Libri di F. Formenti
La biblioteca Morcelliana nel bicentenario della donazione (1817-2017)
Libro: Copertina morbida
editore: Morcelliana
anno edizione: 2018
pagine: 336
11 24 gennaio 1817 Stefano Antonio Morcelli, prevosto di Chiari, sottoscrive il seguente Atto: «Colla presente dono a questa Congregazione di Carità irrevocabilmente per me e successori miei la mia Biblioteca coi relativi attrezzi di legname a vantaggio della studiosa gioventù di questo Comune. Faccio poi conoscere alla stessa Opera mio desiderio che venga eretto, nel Collegio il locale all'uopo entro cinque anni avvenire». È l'inizio del lungo, talora arduo, ma anche straordinario percorso della Biblioteca Morcelliana. Una donazione cui si aggiungeranno nei decenni successivi i lasciti del canonico Lodovico Ricci, dell'avvocato Pietro Bartolomeo Repossi, di don Paolo Bedoschi, successore di Morcelli nella prepositura clarense, e del professore del Ginnasio don Antonio Faglia; dei bibliotecari don Tommaso Begni, don Faustino Bocchi e don Luigi Rivetti; e inoltre di fra Gussago, del vescovo di Lodi Gian Battista Rota, dei senatori del Regno d'Italia Ferdinando Cavalli e Bernardino Varisco, dell'ingegnere Olmo, dell'artista Vittorio Pelati, del filosofo Luciano Parinetto, del senatore Pietro Cenini, del chirurgo Augusto Pellegrini e di don Luigi Funazzi. Fondi librari e documentari, affluiti nell'arco di due secoli, che hanno contribuito a fare della Biblioteca Morcelliana un giacimento culturale, luogo di sedimentazione della memoria di una comunità.
Gemme di saggezza yoga
Swami Saraswati Sivananda
Libro
editore: Babaji-Yoga
anno edizione: 1990
pagine: 123
Memorie della prepositura clarense (1780-1815)
Stefano A. Morcelli
Libro: Libro in brossura
editore: Morcelliana
anno edizione: 2007
pagine: 432
Le Memorie della prepositura clarense di Stefano Antonio Morcelli sono la testimonianza di un cambiamento epocale, vissuto in prima persona da un uomo di fede e di grande cultura, che si era formato in quel crogiolo di esperienze intellettuali, artistiche, filosofiche, religiose che fu la Roma della metà del Settecento, nel fulgore dell'Antico regime maturo; cittadino della sopranazionale Repubblica dei dotti, che vive la militanza nella Compagnia di Gesù; insegnante in varie città e Collegi della illustre Compagnia, compreso il principale, il Collegio Romano, e in esperienze "internazionali": fu infatti stimatissimo professore nel Collegio gesuitico di Ragusa in Dalmazia, finestra aperta sull'oriente ortodosso e sul vicino contesto politico ottomano. Un uomo dunque che guarda e sa guardare il grande orizzonte della Chiesa e dell'Europa, il fecondo dibattito delle ricerche storiche, archeologiche, agiografiche, teologiche della stagione post-muratoriana e delle tensioni gianseniste, ma che vive la propria piena maturità chiamato dalla sua gente ad un ritorno alla propria terra e all'humus religioso e culturale da cui ha tratto vigore, e dove lo aspetta non il riposo, ma la stagione della sua vita più agitata e fervida di trasformazioni