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Libri di R. Ruggiero (cur.)

La didattica della tecnologia dell'architettura nella formazione dell'architetto

La didattica della tecnologia dell'architettura nella formazione dell'architetto

Libro: Copertina morbida

editore: CLEAN

anno edizione: 2018

pagine: 263

Il volume presenta i primi esiti di un osservatorio sulla didattica della Tecnologia dell'Architettura (TdA) nella formazione dell'architetto, costruito con il contributo di tutte le sedi universitarie italiane. La prima parte raccoglie alcuni testi critici ed una selezione ragionata di progetti didattici elaborati nelle varie sedi che registrano, sia in termini quantitativi che qualitativi, lo stato dell'arte dell'offerta formativa delle discipline tecnologiche negli ultimi quattro anni accademici. La seconda parte è dedicata ad una riflessione sulla didattica della TdA che, nell'incertezza che caratterizza i processi di riorganizzazione dei percorsi formativi delle scuole di Architettura, non è ancora riuscita a trovare forme e modalità che rendano significativi e riconoscibili gli apporti disciplinari che essa può fornire. Sono affrontati temi e questioni riguardanti le criticità ed i caratteri di originalità della didattica della TdA, partendo da considerazioni sul rapporto tra teoria, metodo e progetto, e gli orizzonti possibili della disciplina alle prese con le sfide derivanti dalle trasformazioni in atto nel mondo delle professioni e nel campo del governo dei processi complessi.
16,00 €

Proemio al dottor volgare-Difesa della lingua italiana

Proemio al dottor volgare-Difesa della lingua italiana

Giovanni B. De Luca

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2012

Con il "Dottor Volgare" nel 1673 (di cui oggi si pubblica il libro proemiale), e con la "Difesa della lingua italiana" nel 1675, l'autore sceglie di rivolgersi anche agli operatori giuridici di livello intermedio, ai pubblici funzionari, ai tecnici dell'amministrazione. Il futuro cardinale rivendicava all'italiano una piena maturità espressiva e lo statuto di lingua colta deputata anche alla divulgazione scientifica. De Luca appare consapevole che il concetto stesso di divulgazione, nell'ambito dell'universo giuridico, è da sempre un modo per cambiare silenziosamente le regole del gioco: divulgare significava spezzare il circolo degli arcana iuris su cui l'intera società di antico regime appare fondarsi. Egli additava infatti una categoria di lettori privilegiati: l'opera si rivolge "particolarmente a Principi, e Signori e alli Magistrati grandi, li quali esercitano la giurisdizione più in dominio che in esercizio, e che amministrano la giustizia con qualche mistura del politico". Nell'ultimo ventennio del XVII secolo, De Luca si muove nell'orbita di quella cultura europea del 'disciplinamento', che aveva tratto linfa vitale dai galatei del Rinascimento italiano e si era ormai trasformata nella tecnica organizzativa delle grandi burocrazie statuali. Non una questione giuridica, dunque, ma la consapevole esigenza di una precettistica che permea tutti gli apparati e le forme di manifestazione della vita pubblica.
12,00 €

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