Libri di Gabriele Torelli
L'esecuzione coattiva del potere amministrativo tra legalità e risultato
Gabriele Torelli
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2025
pagine: 192
L’esecuzione coattiva del potere amministrativo è un concetto “meta-giuridico”, radicato nelle scienze filosofiche e sociologiche prima ancora che giuridiche, ed è un elemento presente tanto nei regimi autoritari quanto nelle democrazie liberali. In queste ultime, si atteggia però in modo diverso perché, per essere lecita, va esercitata da un’autorità giuridica in coerenza con le apposite previsioni normative. Tuttavia, come emerge dal confronto tra l’art. 21-ter, l. n. 241/1990, e le discipline di settore, la legge non è in grado di predeterminare in modo “tipico” lo sviluppo del potere esecutorio; pertanto, al fine di salvaguardare la vigenza delle norme esistenti in materia e di non concludere per la tacita abrogazione delle leggi settoriali ad opera dell’art. 21-ter, in una prospettiva de jure condito si ritiene che l’esecuzione coattiva del potere amministrativo sia ancorata ad un principio di legalità inteso in senso formale. Ne deriva che l’amministrazione, nell’eventuale applicazione degli strumenti coercitivi, è soggetta alla logica del risultato, pur con importanti correttivi da applicare per evitare intollerabili compressioni dei diritti costituzionalmente garantiti dell’individuo. Il risultato non è però solamente un parametro per orientare e integrare l’esecuzione coattiva, ma anche il criterio con cui l’amministrazione stabilisce a priori se il provvedimento non ottemperato dal privato debba essere attuato tramite gli strumenti coercitivi ovvero un’apposita azione giudiziale.
Contraddizioni e divergenze delle politiche legislative sui beni pubblici
Gabriele Torelli
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2019
pagine: XXIII-273
Lo studio delle recenti politiche legislative sui beni pubblici, in particolare quelli statali, consiglia di rimeditare il rapporto tra titolarità e destinazione sviluppato dalla c.d. teoria oggettiva, il cui richiamo automatico non è sempre convincente per spiegare la "natura pubblica" del bene, cioè la sua inerenza all'interesse pubblico. Titolarità e destinazione non sono certo concetti escludenti, ma complementari; tuttavia, perché il bene sia funzionale alla soddisfazione delle esigenze della collettività, talvolta lo Stato deve esserne proprietario, in coerenza con il dettato dell'art. 42, comma 1, Cost. La natura pubblica del bene può dipendere dalla titolarità o dalla destinazione in ragione del tipo di interesse da tutelare. Appare quindi fisiologico che le politiche legislative siano talvolta divergenti, individuando il baricentro della pubblicità ora nell'appartenenza ora nell'uso. Al contrario, le scelte del legislatore sembrano contraddittorie quando lo stesso interesse viene protetto tramite una regolazione difforme, che rende più complicata la ricostruzione delle corrette modalità di utilizzo del bene.

