Libri di Francesco Paolo Fiorentino
Il Clan di Cocktail
Francesco Paolo Fiorentino
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2022
pagine: 112
«Il Clan di Cocktail è un’opera unica nel suo genere perché supera tempi e mode restando sempre attuale. È un’opera sulla rassegnazione e la sconfitta della civiltà a causa di uomini ormai fagocitati e inghiottiti da una società cannibale e ingiusta. Una società figlia del commercio e della voglia di apparire che ottenebra le coscienze. C’è tanto post ’68, finto positivismo e sete di apparire; tutto è pubblicità, tutto è slogan nella società degli uomini perché nell’ombra di ogni essere vivente si nasconde sempre “un prodotto da commercializzare”. L’uomo è merce perché ha da tempo venduto il suo spirito, la sete di comunione, la voglia di stare insieme se non per appagare egoismi. Siamo, però, anche dalle parti di Orwell e del Grande Fratello che tutto sa e tutto guarda, la vita, infatti, è “una farsa che serve a soddisfare la solitudine” spiega Cocktail. C’è chi sogna di avere successo come Ingrid, chi pare indolente ad ogni manifestazione ultraterrena perché consapevole che il sacro può esistere solo se spettacolarizzato. “La scienza dovrebbe essere asservita alla fede”, ricorda sempre Cocktail, ma “il Profeta” (c’è molto Gibran in quest’opera) agisce in un tempo in cui La Verità e La Giustezza incontrovertibili sembrano avere delle ipotesi. Potrebbe sembrare un paradosso ma questo è il mondo che si “manifesta” in quest’opera: uno specchio grigio e malinconico della realtà in cui tutto appariva ribaltato (all’epoca) mentre tutto sembra così contemporaneo (oggi). Le offese vengono dimenticate rapidamente e solo la violenza (verbale e fisica) pare scatenarsi con semplicità. Il Clan di Cocktail, scritto nel 1968, ha anticipato il nuovo millennio e persino quella gemma che è stata la serie televisiva Lost. Non è un caso se uno dei personaggi, pieno di domande e legato al danaro ricorda nel cognome il filosofo liberale Herbert Spencer fautore del darwinismo sociale; si perché nel Clan di Cocktail c’è una lotta per la sopravvivenza sociale e per la selezione naturale, una “terra di nessuno” in cui la sacralità è costretta a sparire per lasciar posto ad una vita ciclica e senza slancio. In scena ci sono uomini resi inermi che hanno smesso di Credere e Sperare nei “sentimenti”. Ci troviamo a New York anche se il tempo e lo spazio sembrano sospesi. Il marmo, il giardino, i monumenti del “primo tempo” sembrano schegge di memoria così come i bassorilievi di Orfeo ed Euridice, monito per chi guarda (o legge) della loro storia d’amore e di quanto il veleno di una società ingiusta possa minare anche le unioni più felici.» (Luca Guardabascio).
Versi sotto la pioggia (Gennaio 1965)
Francesco Paolo Fiorentino
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2017
pagine: 46
"Quando ho accolto tra le mani le poesie di Francesco Paolo Fiorentino sono rimasta piacevolmente colpita dalla sua scrittura, essenziale, diretta, e non vedevo l'ora di conoscere questo grande poeta. Quando, poi, ho appreso della sua scomparsa, mi sono rammaricata per non aver avuto la possibilità di conoscere una persona speciale, che attraverso le parole era riuscita catturare la mia attenzione. Allora l'ho cercato e per la prima volta l'ho incontrato, delineandone i tratti, negli occhi profondi di suo figlio Lio, e mi sono ricordata di alcuni versi di Fernando Pessoa: "La morte è la curva della strada, / morire è solo non essere visto. / Se ascolto, sento i tuoi passi / esistere come io esisto". Ed io ho ascoltato il cuore di Francesco Paolo Fiorentino battere incessantemente, ancora, nei numerosissimi lavori che ha prodotto durante la sua vita e nell'amore per l'arte, intesa come forma che abbraccia più settori del sapere, che ho scoperto, poi, essere una tradizione di famiglia. All'improvviso mi sono resa conto che l'essenza di questo grande artista risiede davvero nelle sue opere poetiche, teatrali e pittoriche, che vi invito a gustare perché meritevoli di un grande plauso. La raccolta di liriche che segue in queste preziose pagine di vita si è classificata al primo posto per la sezione "libri inediti" del IX concorso di poesia "Il Saggio - Auletta Terra Nostra". L'opera presenta una scrittura ricca di riferimenti naturali e abile nella descrizione di sogni e speranze umane. Le liriche avvolgono il lettore trasportandolo nel mondo delle parole, dove rivoli di versi toccano l'anima bisognosa di ristoro. L'autore è un poeta aulico, poeta d'amore, che propone grandi riflessioni sulla vita e su tutte le sue molteplici sfaccettature. Sensibile ai moti dell'universo, ne coglie i colori e le sfumature, osservando con gli occhi dell'anima le bellezze naturali che ci offre il creato. Il poeta narra le sinfonie dell'anima miste alle note del cosmo, mentre il mondo danza dolcemente in questa raccolta romantica dal temperamento appassionato e sognante. Non manca, poi, una lirica più sensibile alle brutture del mondo. Il poeta, però, non si lascia scoraggiare dalle nefandezze della vita e apre il suo cuore al desiderio, si aggrappa alla luce. Una La luce, che riscalda il cuore e placa l'anima triste. Il poeta cerca di colmare i vuoti delle assenze e attraverso le sue liriche ci si innamora della parola descrittiva, così come si rimane estasiati dinanzi ad un quadro lodevole. Il rimatore è attento ai sentimenti ed è chiamato ad accogliere le visioni più sottili della vita, ha il compito di svelare al mondo le verità celate, scomode ma mai fantasiose. Spesso si tratta di verità che portano sulla strada della speranza. Il poeta è colui che affida alla parola l'amore e la sofferenza, le gioie e i dolori che lo circondano, è il sentiero illuminato dall'alto per alleviare le cicatrici del tempo. Francesco Paolo Fiorentino ha fatto della parola il suo percorso di vita, singolare, autentico, vero, e proprio per questo riesce a toccare le corde più intime di coloro che si accostano alla lettura. Entrare nel mondo del poeta è la fortuna di pochi, e scoprirne gli amori, le dolcezze, le speranze, ma anche le tristezze è un dono da custodire gelosamente nel cuore. Francesco Paolo Fiorentino si dona completamente alla scrittura, che va accolta come seme pulsante che germoglia nell'anima. [...] Come se le sue parole confluissero tutte in questa lirica che si fa essenza, significato profondo del suo essere eterno, anche dopo la vita terrena, mi piace pensare e condividere con voi che le mani dell'autore siano metafora della sua anima sempre presente nel mondo."

