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Libri di Monica Capizzano

C'è mia nonna su Facebook

C'è mia nonna su Facebook

Monica Capizzano

Libro: Libro rilegato

editore: La Rondine Edizioni

anno edizione: 2018

pagine: 228

Affrontare i social network con consapevolezza ma anche con leggerezza. Come fare? Ma niente paura! Ci pensa Monica Capizzano, anzi la sua dolce nonnina, che con ironia e curiosità verso il futuro si fa aiutare da sua nipote a sbarcare su Facebook. Come iscriversi. Cosa sapere. Che cosa evitare. Come tutelarsi. Tante domande, alle quali due generazioni nate agli antipodi del Secolo breve si mettono sedute davanti a un monitor per capire dove la società dei Millenials stia andando. E così, davanti agli occhi di una donna che credeva ormai di aver visto tutto, si alternano post, tweet, tag, like, condivisioni, fake, storie, hashtag, ecc. Nonna Iolanda (questo il nome dell’insolita co-protagonista) parlando in dialetto calabrese strettissimo, dimostra di saperne una più di Zuckerbergh, magari non di pixel e byte e quant'altro ma sicuramente di vita, di rispetto, di solidarietà. "C’è mia nonna su Facebook" è un viaggio che l’autrice, ci fa compiere nelle bellezze e brutture della comunicazione di oggi: veloce, a volte offensiva, troppo spesso anonima e superficiale. Un libro che piacerà ai giovani e ai meno giovani, e che soddisferà anche i nonni e le nonne ormai sempre più 2.0.
18,90

Cervello e comportamento criminale

Cervello e comportamento criminale

Monica Capizzano

Libro: Libro in brossura

editore: Sacco

anno edizione: 2013

pagine: 190

L'essere umano è il suo cervello. È interessante notare la linea di confine che si crea tra deficienza o inabilità mentale e l'essere vittima ma anche tra deficienza o l'inabilità mentale ed il profilo del reo. Esistono alcuni genotipi che sono stati associati ad un comportamento sociopatico, più genericamente criminale, o ad un comportamento aggressivo che può sfociare in un comportamento violento nei confronti del prossimo. È necessario che la genetica interagisca con l'ambiente affinché si determinino delle condizioni particolari e, non meno importante, è necessario che vi sia una vittima. L'elemento più interessante è la non indispensabilità di una patologia mentale o di una disabilità mentale manifesta, per riscontrare alterazioni genetiche che in un caso remoto possono portare ad un comportamento antisociale...
17,90

Droghe da stupro e nuove sostanze psicoattive. Quando il «risveglio» ha un retrogusto amaro

Droghe da stupro e nuove sostanze psicoattive. Quando il «risveglio» ha un retrogusto amaro

Monica Capizzano

Libro: Copertina morbida

editore: Falco Editore

anno edizione: 2014

pagine: 160

In questi ultimi anni, le Nazioni Unite e l'Unione Europea hanno più volte segnalato, sul mercato illecito delle sostanze stupefacenti, la comparsa di nuove sostanze psicoattive (Nsp) di origine sintetica, con caratteristiche farmacologiche e tossicologiche particolarmente pericolose. Alcune di queste molecole derivano dalla progettazione di potenziali farmaci per uso terapeutico; tuttavia, nessuna di queste è mai arrivata fino alla fase di sviluppo farmaceutico. Altre, invece, nascono specificatamente per essere utilizzate come vere e proprie droghe per finalità voluttuarie.
15,00

Qáyin contro Hèvel 10 luglio 1941 a.C.

Qáyin contro Hèvel 10 luglio 1941 a.C.

Monica Capizzano

Libro: Copertina morbida

editore: Gruppo Albatros Il Filo

anno edizione: 2011

pagine: 265

Quando si parla di Seconda guerra mondiale, di Olocausto e Shoah, non possiamo commettere l'errore di imputare le colpe solo ai nazisti. In realtà in Europa tra il 1940 e il 1945 molti Paesi hanno collaborato agli eventi storici in modo più o meno cruento, aiutando la follia nazista a "ripulire" il mondo dagli ebrei. E per quanto possa essere difficile accettarlo la maggior parte di queste collaborazioni erano spontanee. Il caso più tragico è quello che riguarda la cittadina di Jedwabne. Sono passati 70 anni da quel tragico 10 luglio 1941, ma questa data sembra essere stata dimenticata da chi conosceva ed ignorata dai più. Questo piccolo centro polacco, nel lontano 1941 ha fatto da cornice al massacro di ebrei più atroce della storia... non perché l'Olocausto, la Shoah in generale non lo siano stati, ma perché a Jedwabne gli ebrei polacchi vennero uccisi per mano dei loro vicini, dei loro concittadini. Per molto tempo la Polonia sembrava non voler accettare la verità, ma le orribili urla delle persone chiuse all'interno del granaio e arse vive continuano a risuonare nella memoria di coloro che ne furono testimoni. L'importane è recuperare la memoria e cercare di non dimenticare per ricostruire un passato che seppur doloroso è parte di una nazione.
16,90

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