Libri di Giorgio Colli
Apollineo e dionisiaco
Giorgio Colli
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2010
pagine: 268
All'interno del vastissimo patrimonio filosofico che Nietzsche ci ha lasciato, i concetti di "apollineo" e "dionisiaco" sono certamente fra i più citati e i meno compresi, e a tutt'oggi la letteratura al riguardo appare largamente inadeguata. Con gli scritti raccolti in questo volume, Giorgio Colli non solo mostra di coglierli nella loro intima essenza, ma si spinge ancora più in là sulla strada aperta da Nietzsche. Collocandoli alle origini stesse del pensiero occidentale, ed esaltandone l'"inesauribile fecondità", ne fa chiavi interpretative in grado di schiudere i passaggi più occulti della storia del pensiero, dell'arte e della scienza. E non sembrerà azzardata, al lettore che lo voglia seguire nel suo affascinante percorso speculativo, l'affermazione che eleva "apollineo" e "dionisiaco" a "princìpi universali e supremi della realtà".
La sapienza greca. Volume Vol. 2
Giorgio Colli
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1992
pagine: 368
La sapienza greca. Dioniso, Apollo, Eleusi, Orfeo, Museo, Iperborei, Enigma. Volume Vol. 1
Giorgio Colli
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1990
pagine: 480
Interiorità ed espressione
Giorgio Colli
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2024
pagine: 208
"I testi giovanili di Giorgio Colli qui esemplarmente raccolti da Luca Torrente e Maicol Cutrì offrono un eccezionale contributo alla comprensione della genesi del pensiero di uno dei maestri della cultura italiana del Novecento e, insieme, permettono di riflettere sulle ragioni per le quali la sua opera filosofica è rimasta in qualche modo in ombra rispetto all’influsso che egli ha esercitato come filologo e editore di testi (basti qui ricordare l’edizione critica delle Opere di Nietzsche e dei presocratici per la casa editrice Adelphi e la straordinaria collana “Enciclopedia di testi classici” per Boringhieri). Questa imponente attività editoriale non può essere pienamente intesa se la si separa dall’opera filosofica, di cui gli scritti qui raccolti permettono di cogliere in nuce la singolarità e la continuità. Non soltanto, attraverso l’«Abbozzo di un sistema filosofico» del 1936-37 e gli «Appunti» dal 1947, possiamo qui entrare nel laboratorio dove si va formando quel concetto di “espressione” che è al centro del suo pensiero, ma il saggio ultimato del 1937 sull’Idea di giustizia per i pitagorici ci mostra una prima, inedita testimonianza di quella particolare attenzione per le implicazioni politiche del pensiero che non abbandonerà mai Colli. Per il giovane Colli la conoscenza non è rappresentazione e comunicazione, ma espressione di una immediatezza che deve restare ignota. Il filosofo – questo è per Colli il suo speciale eroismo – è un uomo che innanzitutto rinuncia a comunicare e a farsi capire e, come Eraclito, dà per scontato che «non una goccia della sua ricchezza sarà usufruita»". G.A.

