Libri di Fabrizio Di Maio
Ottiero Ottieri. Un caso letterario
Fabrizio Di Maio
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2014
pagine: 102
Inclassificabile e originale, al di fuori di qualsiasi categoria o etichetta ordinaria, Ottieri rappresenta un importante caso nel panorama della letteratura italiana del secondo Novecento. Lo scrittore ha colto nel profondo i mutamenti della realtà contemporanea riflettendovi il proprio malessere personale con un abile dosaggio di sarcasmo, dolore e passione. I suoi scritti si articolano in tre tematiche principali - la fabbrica, la clinica, la politica - e raccontano la condizione operaia durante la ricostruzione postbellica, l'alienazione dell'uomo moderno, la malattia mentale, la corruzione nel mondo politico italiano. Ottieri struttura le sue opere in una "sinfonia" nella quale i testi si collegano tra loro in quanto parte di un progetto letterario fortemente voluto dall'autore fin dall'adolescenza. La sua vocazione sociologica modella il carattere militante di una letteratura agonistica, feroce, vernacolare, che non si rassegna al Male, inteso come sofferenza psichica, né ai potenti del Palazzo. Una letteratura realistica e allucinatoria, ironica e depressa, "non bella" (come l'autore stesso la definiva) eppure, o forse proprio per questo, indispensabile.
Pier Paolo Pasolini. Il teatro in un porcile
Fabrizio Di Maio
Libro: Copertina morbida
editore: Gruppo Albatros Il Filo
anno edizione: 2009
pagine: 439
La produzione teatrale di Pier Paolo Pasolini, pur essendo una delle parti meno conosciute della sua poetica, ha un peso decisivo nel suo percorso artistico; infatti è proprio nelle opere teatrali che Pasolini esprime al meglio la sua feroce critica sociale. Questo studio inizia con un'intervista onirica al Maestro, per poi proseguire nella dettagliata analisi delle sei tragedie borghesi che costituiscono il Teatro di Parola. In questi drammi si può rintracciare quel personalissimo sogno di "arte totale" di pasoliniana inventiva, raffigurazione poetica di una realtà confusa, quasi indescrivibile, realizzata grazie a una sorta di commistione di generi, stili e lingue. Le tematiche che emergono dai testi riflettono drammaticamente la disillusione storica di Pasolini nel contemplare l'inizio della "Nuova Preistoria" attraverso l'orrore del mondo borghese in Orgia, l'apocalisse della borghesia in Affabulazione, la condanna, l'esilio e la rabbia in Pilade, la disobbedienza obbediente in Calderón e il supplizio autobiografico di Bestia da stile. E su tutto, la grande allegoria di Porcile, immagine di una società moderna costruita dentro quel mondo di porci.

