Libri di V. Crespi Morbio (cur.)
Il mondo di Beaurepaire
Libro: Copertina rigida
editore: Allemandi
anno edizione: 2012
pagine: 103
Scoperto nel 1945 da Christian Bérard, subito lanciato da Jean Cocteau fra i protagonisti della vita culturale e mondana francese, André Beaurepaire fu, a poco più di vent'anni, un'apparizione di grazia fulminea e di fantasia sconfinata. Lo vollero subito, come scenografo per le proprie creazioni, lo stesso Cocteau, Frederick Ashton, Roland Petit, Louise de Vilmorin, Jean Genet, Gian Carlo Menotti, il suo nome venne conteso dalla Scala e dall'Opera di Parigi, i suoi disegni furono esposti a Londra e a New York. Il suo stile originalissimo, senza maestri e senza eredi, illustrò la musica di Stravinskij e di Prokof'ev ma anche le canzoni di Edith Piaf. Oggi Beaurepaire, ancora attivo nel suo studio di Parigi, ancora fascinoso enfant terrible, è l'ultimo testimone di un mondo artistico omogeneo, nel quale la cultura europea del Novecento ha toccato uno zenith effimero e sfavillante.
Le monde de Beaurepaire
Libro: Copertina rigida
editore: Allemandi
anno edizione: 2012
pagine: 103
Scoperto nel 1945 da Christian Bérard, subito lanciato da Jean Cocteau fra i protagonisti della vita culturale e mondana francese, André Beaurepaire fu, a poco più di vent'anni, un'apparizione di grazia fulminea e di fantasia sconfinata. Lo vollero subito, come scenografo per le proprie creazioni, lo stesso Cocteau, Frederick Ashton, Roland Petit, Louise de Vilmorin, Jean Genet, Gian Carlo Menotti, il suo nome venne conteso dalla Scala e dall'Opera di Parigi, i suoi disegni furono esposti a Londra e a New York. Il suo stile originalissimo, senza maestri e senza eredi, illustrò la musica di Stravinskij e di Prokof'ev ma anche le canzoni di Edith Piaf. Oggi Beaurepaire, ancora attivo nel suo studio di Parigi, ancora fascinoso enfant terrible, è l'ultimo testimone di un mondo artistico omogeneo, nel quale la cultura europea del Novecento ha toccato uno zenith effimero e sfavillante.
Chagall alla Scala
Libro: Copertina rigida
editore: Allemandi
anno edizione: 2010
pagine: 82
La vena lirica e visionaria di (Vitebsk, 1887 / Saint/Paul de Vence, 1985 trova uno sbocco privilegiato nel mondo dei teat Il soffitto dell'Opera Garnier di Parigi e i murali del Metropolitan Opera di New York celebrano un'apoteosi di colori e segni che si trasformano in ebbrezza musicale, in felicità di esistere. Alla Scala è destinata la scenografia del balletto di Ravel Daphnis et Chloé (1975). Il palcoscenico è inondato dal celebre blu dell'artista, fra pesci volanti, amanti intrecciati e mondi capovolti. La danza se ne sprigiona.
Sciltian alla Scala
Libro: Copertina rigida
editore: Allemandi
anno edizione: 2010
pagine: 92
Esule armeno, prima a Parigi e poi in Italia, Gregorio Sciltian (Rostov sul Don, 1900 / Roma, 1985) attraversa come un outsider il secolo dell'astrattismo e dell'informale. Fedele ai canoni pittorici intesi a riprodurre il reale, cesella il proprio stile con la pazienza, la ricercatezza, lo scrupolo meticoloso di un fiammingo del Seicento, smarritosi in un altro mondo. Ogni minuscolo dettaglio acquista una fissità quasi metafisica, sia nei numerosi ritratti lasciatici sia negli allestimenti teatrali di Donizetti, Schubert, Weber e Stravinskij, che pure squillano come divertimenti dai colori accesi.
Gontcharova alla Scala
Libro: Copertina rigida
editore: Allemandi
anno edizione: 2010
pagine: 112
Amazzone del pennello, Nathalie Gontcharova (Negayevo presso Tuia, 1881 Parigi, 1962) partecipa all'avventura delle avanguardie parigine dopo la fuga dalla Russia rivoluzionaria, s'impegna politicamente a sinistra e spicca il volo sotto lo sguardo vigile di Diaghilev. Attraverso il recupero delle proprie origini stilistiche nel primitivismo russo, troverà una sintesi originalissima, fatta di colori puri e di forme asciutte e stagliate, cui sarà fedele come una combattente mai doma. Lascia un segno alla Scala in allestimenti stravinskiani che fanno storia.
Samaritani alla Scala
Libro: Copertina rigida
editore: Allemandi
anno edizione: 2009
pagine: 109
Ultimo grande epigono della scena teatrale dipinta, erede della scuola ottocentesca filtrata dalla moderna sensibilità di Lila De Nobili, Pier Luigi Samaritani è un tradizionalista trasgressivo. Bandisce dalle scenografie ogni elemento folclorico c siinerficiale, e attraverso una lunghissima serie di spettacoli rimasti celebri edifica la propria poetica della nostalgia. I mondi più diversi, dalla Spagna della Carmen alla Ru di Oneriti, sono filtrati da una sensibilità e malinconica di finissima squisitezza.

