, osserva la Philippson, è stata preceduta, come da una fase preparatoria che già ne contenesse i germi, dalla visione mitica del mondo, tipica dei greci. Questa mitologia realizzava l'esigenza congenita allo spirito umano di portare unità nella sconcertante moltitudine delle forze e dei fenomeni che lo circondano, e di cogliere il coerente ordinamento del mondo nei rapporti genealogici di figure divine.
Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia
Carl Gustav Jung, Károly Kerényi
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 1980
pagine: 257
Il libro s'impernia sulla tesi junghiana dell'inconscio collettivo. Difficilmente si troverebbero pagine più vive sulla mitologia di quelle scritte da Kerényi. La creazione mitica non è che la rappresentazione degli archetipi, e come tale rivela una sfera importante della psiche. La povertà mitica è praticamente morte dell'anima. Il testo di Kerényi si riferisce ai fanciulli e alle fanciulle divine, mentre quello di Jung appare come un commento psicologico. Si tratta però di sezioni autonome, che si possono leggere anche in ordine invertito. Per Jung il tema onirico della "fanciullezza" rappresenta la parte "giovane" della psiche collettiva e come tale cela sempre un valore positivo.

