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Libri di Guido Bonelli

I racconti della solitudine

I racconti della solitudine

Guido Bonelli

Libro: Copertina morbida

editore: Gruppo Albatros Il Filo

anno edizione: 2014

pagine: 138

"I Racconti della Solitudine" contiene, nella sua prima sezione, una successione di "quadri" in cui si profilano esperienze, stati d'animo e vissuti dell'io che racconta. Frammenti isolati che dal passato riemergono improvvisi alla coscienza e ci guidano in un viaggio indimenticabile lungo gli assi cardinali della memoria. La seconda parte è invece un racconto più organico, continuo, di ambientazione contemporanea e di fondo tragico. Un lungo amore che si confronta con la malattia e con la morte, interrogandosi sul senso di una fine. Ma i due blocchi del testo solo in apparenza risultano disgiunti; oltre che da un'innegabile continuità stilistica, l'uniformità è garantita da un sapore complessivo di solitudine esistenziale e disincanto, a tratti anche ironico, che informa il libro in ogni sua pagina.
12,90

L'amore dell'anima

L'amore dell'anima

Guido Bonelli

Libro: Copertina morbida

editore: Gruppo Albatros Il Filo

anno edizione: 2014

pagine: 178

Tre giovani, un uomo e due donne, che si muovono all'interno di una vicenda difficile fin dal suo inizio. I dilemmi concernono le loro persone, ma insieme il significato del vivere e delle scelte che la vita comporta. Studiano con impegno e passione nella facoltà torinese di Lettere, all'inizio degli anni Cinquanta. Come giovani conoscono l'eros, con libertà non comune a quei tempi. Un uomo e due donne: ma non è il comune, banale triangolo. Tutto si gioca in un cimento fra l'anima e il corpo. Ma i dilemmi si fanno più stretti mano a mano che l'azione procede, intervallando anche pause di svago al dramma sempre incombente. Ogni cosa però deve avere il suo termine.
13,90

Correvano gli anni sessanta

Correvano gli anni sessanta

Guido Bonelli

Libro

editore: Gruppo Albatros Il Filo

anno edizione: 2011

pagine: 179

All'angolo di corso Matteotti con via XX Settembre si leva il grattacielo di cristallo della Società Italiana della Chimica. All'undicesimo piano lavorano due segretarie, Nicoletta e Mirella, amiche e anche un poco nemiche per la pelle. Sono ragazze moderne, emancipate, sensibili l'una e l'altra al fascino che emana la figura del dott. Borla, la giovane testa d'uovo dell'ufficio. Fascino di cosa? Non è un Adone, il dott. Borla, eppure ha un suo strano carisma, forse la sua cultura, i suoi modi, magari il taglio dei capelli. E poi è lui che manda avanti l'ufficio: il capo nominale, il dott. Piacolato, è un vecchio precoce, smarrito nell'ascolto di se stesso. Mirella piace a Marcello; i loro incontri clandestini han luogo in una cornice d'eleganza e di raffinatezza vagamente retrò, di cui il Borla, un poco snob, si compiace. Mirella riuscirà a indossare l'abito bianco, piegando a giuste nozze l'amante, riluttante ad ogni vincolo e a ogni rito borghese, e Nicoletta si ritroverà sola, crudelmente sola... Ma qualcuno chiede di entrare, di apporre un suggello alla storia: una sera, al caffè Torino, un delirio covato per anni esplode con lucidità devastante e frantuma, nella sua incontenibile furia, le certezze acquisite, l'apparente sicurezza del vivere, il decoro borghese, fragili come gli specchi e le cristallerie della sala.
16,50

Zola. La voje de vivre. Interpretazione estetica

Zola. La voje de vivre. Interpretazione estetica

Guido Bonelli

Libro

editore: CELID

anno edizione: 2010

pagine: 192

Pauline, accolta orfana nella famiglia Chanteau, viene derubata prima delle sue sostanze e poi del suo amore. Questo, in sintesi, il soggetto del romanzo. Pare una storia lacrimevole. Invece è uno dei più grandi romanzi europei, per forza e verità di rappresentazione e stringente logica interna. Tragedia moderna e borghese, dove il male di vivere risiede nella conflittualità dei rapporti e nella fragilità anche fisica della creatura umana, La Joie de vivre trova nel principio aristotelico dell'unità d'azione (gli eventi che si svolgono nell'oppressiva casa Chanteau) tanto un elemento di compattezza, quanto la metafora di una condizione senza uscita. Benché fra le opere di Zola non sia forse la più nota, è indubbiamente un romanzo non inferiore, ma solo meno fortunato, rispetto ai titoli più celebri. Il volume ricostruisce il divenire sintetico del testo e ne ripercorre la genesi ideale (non quella storica), per farne emergere appieno lo spessore: la credibilità delle situazioni, l'esemplarità e la profondità della vicenda, l'intensità della trasposizione figurale. È quanto si ritrova in generale nella scrittura di Zola e in particolare ne "La Joie de vivre", ed è quanto lo studioso ha inteso mettere in luce.
20,00

La parola sbagliata. Saggio sulla falsità espressiva dei «Promessi sposi»

La parola sbagliata. Saggio sulla falsità espressiva dei «Promessi sposi»

Guido Bonelli

Libro

editore: CELID

anno edizione: 2007

pagine: 208

È evidente nei "Promessi Sposi", di là dalla vicenda narrata, il significato edificante cui essa deve servire. Il narratore sta più in alto dei suoi personaggi, su un podio moralmente rilevato dal quale fa valere i propri convincimenti. Così le situazioni potenzialmente dilemmatiche, la tormentata vicenda umana si svigoriscono, perché è già dichiarata la scelta moralmente obbligata. Il narratore, mentre racconta la storia, la commenta e con bonaria intransigenza impone il suo sistema di valori. Come viene meno il realismo della rappresentazione, così non può esserci verità nella lingua, perché vi si avverte la concrezione di un'ideologia che l'autore intrude nel suo spazio semantico. Lo stile perde vivacità in quanto veicola le espressioni "altre" del narratore, scaturite dal suo sistema ideologico e non dalla situazione narrativa. Ciò che non si deve fare cade sotto una censura che lascia emergere il negativo solo in forma espurgata, evitando ogni lessema che evochi la crudezza delle situazioni, soprattutto se legata a fatti moralmente abnormi. L'impatto con il reale è esorcizzato e in suo luogo erompe la frase vibrante, perentoria: "la sventurata rispose", l'"infame capriccio".
20,00

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