Libri di G. Collisani
Mottetti concertati a due, tre, quattro, cinque e sei voci (1610)
Sigismondo D'India
Libro
editore: Olschki
anno edizione: 2003
pagine: XVIII-244
Vespro dello stellario. Con sinfonie ed altri salmi (1655)
Bonaventura Rubino
Libro
editore: Olschki
anno edizione: 1996
pagine: LII-482
Salmi del re David a otto voci e organo (rist. anast. 1608)
Vincenzo Gallo
Libro
editore: Olschki
anno edizione: 1996
pagine: XXXIV-102
Sinfonie, mottetti e messa (1629)
Bartolomeo Montalbano
Libro
editore: Olschki
anno edizione: 1994
pagine: XX-112
Bartolomeo Montalbano fu maestro di cappella in San Francesco di Palermo: qui nel 1629 pubblicò le sue opere. Delle tredici Sinfonie, quattro sono a violino solo e quattro a due violini (in due di queste si aggiunge un trombone), su basso continuo; cinque sono a quattro viole. Quelle a violino sono tra i più antichi esempi di tecnica virtuosistica. Dei dieci Mottetti sette sono a due voci, uno a voce sola, uno a quattro e l'ultimo a otto; tutti, tranne quello a quattro, su basso continuo. La Messa "Quis est iste?" è concertata a quattro voci.
Cantate a voce sola (rist. anast. 1685)
Cataldo Amodei
Libro
editore: Olschki
anno edizione: 1992
pagine: XXII-140
Francesco Landini
Alessandra Fiori
Libro: Copertina morbida
editore: L'Epos
anno edizione: 2004
pagine: 188
Francesco Landini (1325/35-1397) è il compositore più rappresentativo del Trecento italiano. Già celebre ai suoi tempi, tanto da essere incoronato d'alloro dal doge di Venezia, ne resta traccia indelebile in alcuni tra i manoscritti più lussureggianti della tradizione di allora, primo tra tutti il Codice Squarcialupi, fonte principale delle sue raffinate ballate polifoniche, prima eccelsa espressione musicale della lingua volgare.
Luca Marenzio
Marco Bizzarini
Libro: Libro in brossura
editore: L'Epos
anno edizione: 2003
pagine: VIII-152
Luca Marenzio (ca. 1553-1599), compositore che portò il genere del madrigale polifonico alla sua più alta espressione, visse e operò nelle piú importanti corti dell'Italia settentrionale, a Roma, divenuta sua città d'adozione, e in Polonia al servizio del re Sigismondo III. Ornata nella veste armonica e nell'intima aderenza alla parola, la copiosa opera di Marenzio mostra un'eccezionale versatilità; può essere edonistica, leggiadra e soave, quanto sofferta, artificiosa, profonda, oscillando sempre fra le categorie della piacevolezza e della gravità.
Jean-Philippe Rameau
Graziella Seminara
Libro: Copertina morbida
editore: L'Epos
anno edizione: 2001
pagine: 264
Jean-Philippe Rameau (1683-1764), artista e intellettuale tra i più affascinanti della sua epoca, ha conferito nuova dignità all'arte musicale riconoscendole un fondamento scientifico fino ad allora ignorato. Sebbene la sua arte fosse legata all'estetica classicista, divenuta ormai mero riflesso della cultura chiusa e decadente di una corte che si accingeva a vivere gli utlimi drammatici eventi della sua storia, Rameau seppe presentarsi come musicista moderno, in grado di esprimere emozioni e sentimenti contrastanti, dalla forza vigorosa alla grazia elegante e raffinata, dalla vivace sensualità alla cupa malinconia. Per più di un secolo dimenticato, Rameau resta ancora un compositore raramente frequentato dall'attuale repertorio musicale.