Libri di Cristiano Torricella
Poesie in dialetto romanesco di fine '900 del rione Monti di Roma. Testo romano e italiano
Cristiano Torricella
Libro: Copertina morbida
editore: Simple
anno edizione: 2012
pagine: 79
Dalla Torre del Capocci alla basilica di san Martino al Monti, dal campetto della Polveriera al Colosseo ed a Colle Oppio, dal Museo Nazionale d'Arte Orientale a tutto lo storico rione Monti e dintorni, questo libro è un atto d'amore verso la città di Roma e verso il rione Monti ed i suoi antichi e moderni abitanti.
Tre cervelli... e finalmente esce il libro! Antologia del "Nuovo Libero Centro 2050 d'Italia" per promuovere e valorizzare gli autori italiani. Volume Vol. 1
Danilo Colangeli, Andrea Macchia, Cristiano Torricella
Libro: Libro in brossura
editore: Simple
anno edizione: 2017
pagine: 286
Questo libro di carattere antologico-sperimentale, collettivamente creato da alcuni autori del "Nuovo Libero Centro 2050 d'Italia", raccoglie in queste pagine, in comune unità d'intenti, testi di autori molto diversi tra loro per genere, stile e contenuto letterario, che si "aiutano" a vicenda. I tre autori del libro, un romanziere "noir" (Colangeli), un blogger Internet (Macchia) ed un ex poeta metropolitano (Torricella), danno vita, tutti insieme, ad un libro originale ed unico nel suo genere, del tutto "fuori dal coro del già visto e sentito", che si presta anche ad interpretazioni di tipo sociologico-pedagogico-linguistico-filosofico, contenendo molte riflessioni, idee e scenari relativi al passato, al presente ed al futuro prossimo venturo.
Poesie giovanili in romanesco da via Merulana a Roma
Cristiano Torricella
Libro: Copertina morbida
editore: Simple
anno edizione: 2013
pagine: 180
Da carte dimenticate per decenni, ecco tornare in vita, come per miracolo, una raccolta di versi giovanili, dell'autore, in dialetto romanesco monticiano di fine '900. Una sorpresa anche per l'autore, questo ritrovamento archeo-letterario, di propri versi giovanili, di fine '900, certamente datati, ma che conservano, ancora oggi, tutta la freschezza di quei verdi anni giovanili romani, che vanno da metà degli anni '70 a metà degli anni '90. Versi in romanesco, che contengono quelle massicce frequentazioni di luoghi, tempi, persone, scenari culturali e spirituali, che tutti noi, divenuti adulti, abbiamo oggi dimenticato, o rimosso dalla memoria, per bieche necessità contingenti. Questo libro ci riporta, allora, alle radici, facendoci tornare indietro nel tempo, a quella Roma rionale sparita di fine '900, da sempre contenuta nei libri, e nel particolare dialetto romanesco monticiano, di Cristiano Torricella autore.
Roma sparita di fine '900 da Marino a Pechino
Cristiano Torricella
Libro: Copertina morbida
editore: Simple
anno edizione: 2013
pagine: 268
2050. Disastro nucleare a Milano
Cristiano Torricella
Libro: Copertina morbida
editore: Simple
anno edizione: 2012
pagine: 173
"2050. Disastro nucleare a Milano" è il romanzo territoriale locale, made in Italy, che narra la cecità e la stupidità dell'uomo tecnologico moderno ed i disastri da lui provocati, quando si mette in testa di superare, con la sua imperfetta tecnologia atomica, in modo del tutto irragionevole, persino Dio e Madre Natura, provocando, così, immani disastri, e soprattutto, "grande paura".
Poesie e testi di canzoni in dialetto romanesco dai Castelli romani
Cristiano Torricella
Libro: Copertina morbida
editore: Simple
anno edizione: 2012
pagine: 100
È raccolta, in questo libro, una piccolissima parte della vasta ed originale produzione poetica, teatrale e musicale, prodotta dall'autore, dal 1994 ad oggi, ai Castelli Romani.
Crudele Roma popolare mia sparita
Cristiano Torricella
Libro: Copertina morbida
editore: Simple
anno edizione: 2012
pagine: 179
Cristiano Torricella inventa, con questo suo nuovo libro satirico-tragico, un neodialetto popolare fortemente artificiale, il "castellanesco", neodialetto castellano-romanesco, frutto di originale fatica artigianale e di profonda ricerca linguistico-poetica-letteraria. Un dialetto romanesco monticiano di fine '900, esso stesso fattosi, oggi, nomade emigrante, senza più rimpianti, ormai, del tutto, pesantemente inquinato e contaminato dagli idiomi dei Castelli Romani, dalla lingua inglese, dal gergo informatico-telematico e televisivo, e dalle lingue straniere, nonché da arcaiche, e scolastiche, reminiscenze latine, e, persino, da guizzi, imprevisti, di un balenante, e robotico, futuristico, alienante, esperanto.

