Libri di Mauro Mazzoni
I sette diavoli del signor Giulio
Mauro Mazzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Casa Editrice Freccia d'Oro
anno edizione: 2018
pagine: 232
Giulio, da tutti definito come un animale selvatico, figlio di una prostituta e destinato ad una vita da contadino, viene avvicinato quando ancora era bambino, da una giovane ed elegante signora che gli farà dono di sette amici, i sette diavoli del titolo, che nell'arco della sua esistenza gli sconvolgeranno la vita nel bene, tanto quanto nel male.
Le straordinarie avventure del signor capitano D'Eon
Mauro Mazzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Casa Editrice Freccia d'Oro
anno edizione: 2017
pagine: 310
Il segreto del re
Mauro Mazzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2014
pagine: 269
Charles-Geneviève-Louis-Auguste-André-Timothée d'Éon de Beaumont, conosciuto come Chevalier d'Éon, diplomatico e spia per conto di re Luigi XV, percorse l'Europa in lungo e in largo al servizio di sua maestà di Francia, giungendo fino in Russia, alla corte dell'imperatrice Elisabetta. Fin qui, nulla di straordinario per i tempi, se non fosse che il cavaliere si presentava come la bellissima dama Lia de Beumont, accendendo passioni irrefrenabili tra uomini e donne con la sua incontenibile sensualità e causando non pochi guai a tutti coloro che ebbero la ventura di incrociare la sua strada. Un romanzo storico intenso e pervaso di erotismo, incentrato su questa straordinaria figura di avventuriero che seppe abilmente sfruttare a proprio vantaggio le perversioni e le repressioni della vita di corte.
Una seduta scomoda
Mauro Mazzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Pendragon
anno edizione: 2026
pagine: 271
Mentre la voce di tuono del Duce risuona nelle piazze, “pugni sui fianchi e bacino ostentato, pose erotizzate, istrioniche”, Sigmund Freud si perde nella selva di rovine antiche, catturato da una Roma magnifica e grandiosa che amplifica le sue inquietudini. Accanto a lui la figlia Anna, più che mai sospesa tra devozione filiale e un desiderio di emancipazione silenziosa, ma con lo sguardo sempre rivolto al padre. È il teatro di questa vicenda immaginaria, che entra nel vivo quando il Duce decide di rapire Freud per farsi psicanalizzare. I due si fronteggiano e finiscono per rispecchiarsi l’uno nell’altro. Freud affonda nell’abisso di Benito Mussolini e di sé, mentre Anna indaga il proprio corpo e desiderio. Le sedute divengono presto monologhi, confessioni attraverso cui il Duce rivela come da sempre tenti di scolpire la propria persona: dannunzianamente, un’opera d’arte; ma forse solo una maschera lucente su un’anima corrosa. Le sue azioni sono innescate da un istinto di morte, distruttivo e autodistruttivo. Il terrore del vuoto interiore viene riempito da un ego ipertrofico, un Io che mangia, beve, seduce, depreda e domina, aspettando il momento di deflagrare.

