Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina
Iscriviti alla newsletter

Aragno

Dante Machiavelli Vico

Gianfranco Contini

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2026

«Che cos'è, allora, la "scienza nuova" di Vico?»: in una sala gremita di gente, che possiamo solo immaginare o vagheggiare con
15,00

Primi passi verso l'economia

Beppe Ghisolfi

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2026

pagine: 88

Giuseppe "Beppe" Ghisolfi è uno dei divulgatori di educazione finanziaria più autorevoli in Italia
10,00

Al di là della carne

Elisabetta De Dominis

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2026

Chi erano davvero il mago Merlino e Viviana, la Dama del Lago? E Morgana, Artù, Lancillotto? Cosa ha rappresentato per loro il
28,00

Fascismo nazismo cultura. Un dibattito del 1946

Gianfranco Contini, Bernard Berenson

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2026

Nella tradizione, anzi nel solco "antico" di Montaigne, che scrive «je ne fais rien sans joi», il grande critico e filologo Gi
15,00

Cervantès et le Baroque

Cervantès et le Baroque

Marcel Bataillon

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2025

30,00

1940. La disfatta

1940. La disfatta

Georges Bernanos

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2025

pagine: 104

Negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, in Europa, e in maniera per vero epidemica, si diffuse un micidiale «equivoco»: che non ci fossero alternative al totalitarismo, fosse esso di destra o sinistra. Breve: Hitler-Mussolini-Franco da un canto, Stalin dall'altro. Sì che, quando nel 1940 si consuma la disfatta della Francia, l'unico baluardo (e poco conta, ora, risapere se tale baluardo fosse in concreto nulla più che un fantoccio di carta, percome fu, oppure un simbolo, a dirittura uno stemma della libertà insopprimibile), l'unico baluardo, dicevamo, contro la tirannia pare, a milioni di occhi per tutto il mondo, non solo crollato, ma assorbito senza più nel corpo del Nemico. Tra le voci che si levano (nel senso ortopedico del termine) contro questo «scandalo dello spirito», dal remoto Brasile, c'è quella di Georges Bernanos. Indomabile e altera. Oggi, a tanti anni di distanza (ma nel frattempo il 1940 non è tramontato: anzi), gli interventi che Bernanos pubblicò sulla stampa brasiliana, e che qui si presentano al lettore, continuano a ruggire.
12,00

Teatro

Teatro

Franco Branciaroli

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2025

pagine: 370

Si credeva che la "decostruzione" e l'operare in suo nome sui palcoscenici o anche per terra o in acqua e ovunque fosse conforme alla volontà di straziare il teatro dialettico nato dove le pietre erano capaci di trasudare l'assurdo o il tragico dell'esistenza, fosse il re Mida che trasformasse in aura festa il teatro futuro detto, terzo, quarto, quinto, ma tutto quello che è riuscita a fare finora è stato semplicemente distruggere la reputazione e l'autorevolezza della più antica forma particolare di conoscenza riducendola alla stregua di un'operetta dal tono sinistramente amatoriale. Queste pagine concorrono alla costruzione di un'idea archeologica del teatro che appare lontana anni luce dal teatro contemporaneo ma che proprio nella sua inattualità testimonia paradossalmente la sua urgenza. Il testimoniato qui di seguito non si rivolge a teatranti che chiedono di riposarsi, si rivolge a chi non è pigro, discretamente dotato e soprattutto che abbia molto tempo a disposizione perché solo così il teatro, che per me è solo dialettico, se gli si concede tutto questo, offre in cambio molto più di quello che ci si può attendere ragionevolmente: svelare l'enigma della vita; essa è coincidenza tra soggetto e oggetto. Quello che accade sul palco non è oggetto fuori di noi, esso è dentro di noi, è noi stessi, è soggetto. Per questo il monologo che si rivolge allo spettatore è mortale, perché si esibisce come oggetto. Il palco è il tavolo e il sipario è la porta dell'armadio. Il tavolo dove si dialoga, dove si cerca la sintesi che di solito tragicamente o anche drammaticamente non si trova se non nella morte o nell'abbandono; e l'armadio racchiude il mistero di questa mancanza. Si dirà che il tavolo del teatro greco non aveva il sipario, porta dell'armadio, ciò non è vero, esso consisteva nel buio della notte che sopraggiungeva al tramonto e alla fine della tragedia. Ma con la scusa del pop il teatro odierno semplifica e fraintende, ci fa sentire separati dagli uomini nonostante cerchi invano di farsi capire. Queste pagine si tingono, magari invano, di un'urgenza inaggirabile che suggerisce come proprio nella riflessione e nella dialettica sia la chiave per abitare il mondo: scopo della mia vita: voler trasfigurare, creare, dare un senso ad ogni istante della mia esistenza da viverlo nel mondo più nobile, più alto, più bello.
40,00

Spinoza o la dinamite filosofica

Spinoza o la dinamite filosofica

René Daumal

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2025

pagine: 82

Pochi pensatori, nella tradizione filosofica europea, hanno seppellito tanti candelotti di dinamite nella propria opera, al pari di Spinoza. Del che si accorse, e non per caso, quel divino scapestrato, a cavallo tra Dante e Jarry, che fu René Daumal. In un articolo uscito sulla N.R.F. del 1° maggio 1934 - titolo: Spinoza o la dinamite filosofica - egli proponeva infatti d'individuare la carica eversiva, irriducibile, del tritolo spinoziano nel concetto sanscrito di advaita, cioè a dire: «non-dualismo». Ché mira precipua di Spinoza fu, altronde, cotesta: far saltare il putrido, corrotto, delirante bastione della nostra civiltà (ovvero barbarie) occidentale. Il come, è presto detto: revocando tutti i dualismi. Confondendo indiscernibilmente vita e pensiero. Permodoché, da ultimo, Spinoza più che filosofo, nelle pagine di Daumal ci parrà saggio indù. O meglio: anarchico bombarolo.
12,00

Avvertimento all'Europa

Avvertimento all'Europa

Thomas Mann

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2025

pagine: 83

Nel 1936 sul lago di Zurigo a Küsnacht, dove Thomas Mann si era auto-esiliato dopo l'ascesa al potere di Hitler, si incontrano lo scrittore tedesco (premio Nobel nel 1929) e André Gide (futuro premio Nobel nel 1946). Dall'incontro nasce l'idea di pubblicare un libro che descrivesse la situazione in cui versava il vecchio continente allora. Ne nacque l'Avvertimento all'Europa che uscì in Francia nel 1937 e che comprendeva 4 scritti di Mann e la prefazione di Gide. Un volumetto snello, di non molte pagine, ma che ancora oggi rivela spunti ed elementi di natura profetica sul tema della guerra, della pace e sul ruolo dell'Europa nel contesto mondiale.
12,00

Elogio della stupidità

Elogio della stupidità

Lev Šestov

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2025

pagine: 100

Lev Šestov nell'Elogio della stupidità (1907) parte dalla considerazione comunemente accettata che la stupidità sia il contrario del buon senso. Ma allora perché lodare qualcosa che si oppone alla ragionevolezza? Il dubbio che egli semina è che nella stupidità ci siano più potenzialità e più ricchezze che non nel buon senso: «La stupidità ha le sue leggi che non si sottopongono né al controllo né alle limitazioni. Essa è bellissima, non si discute, il buon senso invece ha stancato da morire ed è noioso, come una vecchia bigotta».
12,00

Un altro Settecento

Un altro Settecento

Pietro Citati

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2025

Occorrono davvero troppe vite per fare un critico come Citati. I capitoli della sua parabola ermeneutica sono frutto di una meditazione lunga, di una serie di fascinazioni, mai superficiali, ma sempre vissute interamente. In altre parole, riscoprire i passaggi che hanno fatto di Citati non uno studioso in senso stretto, ma un pioniere capace di reinventare dall'interno la prosa messa al servizio delle opere altrui, significa rileggere in un'altra luce momenti diversi del modo in cui la critica italiana si è confrontata, tra primo e secondo Novecento, tanto con i testi della sua tradizione quanto con le novità provenienti dalle letterature straniere. In una lettera a Paolo Lagazzi, a commento del suo splendido saggio per il volume dei "Meridiani" Mondadori, in cui era stata raccolta una parte significativa dell'attività critica di Citati, l'ormai anziano scrittore confessava che Lagazzi aveva colto nel segno nel porre al primo posto «l'amore per il Settecento magico». Certo, nelle pagine di questa tesi, così severa e rigorosa, sembra raccontarsi una storia altra: nessuna frivolezza, la naturalezza viene ricercata, come valore etico-politico, non nel gioco letterario, ma in una scrittura che trovi un rapporto con il mondo circostante. Ecco, l'azione tormentata, miope, lucidissima, lineare, tutta scosse dei fratelli Verri e di Parini. Sul baratro della Rivoluzione francese, sulla voragine di una realtà nuova. Eppure, già qui, a guardar bene si comprende che a emergere è il cantiere di lavoro e pensiero di Citati, che prepara la base per quell'arte del ritratto che inseguirà poi nel resto della vita.
25,00

Roma perduta

Roma perduta

Mario Praz

Libro

editore: Aragno

anno edizione: 2025

In "Roma perduta" sono raccolti gli articoli che Mario Praz pubblicò su Paese Sera negli anni Sessanta, offrendo uno sguardo lucido e sensibile sulla città eterna durante una fase di profonda trasformazione. Non la Roma dei monumenti celebrati, ma quella di silenzi, dimore segrete e piazze concepite come "sale a cielo scoperto", oggi spesso travolte dal traffico e dall'incuria. Praz restituisce una città stratificata, dove il tempo antico e la vita moderna si confrontano, invitando a leggere Roma come organismo vivo e fragile, la cui memoria sopravvive nella parola e nell'osservazione attenta di chi sa custodirla.
15,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.