Marsilio
Cose di famiglia
Sara B. Elfgren
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 304
Nel mezzo di una difficile separazione, Mirjam riceve un messaggio inaspettato da Nia, la sorella che ha inutilmente cercato d
Israele e Palestina in 10 mappe
Laura Canali
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 208
In Medio Oriente nulla è come sembra
Animali narrativi. Perché non possiamo smettere di credere alle storie
Maura Gancitano
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 160
Fin dagli albori del tempo, l'uomo ha sentito il bisogno di raccontare, creare mondi, immaginare universi possibili, asseconda
Io sono Adele
Csaba dalla Zorza
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 256
Adele Casagrande ha sessant'anni, un passato di cui non vuole parlare e un lavoro tutto nuovo
Medioccidente. Un'alternativa geografica, politica, culturale
Giuseppe Lupo
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 192
Finito il Novecento e bruciate le aspettative del passaggio al nuovo millennio, sentiamo oggi il bisogno di cercare un’altra maniera di essere occidentali, consci che qualcosa è andato storto. Da questo disincanto, ma anche dalla consapevolezza che non tutto è perduto, prende avvio l’indagine di Giuseppe Lupo. L’invito è a immaginare un luogo fuori dalle cartine ma dentro le coscienze: il Medioccidente. Non una regione da rintracciare sugli atlanti geografici, ma una soglia tra un Oriente non finito e un Occidente non cominciato; una frontiera simbolica in cui tentare un equilibrio tra New York e Gerusalemme, tra Istanbul e Gibilterra, tra Oslo e Tangeri; un «continente morale» dove realizzare un nuovo patto tra gli uomini. In queste pagine, Lupo esplora l’ipotesi di una civiltà alternativa intrecciando letteratura e storia, antropologia e teologia, urbanistica ed economia. Il risultato è una profonda riflessione sulla necessità della memoria, sul valore dei legami comunitari, sul senso del sacro, in un’epoca che sembra aver perso la capacità di concepire altri modi possibili del vivere. Medioccidente è allora un gesto politico e poetico insieme: una mappa per orientarsi oltre la crisi dell’Occidente e ridefinire le coordinate del nostro stare al mondo.
L'ultima cosa che sai. La nuova indagine di Enrico Radeschi
Paolo Roversi
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 336
Aprile 2019. Il giornalista hacker Enrico Radeschi è in viaggio verso Capo di Ponte Emilia, il suo borgo natale nella Bassa padana, dove non mette piede da troppo tempo. Vuole fare una sorpresa ai genitori per Pasqua, ma anche allontanarsi dal caos di Milano e dalla separazione col Danese, una ferita che ancora brucia. In sella al Giallone, la sua inseparabile Vespa gialla del 1974, arriva in paese giusto in tempo per una notizia che gela il sangue: in una delle zone più isolate della golena del Po è stato ritrovato un cadavere. Il corpo è disposto in modo rituale: braccia incrociate, gambe tese, e tra le dita stringe un orologio con le lancette ferme sulle 3.15. A occuparsi delle indagini è la stazione locale dei carabinieri, guidata dal maresciallo Giorgio Boskovic, affiancato dal brigadiere Gennaro Rizzitano, ex compagno di scuola di Enrico e memoria storica del borgo. Ben presto si capisce che quel dettaglio – le lancette ferme – non è una coincidenza, ma il marchio del “Mostro del Po”, un serial killer che negli anni Sessanta aveva seminato il terrore lungo le rive del fiume. Un’informazione mai divulgata all’epoca, che ora riaffiora come un richiamo dal passato. I suoi crimini, rimasti irrisolti, sembrano tornare a galla, trascinati dalla corrente di un fiume che non dimentica. Ben presto il numero delle vittime cresce e Radeschi si ritrova invischiato in un’indagine dove tutto ruota attorno alla memoria, alle leggende, ai conti in sospeso. C’è chi ricorda troppo e chi finge di non sapere, e chi sussurra del «Tribunale delle Acque», un’antica leggenda risalente addirittura ai tempi dei Gonzaga che racconta di una corte soprannaturale pronta a giudicare le anime dei peccatori, nelle notti senza luna, sulle sponde del grande fiume. Ma la storia non si muove solo tra argini e pioppeti. A Milano, nelle stesse ore, il vicequestore Loris Sebastiani indaga su quello che a prima vista sembra un suicidio: un professore del Politecnico trovato morto nel suo appartamento. Dietro l’apparenza si nasconde però un omicidio ben orchestrato. In assenza di Enrico, per addentrarsi nei meandri digitali della vita della vittima, Sebastiani è costretto ad affidarsi a Liz, la giovane e brillante hacker filippina che da tempo lavora al fianco di Radeschi. Mentre Milano e la Bassa si parlano a distanza, fino ad arrivare a toccarsi, Radeschi si ritrova a fare la spola fra i due mondi, trascinato in una doppia indagine che affonda tra mitologia fluviale e vendette rimaste sospese troppo a lungo. Nel cuore della nebbia e della memoria, il nostro giornalista hacker dovrà fare i conti con il passato della sua terra e con la spietatezza che regna sotto la Madonnina. Ma anche con le bugie taciute, le verità sepolte e le colpe che il Po restituisce quando meno te lo aspetti. Perché l’acqua conserva tutto. E il fiume, si sa, prima o poi presenta il conto.
I balilla andarono a Salò
Carlo Mazzantini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 192
«Non so se i giovani di oggi riescano a immaginare quanto condizionante fu l’influenza che l’educazione ricevuta e la pressione dell’ambiente avevano esercitato sulla formazione delle coscienze e sulla visione del mondo dei ragazzi che, come chi scrive, risposero all’appello della RSI, o che volontari accorsero nelle sue formazioni armate. Credo indispensabile, per capire le nostre motivazioni, ripercorrere le tappe della nostra storia interiore». In questo pamphlet, Carlo Mazzantini torna a «quel momento in cui, nell’estate-autunno del 1943, le strade degli italiani si divaricano» e del quale «la cultura ufficiale ha consegnato alle giovani generazioni una rappresentazione di maniera, dove tutto sembra essersi svolto in modo chiaro e lineare».
Hostia. Trilogia della morte di Pier Paolo Pasolini
Giuseppe Zigaina
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 504
Domenica 2 novembre 1975, il corpo martoriato di Pier Paolo Pasolini viene rinvenuto a Ostia, in uno sterrato a pochissima distanza dal mare. Anni dopo la scomparsa dell’amico, Giuseppe Zigaina ha un’intuizione: la chiave di lettura dell’opera stessa di Pasolini potrebbe essere racchiusa proprio nella sua morte violenta. Attraverso un paziente e approfondito lavoro di ricerca sul corpus del poeta e regista, Zigaina espone in tre saggi – raccolti in un unico volume e pubblicato per la prima volta nel 1995 – la sua controversa e dibattuta teoria secondo cui, a partire dal 1961, Pasolini avrebbe lasciato in un numero molteplice di testi indicazioni e descrizioni più o meno dettagliate degli eventi che avrebbero condotto alla propria tragica fine, una fine teorizzata, profetizzata ed «esibita» come massima espressività, come «atto sadomasochistico che si libera dal codice attraverso la vergogna e la sfida», come «linguaggio allo stato puro, linguaggio non scritto né parlato, ma linguaggio muto dell’azione». Prefazione di Cesare De Michelis.

