Libri di Kostas Varnalis
La vera apologia di Socrate. Il monologo di Momo
Kostas Varnalis
Libro: Libro in brossura
editore: Crocetti
anno edizione: 2024
pagine: 168
Il discorso pronunciato da Socrate nel processo che lo condurrà alla morte non è qui l’Apologia scritta da Platone né quella scritta da Senofonte. Il vero Socrate si prende gioco della stoltezza degli ateniesi, che lo condannano a bere la cicuta senza capire quanto egli sia loro indispensabile, sia come capro espiatorio di ogni male sia come puntello per il loro modello sociale classista e discriminatorio. Al termine del discorso Socrate si dichiara pentito delle proprie dottrine, e smaschera menzogne e ipocrisie del regime democratico, esortando gli oppressi alla rivoluzione. Da fine conoscitore del mondo antico, da seguace del materialismo comunista, e da cittadino di un Paese dilaniato da dittature, colpi di stato militari e lotte civili, Kostas Vàrnalis offre qui la lettura di Socrate più dissacrante del Novecento: e se ne serve, socraticamente, per provare a illuminare gli uomini di oggi sul loro presente e sul loro futuro. Fa più o meno lo stesso nel Monologo di Momo, un dialogo in cui i due presunti “liberatori dell’umanità”, Prometeo e Cristo, entrambi sulla croce, vengono smascherati dal dio della critica, Momo, come latori insinceri di messaggi sbagliati: l’uno interessato a sostituire il proprio potere a quello di Zeus, l’altro votato a distogliere gli uomini dalla realtà delle loro condizioni materiali dirigendo il loro sguardo e le loro speranze verso un incerto aldilà. Chiunque giunga al potere teme il cambiamento: mentre chi è in disgrazia lo desidera e lo prepara in ogni modo. Il popolino sta nel mezzo e paga i danni: è infelice sia con i governi legittimi che con quelli illegittimi, sia con la tirannide che con la libertà. Affinché non capisca e non si opponga, gli raccontate bugie e lo minacciate. Ci sono popoli che vivono nei boschi, non hanno leggi, mangiano i loro pidocchi, e tuttavia amano la libertà. Popoli barbari! Noi viviamo nella città più bella del mondo, abbiamo le leggi più sagge, non mangiamo i pidocchi e amiamo i mascalzoni che ci mangiano.
Il diario di Penelope. Cronaca (1193 a. C.-?)
Kostas Varnalis
Libro
editore: La Zisa
anno edizione: 2014
pagine: 128
Una Penelope trasgressiva, audace e crudele. Calcolatrice, opportunista e fortemente legata alle logiche spietate dei potenti. In apparenza fragile nel suo ruolo mitico, si rivela in tutta la sua genialità malvagia pur di sostituire Odisseo, ormai lontano, in ogni ambito. I Proci diventano suoi concubini a loro insaputa; i sudditi - nobili e popolo - devono sottostare al suo pugno di ferro che strazierà Itaca nel sangue; Omero - in una comparsata anacronistica - tra i fumi del vino è costretto a comporre un poema su Penelope e a raccontare la verità sulla guerra di Troia; uno pseudo-Odisseo le cui origini si perdono nel porcile di Circe - giunge sull'isola assediata da invasori che rimandano al passato più recente della Grecia del XX secolo. Situazioni esilaranti e drammatiche si intrecciano nel "Diario di Penelope", conducendo il lettore dal sorriso alla riflessione più amara.

