Libri di M. R. Dagostino
Il piacere del ritorno
Libro
editore: Progedit
anno edizione: 2007
pagine: 160
La citazione come pratica di discorso fatto di spazi diversi, di strati, di piani, necessita di scritture private ma connesse, di competenze specifiche ma orientate verso obiettivi condivisi. Ci capita spesso di avere sotto gli occhi o sotto mano qualcosa di consueto, di stereotipato, di già sentito e già visto, che possiamo però percepire solo impegnandoci in una diversa direzione dello sguardo, del linguaggio e dei sensi. Questo passaggio ci regala l'emozione dei salti logici, dei giochi di linguaggio, dell'ironia. Abbiamo bisogno di una citazione che non sia erudizione fine a se stessa o ossequio a un'"autorità", abbiamo bisogno di tornare a provare "il piacere del ritorno". L'approccio socio-semiotico adottato nei saggi pesca nelle fondamenta dell'intertestualità, per ridefinire nuovi ambiti di ricerca su pratiche di ri-scrittura già consolidate, come la citazione e la testualità sincretica nel cinema, nel saggio di De Ruggieri; o la cover e il remix musicale nel saggio di Attimonelli; passando attraverso i ritorni della moda secondo Calefato e le ri-scritture di genere per D'Ottavio; per finire con gli ostaggi visivi nella pubblicità e nell'arte di Dagostino. Nella citazione come pratica di interazione, non c'è mai il ritorno del significato ma la libertà di valutazione del ritorno, all'insegna del piacere del testo e della "confidenza" con scritture future, che le autrici propongono.
Il sogno di Butterfly. Costellazioni postcoloniali
Rey Chow
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2004
pagine: 257
Qual è il rapporto tra il soggetto e lo sguardo, tra l'immagine e l'identità, tra il sogno e la veglia, tra il tempo del sogno e il presente? In questo libro, il cui titolo prende spunto dal film di David Cronenberg, "M. Butterfly", del quale offre un'attenta lettura, l'autrice dimostra come lo statuto del visivo riveli qualcosa di molto profondo riguardo alla costruzione stessa di ciò che chiamiamo identità, conoscenza, alterità, potere. Complesse relazioni legano sguardo e desiderio, maschile e femminile, nativi e migranti, Oriente e Occidente, identità e travestimento: tutti temi che costituiscono la materia dell'intero libro, in cui l'autrice respinge l'atteggiamento diffuso che, idealizzando l'alterità culturale, ne appiattisce le specificità.
Il mondo nel mirino
Rey Chow
Libro: Copertina morbida
editore: Booklet Milano
anno edizione: 2007
pagine: 167
Martin Heidegger una volta scrisse che il mondo, nell'era della scienza, era diventato un'immagine del mondo. Nell'era delle bombe atomiche, il mondo, per Rey Chow, è diventato un bersaglio da colpire una volta che sia stato identificato, o almeno così sembra ripetutamente dire la geopolitica globale, dominata dagli Stati Uniti dalla fine della seconda guerra mondiale. Come è possibile articolare le problematiche della produzione di conoscenza con questa aggressiva concezione del mondo nel mirino? Chow prova a sondare il significato della vicinanza cronologica tra studi di area, teoria poststrutturalista e letteratura comparata. Centrale nella discussione dell'autrice è la critica della condizione di autoreferenzialità presente in differenti registri epistemici della contemporaneità.

