Libri di P. Godani
Il disagio dell'estetica
Jacques Rancière
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2009
pagine: 136
Jacques Rancière si è imposto sulla scena internazionale soprattutto per i suoi studi dedicati ai rapporti tra arte e politica. Tra questi, il testo qui presentato (pubblicato in Francia dall'editore Galilée nel 2004) è senza dubbio l'espressione più matura e compiuta. In un serrato confronto con l'estetica del Novecento e con le diverse forme dell'arte contemporanea (fotografia, cinema, installazioni), l'autore mostra come l'estetica, che è politica non per accidente ma per sua stessa essenza, si trovi da sempre stretta tra due politiche opposte: quella che pretende di trasformare le forme dell'arte in forme della vita collettiva, e quella che preservando l'autonomia dell'arte da ogni compromissione militante o commerciale intende custodirne la promessa d'emancipazione. E mostra al contempo come proprio questa tensione resti l'unico antidoto contro la tendenza, sempre più diffusa, a neutralizzare la potenza dissensuale dell'arte.
Falsi raccordi. Cinema e filosofia in Deleuze
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2007
pagine: 160
Sembra siano di due tipi molto differenti le motivazioni che oggi spingono i filosofi a desiderare di uscire dalla filosofia. Da una parte, c'è lo sfinimento di coloro che della filosofia non sanno più che farsene. Ma dall'altra - ed è il caso di Deleuze - c'è la volontà di rompere le antiche alleanze (con il senso comune, la religione, lo Stato) e di trovare per la filosofia nuove armi di resistenza e creazione. Questo significa "uscire dalla filosofia attraverso la filosofia". E in tal senso va inteso l'incontro deleuziano con il cinema. L'immagine-movimento e L'immagine-tempo sono pienamente libri di filosofia. Le nozze con il cinema, che essi festeggiano, hanno l'effetto di far filare la filosofia lontano dalla palude dell'attualità. Al contempo, però, in questa fuga le forniscono gli strumenti per intraprendere una lotta senza quartiere contro le tentazioni malsane che costantemente l'attraversano. Deleuze ha immesso nella filosofia un germe eteroclito che, cristallizzando, ha fatto nascere qualcosa di nuovo, che è ancora, mostruosamente, filosofia. Coloro che intendevano farla finita con la filosofia si accomodino altrove.
Da Canguilhem a Foucault. La forza delle norme
Pierre Macherey
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2011
pagine: X-134
Che cosa è successo, cosa c'è stato da Canguilhem a Foucault? L'aggiornamento di una questione di cui per primi hanno riconosciuto l'urgenza: il ruolo delle norme in natura e nella società. Le norme non sono leggi, regole obbligatorie che presuppongono una costrizione esteriore affinché siano rispettate. Intervengono direttamente sui comportamenti, che orientano dall'interno. Da dove vengono queste norme? Da dove traggono la loro forza? Dalla vita, spiega Canguilhem. Da ogni cosa che, per Foucault, possa chiamarsi storia. Come sono arrivate a congiungere, di fatto, la vita e la storia le loro rispettive azioni? Ecco la questione attorno alla quale si sono mossi due autori chiave della seconda metà del XX secolo, che hanno mantenuto un dialogo costante. Cinque studi, scritti tra il 1963 e il 1993, apportano una testimonianza sul modo in cui Canguilhem e Foucault hanno fatto evolvere questa tematica delle norme; innovazione la cui importanza è oggi universalmente riconosciuta.
La sartoria di Proust. Estetica e costruzione nella «Recherche»
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2009
pagine: 123
Il romanzo proustiano è anzitutto, e paradossalmente, un'opera di sartoria. Di piccola sartoria domestica: costretta a rattoppare, a mescolare pezzi di stoffe diverse, a intrecciare tra loro fili disparati, a creare qualcosa di più simile a un mantello di Arlecchino piuttosto che a una cattedrale. Procedendo attraverso una tessitura di strutture sempre locali, facendo risuonare tra loro elementi distanti ed eterogenei, fabbricando metafore, decomponendo i personaggi, giocando con elementi sub-individuali, mescolando umano e inorganico, Proust ci pone di fronte a un'idea di arte come sfrenata produzione di realtà piuttosto che come sua rappresentazione. È in questo modo che la "Recherche" offre al pensiero un oggetto anomalo, ma privilegiato, perché in esso la natura e il pensiero, l'universo così come viene costruito nella complessa articolazione narrativa e il suo concetto, risuonano costantemente l'uno nell'altro sino a risultare indiscernibili.

