Libri di Filadelfo Cirrone
Agatònica. Seguito de' «I deceduti di Carrapipa» e «Ganimedonica»
Filadelfo Cirrone
Libro: Libro in brossura
editore: BooksprintEdizioni
anno edizione: 2017
pagine: 136
“Agatònica” si presenta come continuazione de’ “I deceduti di Carrapipa e Ganimedònica”. Ganimede rimane sempre il protagonista, l’efebo che ispira tutti gli atti del narratore, Delfino, che racconta di un’esperienza mistica in cui gli si squaderna il futuro dell’abbazia di Carrapipa, scenario fantastico della trilogia. Il racconto è allegoria di quanto si prospetta all’umanità, lacerata tra il Papa e il Califfo, simboli del vecchio mondo, sui quali vincerà Agatone, che è l’altra faccia di Ganimede.
Esumazione ovvero della testa non tagliata dalla coda
Filadelfo Cirrone
Libro: Copertina morbida
editore: Photocity.it
anno edizione: 2012
pagine: 626
Gli ultimi Panàpi
Filadelfo Cirrone
Libro: Libro in brossura
editore: BooksprintEdizioni
anno edizione: 2011
pagine: 552
Smintèica
Filadelfo Cirrone
Libro: Libro in brossura
editore: BooksprintEdizioni
anno edizione: 2011
pagine: 334
Ganimedònica. Seguito a «I deceduti di Carrapipa»
Filadelfo Cirrone
Libro: Libro in brossura
editore: BooksprintEdizioni
anno edizione: 2011
pagine: 128
I deceduti di Carrapipa
Filadelfo Cirrone
Libro: Libro in brossura
editore: BooksprintEdizioni
anno edizione: 2011
pagine: 122
La danza dell'efebo
Filadelfo Cirrone
Libro: Copertina morbida
editore: ilmiolibro self publishing
anno edizione: 2017
pagine: 596
Contiene il libro di Filadelfo Cirrone, "Gli ultimi Panàpi", che rimane come titolo del frontespizio. "La danza dell'efebo" è il titolo della copertina, non alternativo ma complementare dell'opera, essendo l'efebo il culmine di tutto il percorso magico. I Panàpi sono i Vati che questo percorso annunciano all'umanità, degenerata nella seniorità. Il libro racconta le fasi di tale percorso magico del protagonista, Daniel. Il racconto si snoda secondo la simbologia degli Arcani Maggiori dei Tarocchi. "La danza dell'efebo" dunque parte dalle Terme, dove si apre il racconto, per restare sospesa al monte Cirra, dove si chiude.
Agatònica. Seguito de' «I deceduti di Carrapipa» e «Ganimedonica»
Filadelfo Cirrone
Libro: Copertina morbida
editore: ilmiolibro self publishing
anno edizione: 2017
pagine: 116
Tratta di un'esperienza mistica del protagonista, Delfino, cui si squaderna il futuro dell'abbazia di Carrapipa, che era stato lo scenario dei primi due libri (I deceduti di Carrapipa e Ganimedonica), con i quali viene a costituire una trilogia. Allegoria di ciò che potrebbe avvenire in un futuro prossimo venturo alla specie umana, dilaniata dagli integralismi. Nella lotta tra il Papa e il Califfo, simboli del vecchio mondo seniorico, vincerà Agatone che è l'altra faccia di Ganimede.
Ganimedònica. Seguito a «I deceduti di Carrapipa»
Filadelfo Cirrone
Libro: Copertina morbida
editore: ilmiolibro self publishing
anno edizione: 2017
pagine: 128
Ganimedònica è scandito in due episodi (sparizione e rivelazione), dove si narra nel primo dell'indagine sulla sparizione di Ganimede e nel secondo della resa totale del Filosofo (colui che svelò la trama dei decessi di Carrapipa) che non riesce a sciogliere stavolta il nodo. Si può ritenere pertanto un seguito de' "I deceduti di Carrapipa" non solo per l'interconnessione della trama ma per il perno, che rimane Ganimede, simbolo della perpetua efebità e culmine dell'Opera Alchemica.
I deceduti di Carrapipa
Filadelfo Cirrone
Libro: Copertina morbida
editore: ilmiolibro self publishing
anno edizione: 2017
pagine: 112
Narra della maledizione dei Panàpi, antica famiglia di vati che vantava di discendere direttamente da Apollo. Una catena di decessi che trova un senso solo nella confessione di un investigatore privato, filosofo e mago. La Carrapipa, dove è ambientata la vicenda, non ha nulla a che fare con quella sicula omonima, ma è metafora di un mondo parallelo. Pur nella metafora e nell'ironia, che sboccherà prepotente nel seguito di Ganimedònica, si mantiene nella dimensione del giallo. Il perno della vicenda rimane sempre Ganimede, simbolo della perpetua efebità, rapito perciò da Giove per non mischiarlo con la specie umana decaduta, e per questa una maledizione.

