Libri di Carlo Cairati
Il polittico di San Martino: l'opera nel suo contesto. Dipinti e sculture a Treviglio tra Medioevo ed Età Moderna
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2024
pagine: 240
Nelle intenzioni iniziali, questo volume doveva costituire un’agile guida per il visitatore del nuovo spazio espositivo. I mesi di studio dedicati ai pezzi musealizzati, che coprono un ampio arco cronologico, tra Basso Medioevo ed Età Moderna, e, in particolare, la possibilità di analizzare due capolavori come il polittico di San Martino di Zenale e Butinone e l’Adorazione dei pastori di Giovanni Angelo Del Maino smontati – un’occasione unica – ci hanno stimolato ad aprire il compasso delle nostre ricerche a trecentosessanta gradi, avviando nuove indagini in archivio e sulle opere, nel tentativo di restituirle a un contesto storico, culturale e religioso. Il libro raccoglie i primi fecondi frutti di questi studi, che permettono ora di tracciare una narrazione più ricca e sfaccettata della produzione artistica trevigliese tra Trecento e Settecento.
Pavia viscontea. La capitale regia nel rinnovamento della cultura figurativa lombarda. Volume Vol. 1
Carlo Cairati
Libro: Libro in brossura
editore: Scalpendi
anno edizione: 2021
pagine: 384
Con questo volume monografico su un castello – il castello di Pavia, ancora in piedi al centro della città, venerabile e, se non intatto, conservato tanto da aver suscitato il lungo interesse e la ricerca approfondita che qui viene pubblicata – Carlo Cairati affronta un punto di grandissimo rilievo in un quadro ancora più grande, che è quello dell’arte viscontea nell’Italia e nell’Europa “delle corti”. Il suo è un contributo prezioso a un ambito di ricerca, quello sulla Lombardia viscontea, che ha preso le mosse ormai più di dieci anni fa all’Università di Losanna e sta continuando presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Di questi studi viscontei, il castello di Pavia rappresenta un nucleo cruciale, nato dalla volontà di Galeazzo II nel 1360 e subito divenuto crocicchio di artisti e letterati, rivale degli altri luoghi di corte milanesi, castello “cittadino”, in questo non simile alle altre residenze di cui i Visconti fittamente punteggiavano le campagne e il paesaggio lombardo.

