Libri di Vincenzo Di Tanno
La via della luna
Vincenzo Di Tanno
Libro: Copertina morbida
editore: Gruppo Albatros Il Filo
anno edizione: 2017
pagine: 66
"[...] una lettura coinvolgente che fa tornare alla mente il viaggio letterario per eccellenza, quello dantesco. Il "protagonista" di "La via della Luna" sembra a tutti gli effetti un nuovo Dante, ma in un viaggio introspettivo, in cui invece di incontrare vizi e personaggi storici e letterari, deve fare i conti con i suoi pensieri, soprattutto quelli più profondi (e a tratti ostili) e confrontarsi con una sorta di suo alter ego dalle molteplici facce. Questo poema diventa quasi la metafora di quegli istinti che ci attraggono inesorabilmente, che vorremmo raggiungere e provare intensamente, ma che allo stesso tempo ci impauriscono, ci fanno gelare le ossa, costringendoci ad un confronto serrato, inquieto (e inquietante) con noi stessi." (Dalla Prefazione di Pamela Michelis)
Il borghetto
Vincenzo Di Tanno
Libro
editore: Aletti editore
anno edizione: 2013
pagine: 68
"Questo libro è un'opera inedita della poetica italiana, in quanto presenta per la prima volta uno stile del tutto nuovo. 'Il Borghetto' ha, infatti, la pretesa di affermarsi come nuovo modo di scrivere poesia. Ogni tema è affrontato con il sostegno del cuore: dalle dieci verità sostenibili dall'uomo nella sua vita, all'amore in tutte le sue sfaccettature. Il cuore sa bene cosa scrivere e ti lascia stupefatto nell'inventare quello che non esiste." Con queste parole Vincenzo Di Tanno presenta i contenuti dell'opera ai lettori: "Definirei gabbia ciò che è imprigionato e non ciò che imprigiona, definisco certo e pensato il mio tempo, ma non il presente. Sebbene mi burli delle parole, le scrivo come sono da sole, povere e ingenue ed orlate da una parsimoniosa superficialità. Questa, che carica di genuino sfocia in un mare nero che con odore acre infonde frustrate sui visi di chi respira, di chi apre la bocca per assaporarlo. Calma regolata se pesa tranquillo il lesinare mentale, e sol serpentelli giacciono sulla sua pelle, se spira il levato ricordo che odora di sentimentale. O voi, che accarezzate i figli di un inchiostro che grida, siate come storni in voli d'autunno ma non rovinate nulla, non siate ingordi delle undici che il mio cuore sgrida. Lui, non le vincerà mai, inerme ammira gli oracoli che la gente culla, pulsando solo perché viva. Io, uomo, vivo nel mio tempo ma non oso respirarci; mi fa paura il nuvolo di schiavi condannati a qualcosa ch'io non immagino..."

