Libri di Giada Ceri
La giusta quantità di dolore
Giada Ceri
Libro: Libro in brossura
editore: Exòrma
anno edizione: 2018
pagine: 151
«'Casa circondariale', dice la targa all'ingresso. Siamo oltre i confini della città e qua intorno non c'è molto altro. Non un bar, un'edicola, un giardino; nemmeno gli autobus si spingono nel luogo della pena». Al centro di questo libro è il sistema penitenziario italiano. Immaginiamo un sistema che, mentre ragiona su di sé, prova imbarazzo e disagio per i danni che si producono e per le patologie che si alimentano. Sembra che l'attività principale del sistema penitenziario sia quella di nascondersi. Occultamento, rimozione, separazione escludono il carcere e i carcerati dallo sguardo di chi è fuori: dunque, dall'opinione pubblica e dalla stessa dialettica democratica. Giada Ceri si occupa da tempo dei temi che riguardano il carcere italiano contemporaneo e ha lavorato lungamente in progetti del Terzo settore in ambito penitenziario. Nel libro procede con passione ma anche con lucida e amara ironia, a partire da ragioni molto concrete e dati verificati, e ci scorta in uno dei molti territori del disagio, individuale e collettivo. Disegna in modo critico e chiarissimo l'universo recluso: si inoltra nel mondo degli operatori della "riabilitazione"; esplora i luoghi fisici della pena trovandosi davanti alla scelta incompiuta fra architettura e mera edilizia penitenziaria; assiste alla messa in scena di Romeo e Giulietta della Compagnia della Fortezza a Volterra, che diventa la lente per indagare una precisa idea di teatro-in-carcere; nel capitolo Dentro l'Uroboro narra il corpo detenuto, il carcere come pena corporale, l'eterno ritorno al punto di partenza, in un mondo che resta ancorato a un'idea di sicurezza per sua natura inconciliabile con quella di salute; e completano questo viaggio nei luoghi della pena le vicissitudini della recente riforma penitenziaria a partire dagli Stati Generali dell'Esecuzione Penale conclusi nel 2016, in attesa di nuovi tentativi e forse di nuovi fallimenti. "Nonostante la produzione letteraria e scientifica sulla detenzione possa sembrare così ampia, abbiamo bisogno di nuove ricerche e di nuovi racconti. Quello di Giada Ceri può essere di grande aiuto." (dalla prefazione di Luigi Manconi)
Gli imperatori. Sei volti del potere
Giada Ceri
Libro: Copertina morbida
editore: Melville Edizioni
anno edizione: 2016
pagine: 206
"Ogni personaggio, dei sei raccontati in questo libro potente e profondo di Giada Ceri, è un uomo di potere. Ogni Personaggio una carta che simbolicamente lo rappresenta: la Torre, una manager; la Giustizia, il direttore di un carcere; il Papa, il dimissionario Ratzinger; l'Imperatrice, il premier tedesco Angela Merkel; l'Appeso, uno scrittore di successo; la Luna, un'attrice giunta al suo "ultimo atto". Giada Ceri narra, con grandi mezzi espressivi, una materia calda e pericolosa. 'Gli imperatori' è un libro sul potere ma che di questo sa mostrare anche l'altra faccia. Privato e pubblico dialogano nei racconti nel continuo tentativo di farli coincidere -lì dove toccandosi viene ad aprirsi una faglia che mostra un'umanità fragile e nuda. È proprio questo il mistero che ogni racconto cerca di trattenere: l'attimo in cui, pure nell'apparente onnipotenza dell'imperatore che nessuno può oltraggiare o destituire dal trono che ha conquistato, sorge un uomo che comprende inesorabilmente di poter perdere tutto, e che quel tutto a cui ha affidato la propria vita, a ben vedere non era niente. Giada Ceri ha scritto un libro coraggioso, mai banale. Ha saputo osservare il presente e gli uomini che lo abitano con attenzione clinica e una pietà che non viene mai meno. Qualità che appartengono solo ai veri scrittori." (Andrea Caterini)
Gli imperatori. Sei volti del potere
Giada Ceri
Libro
editore: Gaffi Editore in Roma
anno edizione: 2021
Il fascino delle cause perse
Giada Ceri
Libro: Copertina morbida
editore: Italic
anno edizione: 2009
pagine: 137
Il fascino delle cause perse non è romanzo come gli altri. Ci viene raccontata una storia, sì, la storia di una famiglia che si riunisce per festeggiare il compleanno dell'ultima arrivata. Capiamo subito perché ci sono soltanto donne, perché i padri, i mariti non sono presenti: Giuditta, Vittoria ed Eleonora sono donne terribili. Ciniche, petulanti, pragmatiche fino alla violenza, così deluse dalla vita da covare rancore verso tutto e tutti. Anche qui, come in un qualunque romanzo, assistiamo a un colpo di scena, un tragico epilogo che viene sottoposto al misterioso "signore in tweed" - una specie di detective come fosse "un caso da risolvere". Ma questo non è un giallo, non è un romanzo come gli altri, ha il coraggio di rivelarsi per quello che è: una storia inventata, pura immaginazione; ha la sfacciataggine di svelare l'incantesimo. Giada Ceri ci avvolge nelle spirali della sua scrittura ossessiva e perturbante - ipnotizzandoci fino all'ultima pagina, per lasciarci poi con la sensazione di esserci risvegliati da un brutto sogno.

