Libri di Nicola Ciampitti
Il romanzo generazionale
Nicola Ciampitti
Libro: Copertina morbida
editore: Italic
anno edizione: 2013
pagine: 317
Alla fine degli anni 70, mentre in Italia nasceva la postmodernità (consapevoli o no che ne fossero gli autori), si sviluppò un sottogenere di romanzo spesso confuso con il romanzo di formazione, o Bildungsroman: il romanzo generazionale. Nicola Ciampitti ha cercato di definire le caratteristiche di questo sottogenere partendo da un'analisi teorica e storica dei classici - in primis I dolori del giovane Werther e Le ultime lettere di Jacopo Ortis - per poi indagare sugli anni 70, cercando nella poesia di quel decennio tardo-moderno le anticipazioni di ciò che troveremo nel postmoderno. In quegli anni nasce infatti l'unico romanzo generazionale tardo-moderno, Cani sciolti di Renzo Paris; ma è dal 1979 in poi, con Boccalone e gli autori che seguiranno o anticiperanno Tondelli e il suo Altri libertini, che il romanzo generazionale postmoderno trova la sua affermazione. Partendo da questa impostazione di tipo storicistico, Ciampitti fa leva soprattutto sull'analisi testuale, al fine di accompagnare il lettore a conoscere direttamente i testi degli autori analizzati, e di provare scientificamente la validità di affermazioni che talora sembrano, non supportate dai testi, sovrapposizioni critiche.
«Il barone rampante» e il suo doppio
Nicola Ciampitti
Libro: Copertina morbida
editore: Italic
anno edizione: 2014
pagine: 149
La pubblicazione di un saggio che analizza il "Barone rampante" di Italo Calvino nasce dalla constatazione che con esso inizia (ed è un aspetto già noto alla critica più attenta) il cosiddetto formalismo naturale dello scrittore ligure, la sua costante attenzione al punto di vista narrativo e all'autoriflessività, ovvero l'omaggio ad altri autori, qui uniti in una specie di pastiche, in cui il romanzo guarda al romanzo e non alla vita. Un procedimento simile si avverte nell'uso delle metafore, spesso originate da altri testi, che vengono distrutte rappresentandole nel loro divenire concreto, e nella duplicità non solo del tessuto narrativo, ma degli stessi personaggi. Il libro analizza il processo in cui si manifesta questo formalismo: se da un lato il Barone appare favola fantastica, e descrizione realistica dell'amato Settecento Illuminista, dall'altro la vera ricerca di Calvino si appunta sul suo doppio, ovvero sulla sua primissima riflessione della struttura formale, ben prima che iniziassero gli studi calviniani sullo strutturalismo, su Barthes, e che seguisse a Parigi la scuola di Ou.Li.Po e Queneau. Ma prima di poter giungere a queste conclusioni, Ciampitti ha indagato con cura il testo in tutti i suoi aspetti, gli alberi e l'Illuminismo, la vita sociale e i limiti storici e geografici del Barone, individuando una contraddizione feconda, sul piano poetico, del romanziere: l'interpretazione della ragione illuministica...

