Libri di Devìd Lo Storto
I racconti del sublime
Devìd Lo Storto
Libro: Libro in brossura
editore: Youcanprint
anno edizione: 2026
pagine: 140
Ne "I racconti del sublime", antologia eclettica di Dev Lo Storto, si trova un po' di tutto: la voglia di trasgressione di Tsu o Priscilla in una Roma deserta per il lockdown, l'epopea glamour di Betty Paradiso, la gioia trasognata di Bambina Incresciosa alle prese con uno strano flash mob, le atmosfere noir di "A letto col diavolo", la quotidianità di Virgilio e Pam alle prese con il citofono condominiale, il carnevale di Arlecchino e Colombina, l'eterna presenza di Valesfora, l'ammiccamento vampiristico de "La notte". Eppure questi racconti tanto diversi per tematiche ed ambientazione sono immediatamente riconoscibili come appartenenti alla stessa penna, collegati dall'inconfondibile ironia del suo autore come un vero e proprio marchio di fabbrica.
Toxicon
Devìd Lo Storto
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2021
pagine: 160
Questo romanzo è composto da episodi che in principio sembrano distaccati tra loro ma poi continuando con la lettura si intersecano sempre di più intrecciando ed amalgamando le storie. Sono le vicissitudini disperate di giovani tossicodipendenti di un anonima città di fantasia che geograficamente potrebbe essere collocata nel centro sud dell'Italia, anche per il dialetto che ci viene suggerito dal discorso diretto.
La cospirazione e altri racconti...
Devìd Lo Storto
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2019
pagine: 214
"Una raccolta di brani che è quasi un affresco di un mondo a brandelli, non un tentativo di ricomposizione oltre ogni speranza quanto piuttosto una fotografia sui piani dell'essere, del dover essere, del poter essere, in sostanza una riappropriazione delle possibilità gnoseologiche del sogno. Cosa possiamo dire di noi? Quanto possiamo affermare circa il rapporto verità/realtà delle esperienze che viviamo? Quanto possiamo inferire dalla rappresentazione onirica è forse meno stabile, ontologicamente parlando, di ciò che attraversiamo durante le nostre fasi di coscienza? La lettura di questi racconti ha suscitato in me tali e altri interrogativi ai quali non ho dato risposta e, ovviamente, non posso darne. Ovviamente? Sì. Tra le righe del testo, scorrono carsicamente stili e tematiche che si intrecciano e si allentano andando a tessere la trama dei racconti ma andando altresì a definire un intento controculturale: il sesso, il sangue, la droga, la giovinezza ma anche la poesia, la prosa, i 'vaffanculo' e le descrizioni degli ambienti, gli stati d'animo e i vampiri. Una raccolta veramente punk." (L'autore)
Lo spirito della festa
Devìd Lo Storto
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2015
pagine: 74
"Lo spirito della festa" è una raccolta di poesie suddivisa in quattro capitoli. Il primo capitolo, Un orrore d'amore, è senza dubbio il capitolo più accessibile, il più fruibile, composto da poesie dalla forma semplice e lineare in principio per poi evolvere verso una struttura un po' più complicata che sarà quella tipica rappresentativa ed un po' ostica del secondo capitolo. In questo primo capitolo si alternano poesie d'amore con poesie orrorifiche e a volte addirittura i due concetti si mescolano insieme in un unico testo come in un ibrido dando vita così a Ginevra o, ancora più esemplare, il titolo rende l'idea, Tomba D'Amore. Il secondo capitolo Sputata Spontaneità è il capitolo più ostico, ermetico, meno palpabile e difficilmente penetrabile della raccolta. Sono poesie "di getto", sputate su di un foglio, eruttate su di un foglio, nate come folgorazioni istantanee e generate come eruzioni cerebrali. È il capitolo più corpulento del volume. Il terzo capitolo Trilogia Del Soggettivismo (Relazioni Di Incomunicabilità) illustra un concetto non nuovo, posto all'attenzione dell'uomo, primo fra tutti da parte di Nietzsche, il quale sosteneva che la comunicazione era solo una mera illusione. L'ultimo capitolo, che dà il nome all'intera raccolta, rappresenta una filosofia goliardica che esalta la fanciullezza, la voglia di giocare e lo scherzo, l'amore platonico ma non disdegna quello carnale, il piacere del bere è una sorta di pensiero dionisiaco.

