Libri di Namkai Norbu
Il libro tibetano dei morti. L'antica sapienza dell'Oriente di fronte al morire e al rinascere
Libro: Libro in brossura
editore: Gherardo Casini Editore
anno edizione: 2025
pagine: 160
Il Bardo Thos Grol, che in Occidente si è convenuto di chiamare Libro tibetano dei morti, appartiene al filone di scritture arcaiche attraverso le quali l’uomo ha tentato di affrontare l’angosciante problema della morta, proponendo soluzioni che leniscono il terrore e rassicurano il vivente sul suo ignoto destino. Altrove concepita come finale dissoluzione, o come transito verso pallidi universi di rimpianto, la morte, in questo rituale, si configura in modo diverso. Nel tempo intermedio fra la morte fisica e il destino finale, il defunto conversa un principio cosciente, sul qual opera il monaco recitante che, attraverso la lettura del testo, ingenera in quel principio esperienze visionarie impressionanti ed evoca le immagini terrifiche degli dèi, perché il defunto acceda a una perfetta conoscenza liberatoria del sé e realizzi la rinascita.
Emaho. Le narrazioni, i linguaggi simbolici e il Bön nell'antico Tibet
Namkai Norbu
Libro
editore: OM
anno edizione: 2021
pagine: 398
"Emaho" offre una rara opportunità di esplorare la cultura tibetana prebuddhista attraverso tre aspetti importanti, ma poco conosciuti: le narrazioni (drung), i linguaggi simbolici (ntu), le tradizioni del Bön. Nella prima parte del libro l'autore prende in esame il grande e inesplorato corpus dei poemi epici e delle leggende dell'antico Tibet. La sua attenzione si rivolge poi agli antichi linguaggi simbolici utilizzati sia per comunicare messaggi segreti sia per trasmettere il significato ultimo della saggezza, altrimenti inesprimibile in termini convenzionali. Nell'ultima parte l'autore espone con chiarezza i miti, i riti e le conoscenze dell'antica religione Bön nel contesto delle sue dodici tradizioni originarie. Quest'opera fondamentale getta una nuova luce sull'antica saggezza del Tibet e allo stesso tempo mette in risalto il suo influsso determinante per la continuità storica e culturale del Tibet.
Yantra yoga. Lo yoga tibetano del movimento
Namkai Norbu
Libro
editore: OM
anno edizione: 2021
pagine: 408
Lo Yantra Yoga, equivalente nel Buddhismo tibetano allo Hatha Yoga della tradizione Hindu, è un sistema di pratica che comprende movimenti fisici, esercizi di respirazione e visualizzazioni. Più generalmente conosciuto con il nome tibetano di trulkhor, in sanscrito yantra, fu originariamente trasmesso dai mahasiddha dell'India e di Oddiyana. La sua pratica è oggi diffusa in tutte le scuole del Buddhismo tibetano collegate agli Anuttaratantra. Lo Yantra unione del sole e della luna ( 'Phrul 'khor nyi zia kha sbyor), trasmesso oralmente in Tibet nell'VIII secolo dal grande maestro Padmasambhava al traduttore e maestro di Dzogchen Vairochana, può essere considerato il più antico fra tutti i sistemi di Yantra e ha la peculiarità di comprendere numerose posizioni che si ritrovano anche nella tradizione classica dello Yoga. Chögyal Namkhai Norbu, uno dei grandi maestri viventi dello Dzogchen e del Tantra, ha iniziato a trasmettere questo profondo Yoga negli anni '70. Nello stesso periodo ha redatto questo commento sulla base delle spiegazioni orali ricevute da alcuni yoghin e siddha tibetani del XX secolo. Tutti i praticanti occidentali trarranno indubbio beneficio dalle istruzioni contenute in questo libro.
Il libro tibetano dei morti. L'antica sapienza dell'Oriente di fronte al morire e al rinascere
Libro: Libro in brossura
editore: OM
anno edizione: 2018
pagine: 149
Questo classico della religiosità orientale appartiene al filone di scritture arcaiche attraverso le quali l'uomo ha tentato di affrontare l'angosciante problema della morte, proponendo soluzioni che leniscano il terrore e rassicurino il vivente sul suo ignoto destino. Nel fiorito linguaggio di questo rituale tibetano, la morte si configura in modo radicalmente diverso sia dall'idea di un'integrazione nella gloria divina, sia dal concetto di una dissoluzione totale. Nel tempo intermedio tra la morte fisica e il destino finale, il defunto conserva un "principio cosciente" sul quale opera il monaco recitante, che mediante la lettura del testo, ingenera in quel "principio" esperienze visionarie ed evoca le immagini terrifiche degli dei.

