Libri di Maria Gilda Benedettini
Capena. La necropoli di Monte Cornazzano. Identità e memoria di una comunità
Maria Gilda Benedettini, Giovanni Ligabue
Libro
editore: L'Erma di Bretschneider
anno edizione: 2024
Cerveteri. Il tumulo delle Ploranti
Maria Gilda Benedettini
Libro: Copertina morbida
editore: De Luca Editori d'Arte
anno edizione: 2022
pagine: 72
Da quasi un venticinquennio associazioni di volontariato archeologico, sono a fianco della Soprintendenza e degli organi preposti alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio culturale di Cerveteri in progetti di ripulitura delle necropoli, permettendo a centinaia di visitatori di poter apprezzare gratuitamente la bellezza e la valenza storica dei luoghi. Nell'ambito di queste collaborazioni va inserita la restituzione al pubblico del tumulo 2525, oggi detto a ragione "delle Ploranti", argomento del nostro volume. I risultati presentati riempiono di giusto orgoglio tutti coloro che ne sono stati partecipi, con risultati scientifici che non erano affatto scontati nel dare inizio all'opera di ripulitura. Il patrimonio culturale costituisce la base del nostro sapere comune, renderlo un bene condiviso dovrebbe essere scopo primario di ogni Istituzione, sia essa locale, nazionale o internazionale.
Capena. La necropoli di San Martino in età orientalizzante
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Bretschneider Giorgio
anno edizione: 2018
pagine: 1300
Il museo delle antichità etrusche e italiche. Volume Vol. 3
Libro: Libro in brossura
editore: Officina
anno edizione: 2012
pagine: 566
Con questo terzo volume prosegue la pubblicazione dei materiali archeologici che costituiscono il patrimonio del Museo delle Antichità Etrusche e Italiche della Sapienza Università di Roma. Dopo le evidenze protostoriche e i reperti ceramici e bronzei esposti nel Museo, il lavoro di sistematizzazione e ricerca di un nutrito gruppo di giovani studiosi si è focalizzato su parte dei materiali metallici, quasi esclusivamente di bronzo, che fanno parte della collezione di Evan Gorga (1865-1957), l'eccentrico tenore il cui nome, oltre che alla lirica, è imprescindibilmente legato alla sua instancabile attività di collezionista. Nella sua vita, infatti, Evan Gorga accumulò oltre 150 mila oggetti, suddivisi in trenta collezioni tematiche, che alla sua morte subirono una capillare dispersione in Italia e nel mondo. I 1637 reperti qui presentati, pur costituendo solo una selezione minore di quella sterminata raccolta, sono emblematici di un gusto collezionistico eclettico, ma anche vorace, che raccoglieva materiale di epoche e culture molto distanti tra loro. In un excursus cronologico che copre ben sedici secoli di storia si confrontano, tra gli altri, ornamenti dell'età del bronzo finale, quali fibule e spilloni in uso a partire dal IX secolo a.C, e testimonianze di età medievale di ambito longobardo.

