Libri di S. Baratto
Il linguaggio del corpo rivelato. Per scoprire i pensieri più segreti
Joseph Messinger
Libro: Copertina morbida
editore: Piemme
anno edizione: 2019
pagine: 384
Si mente meglio con le parole che con i gesti, perché è più difficile sottrarre all'inconscio ogni singola parte del nostro corpo. Possiamo dire con la massima enfasi «che piacere vederti!» ma, se stiamo mentendo, mani, testa, braccia, occhi esprimeranno la verità senza che lo vogliamo. E importante quindi imparare a leggere i gesti delle persone con cui interagiamo per capire quali sentimenti nascondano. Non solo per smascherare i bugiardi, ma anche per entrare in sintonia con chi ci sta di fronte. Saper leggere un gesto di disagio, di timidezza o ansia può aiutarci a correggere il tono della conversazione per far sentire meglio il nostro interlocutore. Con un grande miglioramento nella qualità dei rapporti. Inoltre, avere il controllo sulla nostra gestualità è molto utile sul lavoro e in quelle occasioni in cui dobbiamo celare il nostro vero stato d'animo, magari a fin di bene. Con oltre 300 disegni e centinaia di esempi, questo è un vero vademecum per imparare a privilegiare i gesti che ci valorizzano e correggere quelli che ci squalificano, e per leggere negli altri come in un libro aperto.
Il linguaggio del corpo rivelato. Per scoprire i pensieri più segreti
Joseph Messinger
Libro: Copertina morbida
editore: Piemme
anno edizione: 2018
pagine: 383
Si mente meglio con le parole che con i gesti, perché è più difficile sottrarre all'inconscio ogni singola parte del nostro corpo. Possiamo dire con la massima enfasi «che piacere vederti!» ma, se stiamo mentendo, mani, testa, braccia, occhi esprimeranno la verità senza che lo vogliamo. E importante quindi imparare a leggere i gesti delle persone con cui interagiamo per capire quali sentimenti nascondano. Non solo per smascherare i bugiardi, ma anche per entrare in sintonia con chi ci sta di fronte. Saper leggere un gesto di disagio, di timidezza o ansia può aiutarci a correggere il tono della conversazione per far sentire meglio il nostro interlocutore. Con un grande miglioramento nella qualità dei rapporti. Inoltre, avere il controllo sulla nostra gestualità è molto utile sul lavoro e in quelle occasioni in cui dobbiamo celare il nostro vero stato d'animo, magari a fin di bene. Con oltre 300 disegni e centinaia di esempi, questo è un vero vademecum per imparare a privilegiare i gesti che ci valorizzano e correggere quelli che ci squalificano, e per leggere negli altri come in un libro aperto.
Il linguaggio del corpo rivelato. Per scoprire i pensieri più segreti
Joseph Messinger
Libro: Copertina morbida
editore: Piemme
anno edizione: 2016
pagine: 383
Si mente meglio con le parole che con i gesti, perché è più difficile sottrarre all'inconscio ogni singola parte del nostro corpo. Possiamo dire con la massima enfasi «che piacere vederti!» ma, se stiamo mentendo, mani, testa, braccia, occhi esprimeranno la verità senza che lo vogliamo. E importante quindi imparare a leggere i gesti delle persone con cui interagiamo per capire quali sentimenti nascondano. Non solo per smascherare i bugiardi, ma anche per entrare in sintonia con chi ci sta di fronte. Saper leggere un gesto di disagio, di timidezza o ansia può aiutarci a correggere il tono della conversazione per far sentire meglio il nostro interlocutore. Con un grande miglioramento nella qualità dei rapporti. Inoltre, avere il controllo sulla nostra gestualità è molto utile sul lavoro e in quelle occasioni in cui dobbiamo celare il nostro vero stato d'animo, magari a fin di bene. Con oltre 300 disegni e centinaia di esempi, questo è un vero vademecum per imparare a privilegiare i gesti che ci valorizzano e correggere quelli che ci squalificano, e per leggere negli altri come in un libro aperto.
Parigi. Una dichiarazione d'amore e libertà
Jean Cocteau
Libro: Libro rilegato
editore: Piemme
anno edizione: 2016
pagine: 91
Come reagirebbe Jean Cocteau, il poeta e scrittore simbolo di Parigi, cantore del suo fascino e delle sue contraddizioni, alle ferite inferte alla sua città? Con il cuore infranto, ci ricorderebbe che Parigi "possiede uno stomaco da struzzo. Digerisce tutto. Non assimila niente. È questo che le conferisce quell'aria di debolezza dietro cui si cela una capacità di resistenza senza limiti." Parigi ha visto rotolare le teste dei re, ha conosciuto le sagome nere delle bandiere uncinate prima e dei fanatici dell'Isis poi, ma "non vi è nessuna rassegnazione nel parigino" e "a poco a poco, gli strati della società meno atti a entrare in contatto finiscono per congiungersi." Questo libro è una dichiarazione d'amore incondizionata a Parigi e insieme un invito a visitare e perdersi negli angoli più belli e amati da Cocteau, grazie alle schede che ne illustrano le curiosità nascoste. Per riappropriarsi di una città "incredibilmente elaborata, stratificata, ingarbugliata, sovrapposta, fatta di ombre e di penombre", ma che dai suoi contrasti sprigiona scintille di poesia.
Il piccolo acrobata
Raymond Gurême, Isabelle Ligner
Libro: Copertina morbida
editore: Piemme
anno edizione: 2015
pagine: 157
Raymond ha imparato a stare in equilibrio prima ancora che a camminare. I suoi genitori, gitani francesi, erano circensi, e il pubblico impazziva per il numero del piccolo acrobata. Negli anni Trenta, quando la maggior parte dei suoi connazionali non sapeva né leggere né scrivere, viveva in case spoglie e non si spostava, Raymond aveva una carovana con l'acqua calda dai rubinetti, conosceva tutte le regioni e sapeva leggere. Suo padre aveva combattuto per la Francia durante la Grande Guerra, ed era grazie a lui che nelle località più sperdute erano arrivati i film di Charlot. Il mondo di Raymond finisce il 4 ottobre 1940, quando all'alba si presentano delle guardie che trascinano via lui e tutta la famiglia. Senza una spiegazione, come fossero delinquenti. Vengono portati in un autodromo, trasformato in centro di detenzione. Lì, insieme a centinaia di altri gitani, vengono privati dei loro averi e lasciati a patire fame, freddo, angherie. Costretti, pur denutriti e senza forze, a ripulire dalle erbacce la pista perché i tedeschi possano divertirsi a gareggiare. Ma il calvario è solo all'inizio. Raymond sarà deportato ai lavori forzati in Germania e vedrà da vicino la Shoah degli zingari, non meno feroce di quella riservata agli ebrei. Separato dai suoi, a soli quindici anni dovrà ricorrere alle doti di equilibrismo imparate da bambino per sopravvivere. E attingere al carattere ereditato dalla sua gente, che lo spinge a inseguire la libertà. Sempre e a qualunque costo.
Le prede. Nell'harem di Gheddafi
Annick Cojean
Libro: Copertina rigida
editore: Piemme
anno edizione: 2013
pagine: 263
La vita di Soraya, quindici anni, va in pezzi una mattina del 2004, quando il presidente Gheddafi, in visita alla sua scuola, le accarezza i capelli. La ragazza è fiera di quell'onore. Non sa di essere condannata. La carezza è un segnale: significa "questa ragazza è mia". Il giorno dopo Soraya viene prelevata e portata nell'harem del Presidente. Diventa una schiava sessuale. Per anni subisce violenze e aggressioni, vive relegata e isolata, costretta a rapporti di ogni genere, a guardare film pornografici "per imparare", sottoposta a continui controlli medici, sempre a disposizione del rais, che la umilia in ogni modo. E questa è solo la punta dell'iceberg. Perché come Soraya ce ne sono migliaia. Mentre in pubblico il Presidente si vantava di promuovere l'emancipazione femminile, i suoi emissari battevano ossessivamente scuole, università, feste di matrimonio, alla ricerca di prede fresche. Sono molte le vite spezzate dagli abusi, giovani donne, e anche uomini, asserviti alle voglie di Gheddafi. Tre volte vittime: della violenza, del disonore e del silenzio calato dopo la fine del regime.
Il piccolo acrobata
Raymond Gurême, Isabelle Ligner
Libro: Libro in brossura
editore: Piemme
anno edizione: 2013
pagine: 157
Raymond ha imparato a stare in equilibrio prima ancora che a camminare. I suoi genitori, gitani francesi, erano circensi, e il pubblico impazziva per il numero del piccolo acrobata. Negli anni Trenta, quando la maggior parte dei suoi connazionali non sapeva né leggere né scrivere, viveva in case spoglie e non si spostava, Raymond aveva una carovana con l'acqua calda dai rubinetti, conosceva tutte le regioni e sapeva leggere. Suo padre aveva combattuto per la Francia durante la Grande Guerra, ed era grazie a lui che nelle località più sperdute erano arrivati i film di Charlot. Il mondo di Raymond finisce il 4 ottobre 1940, quando all'alba si presentano delle guardie che trascinano via lui e tutta la famiglia. Senza una spiegazione, come fossero delinquenti. Vengono portati in un autodromo, trasformato in centro di detenzione. Lì, insieme a centinaia di altri gitani, vengono privati dei loro averi e lasciati a patire fame, freddo, angherie. Costretti, pur denutriti e senza forze, a ripulire dalle erbacce la pista perché i tedeschi possano divertirsi a gareggiare. Ma il calvario è solo all'inizio. Raymond sarà deportato ai lavori forzati in Germania e vedrà da vicino la Shoah degli zingari, non meno feroce di quella riservata agli ebrei. Separato dai suoi, a soli quindici anni dovrà ricorrere alle doti di equilibrismo imparate da bambino per sopravvivere. E attingere al carattere ereditato dalla sua gente, che lo spinge a inseguire la libertà. Sempre e a qualunque costo.

