Libri di B. Aikema (cur.)
«In centro et oculis urbis nostre»: la chiesa e il monastero di San Zaccaria
Libro: Copertina morbida
editore: Marcianum Press
anno edizione: 2016
pagine: 426
Di fondazione ducale antichissima, anteriore a quella della chiesa di San Marco, il cenobio benedettino femminile di San Zaccaria, contiguo al centro politico-religioso marciano, fu uno dei più illustri, privilegiati e ricchi monasteri veneziani. I saggi contenuti in questo volume, esito del convegno tenuto a Venezia nel novembre 2014, affrontano, con nuovi e originali contributi, la storia, l'architettura e l'arte del monastero e della chiesa dalle fasi più antiche ai recenti restauri.
Paolo Veronese. Itinerari nel Veneto. Ediz. inglese
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2014
pagine: 112
Paolo Veronese. L'illusione della realtà
Libro: Copertina rigida
editore: Mondadori Electa
anno edizione: 2014
pagine: 399
L'arte di Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588) torna nella sua città natale con una mostra dedicata alla sua figura e alla sua opera, promossa e organizzata dal Comune di Verona, Direzione Musei d'Arte e Monumenti, insieme con l'Università degli Studi di Verona e la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, in associazione con la National Gallery di Londra. L'esposizione, allestita nel monumentale Palazzo della Gran Guardia di Verona, si colloca a distanza di ventisei anni dalla rassegna Veronese e Verona tenutasi nel 1988 al Museo di Castelvecchio ed è curata da Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio e Bernard Aikema, dell'Università degli Studi di Verona. Il Veronese ebbe la sua formazione nella Verona di Giovanni Caroto, Antonio Badile e soprattutto Michele Sanmicheli, per poi trasferirsi e svolgere la parte centrale della sua carriera a Venezia, della cui scena artistica fu uno dei principali protagonisti insieme a Tiziano Vecellio e Jacopo Tintoretto. Guidò un'operosa bottega, assistito, tra gli altri, dal fratello Benedetto e dai figli Carlo e Gabriele, che portarono avanti l'attività dopo la sua morte.

