Libri di Elisabetta Olivadese
Orazioni
Torquato Tasso
Libro: Libro in brossura
editore: Bites
anno edizione: 2024
pagine: 252
Tra il XVI e il XVII la letteratura, in versi e in prosa, si riempie di lodi rivolte ora a un signore, ora a un'istituzione, facendosi specchio dei grandi cambiamenti culturali e sociali del tempo. Le corti e le accademie diventano un luogo di produzione e promozione culturale alternativo agli studi universitari, come mostrano anche le moltissime orazioni scritte in questo periodo, sia in volgare che in latino. Ne sono un esempio quelle di Torquato Tasso, qui presentate in una moderna edizione critica e per la prima volta commentata. All'introduzione, che contestualizza le cinque orazioni sullo sfondo della scrittura epidittica del XVI secolo, segue la ricostruzione delle vicende redazionali ed editoriali dei testi, che proseguono su binari separati sino alla costituzione dei primi corpora settecenteschi. Il commento, oltre a presentare la struttura e il dialogo che il testo instaura con le opere maggiori del poeta, pone in luce quel variegato impasto di fonti che rende le orazioni un luogo in cui Tasso sperimenta una prosa argomentativa meno rigida e più soggetta all'accostamento di letture peregrine.
Oltre i «termini» della lettera. Pratiche di dissertazione nelle corrispondenze tra Quattro e Cinquecento
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Archilet
anno edizione: 2022
pagine: 198
Nel Cinquecento la radicale consapevolezza della complessità e della varietà intrinseche della scrittura epistolare conferma la lettera come strumento duttile, adatto anche all’elaborazione del pensiero teorico. Lo studio dei testi e delle prassi editoriali, tuttavia, induce a problematizzare il concetto di “duttilità” della lettera di Antico Regime e a domandarsi quanto pesi sulla sua definizione il filtro dell’osservatore odierno. Da qui, la necessità di indagare il rapporto formale e contenutistico tra il genere-lettera e la prosa “trattatistica”, analizzandolo su diverse direttrici di ricerca: le questioni di retorica (in particolare legate alle variazioni del codice delle lettere discorsive rispetto al “grado zero” della comunicazione familiare e privata); il modo in cui singoli autori affrontano uno stesso tema passando dalla prosa epistolare a opere di altro genere; i problemi editoriali derivanti dalla scelta dello strumento epistolare in contesto precettistico; le prassi esegetiche adatte a tale tipologia testuale, e le nuove prospettive per riproporle oggi. I casi di studio qui raccolti, distribuiti su un arco cronologico che dall’epistolografia umanistica quattrocentesca giunge fino al pieno Cinquecento, rispondono tanto all’esigenza di tentare uno studio che non trascuri l’eredità dei grandi carteggi umanistici (qui indagati da Cristiano Amendola e da Chiara Azzolini); quanto a quella di analizzare il dialogo tra il genere-lettera e le tipologie di fonti e modelli direttamente sui testi (come nei contributi di Daniele Manfredi per Cavalcanti, di Roberta De Noto per Aretino, di Giorgia Gallucci per Caro, di Michela Fantacci per Giovio, di Isabelle Gigli Cervi per Beccadelli, di Nicolò Magnani per Ruscelli, e infine di Francesco Amendola per Bembo e Fracastoro). La varietà di argomenti e di generi “di contatto” offerta dai saggi consente così non solo di sondare le diverse declinazioni di tale dialogo, ma anche di presentare alcune prime prove pratiche di analisi ecdotiche in continua tensione tra alta specificità dei materiali e teoresi.
Leggere, commentare, postillare nel Rinascimento. I classici in versi della modernità
Libro: Libro in brossura
editore: I Libri di Emil
anno edizione: 2023
pagine: 256
Lo studio dei commenti ai testi letterari si offre ancora oggi come campo prolifico di nuove acquisizioni critiche, non solo per la ricchezza delle forme in cui l’esegesi può declinarsi, ma anche perché ognuna di esse assume un preciso significato a seconda del contesto storico in cui viene prodotta. Ognuna di esse, dunque, è indagabile da molteplici prospettive: dall’analisi degli aspetti materiali del commento fino al profilo dei singoli commentatori, grazie a cui è possibile ricavare un prospetto articolato delle diverse esperienze di lettura di un’opera. Il presente volume pone al centro tali temi, guardando alla stagione rinascimentale come a un importante momento di fioritura e regolamentazione delle diverse tipologie di esercizio di commento ai testi, capaci di contribuire alla formazione del canone letterario. I saggi qui raccolti, che offrono lo studio – o, in taluni casi, l’edizione – di materiali noti e inediti, provano la vitalità di questo ramo di studi, che immette in questioni di tipo storiografico, retorico, filologico: un crocevia di sguardi che consentono di cogliere meglio una delle più complesse stagioni della nostra letteratura. Cogliendo l’eredità di una ricca tradizione di studi dedicati all’esegesi letteraria in età rinascimentale, il volume cerca di indagare il ruolo che commenti e commentatori hanno avuto nella lettura e nella ricezione moderne dei principali autori della nostra letteratura: attraversando un arco cronologico compreso tra il 1440 e il 1635, i saggi analizzano e presentano esperienze esegetiche note e inedite, mostrando la forza che l’atto stesso del commento ha nell’inserire un autore e la sua opera in un canone.