Libri di Domenico Flocco
Figli dimenticati
Domenico Flocco
Libro: Libro in brossura
editore: Nulla Die
anno edizione: 2017
pagine: 144
Attraverso lo sguardo di un ragazzo, "Figli dimenticati" indaga sulla miseria che seguì la Seconda Guerra Mondiale. Le visite ai campi della fame, i racconti dei soldati, le domande innocenti di chi non capisce perché al mondo esistano conflitti così devastanti; e poi il ricordo di Ungaretti, fante in mezzo agli altri, gentile anche con i più semplici. Dalle parole di un figlio che ha ascoltato la testimonianza della generazione precedente, le vicende di chi c'era si intrecciano e rimangono sulla pagina, strumento per chi non ha potuto vedere, ma, lo stesso, non intende dimenticare. Sullo sfondo anche l'amore per la giovane Chiara, le amicizie che rimangono e il dolore della perdita, che Il protagonista dovrà imparare ad accettare. Domenico Flocco viene da un’umile famiglia operaia. È nato a Ferrandina, in Basilicata, nel 1967, e vive ancora nella sua terra. Ha pubblicato "I campi della fame e altri racconti", Youcanprint – Encomio con Menzione d’Onore al Premio internazionale Michelangelo Buonarroti 2016.
I campi della fame e altri racconti
Domenico Flocco
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2015
pagine: 54
"Dappertutto c'era un gridare di nomi. Uomini e donne che lanciavano oggetti, che poi capii essere pagnotte di pane, patate e piccoli fagotti fatti di stracci di cotone". Era questa la situazione che, in quelli che i tarantini chiamarono "campi della fame" al termine della seconda guerra mondiale, trovavano i parenti dei prigionieri italiani quando portavano loro viveri per sfamarsi. Il primo dei racconti di questa raccolta, che ne dà il titolo, ci restituisce una storia recente dimenticata, quella dei campi di Taranto dove diecimila soldati furono rinchiusi in un vero e proprio lager messo su dagli anglo-americani nell'Italia liberata, nel cuore della Magna Grecia. Tutti i racconti della raccolta riportano alla luce pezzi d'un tempo tra le due guerre mondiali, o dell'immediato dopoguerra. Lo fanno con una narrativa che sebbene sia secca proietta immediatamente in un'atmosfera da tempi antichi, fiabesca, lenta al punto da permettere attraverso i vari personaggi il recupero di fatti, comportamenti, e sentimenti che sembra non ci appartengono più.