Libri di Clelia Le Boeuf
Agapito, un umanista alla corte di Urbino
Michele Bartolucci
Libro: Libro in brossura
editore: Mariù
anno edizione: 2022
pagine: 122
Prendendo come spunto un antico documento conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana in cui si parla di un valente bibliotecario operativo alla corte di Montefeltro nel XV secolo, l’autore ricostruisce, attraverso la sua fervida immaginazione, l’arrivo di Agapito al Palazzo ducale di Urbino e il suo percorso di integrazione a corte. Nel corso della narrazione il giovane umanista sarà chiamato a risolvere una serie di prove di conoscenza musicale che lo condurranno verso la meta della sapienza. Una vera e propria caccia al tesoro, fatta di incontri con cortigiani dalle voci e dagli sguardi ambigui; un percorso iniziatico che parte dalle scuderie e si conclude alla sommità del Palazzo al cospetto del misterioso e visionario principe Ottaviano. Sullo sfondo la bellezza delle stanze del celebre palazzo di Urbino descritte con dovizia di particolari. Una narrazione che è anche un pretesto per esaltare i valori del Rinascimento come centro focale di congiunzione tra l’estetica e la sensibilità cristiane e quelle del mondo antico.
Il cante jondo. Il primitivo canto andaluso. Ediz. italiana e spagnola
Federico García Lorca
Libro: Libro in brossura
editore: Mariù
anno edizione: 2022
pagine: 120
“Provoca stupore e meraviglia il modo in cui l’anonimo poeta popolare riesce a costruire in tre o quattro versi tutta la rara complessità dei più alti momenti sentimentali della vita dell’uomo. Ci sono coplas nelle quali la vibrazione lirica giunge a un punto dove soltanto pochissimi poeti riescono ad arrivare.” Che cos’è il cante jondo? Federico García Lorca, il più visionario poeta andaluso, prova a rispondere a tale domanda nel corso di una conferenza tenuta a Granada nel 1922. Il cante jondo è un’arte primitiva e poderosa, tutta andalusa, cantata dai gitani. Venuti dalla lontana India nel XV secolo, essi importarono in Andalusia la loro arcaica sapienza musicale che si contaminò, nel corso dei secoli, con le espressioni liriche e musicali autoctone, da quelle giudaico-cristiane a quelle saracene. Il cante jondo sarebbe dunque la risultante di un magnifico intreccio di suoni, parole ed evocazioni. Per Lorca esso è una manifestazione della più pura poesia: una poesia spesso anonima e gridata dalle voci lacerate degli ultimi, fitta di mistero e dolore, benedetta dal fuoco inesauribile dell’Andalusia. Questa conferenza è una vera e propria lezione di storia, musica e poesia.

