Libri di Marina Scopel
Ricettario di Anonimo padovano. Secolo XV
Libro: Libro in brossura
editore: Cierre edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 384
Il ricettario manoscritto di Anonimo Padovano, compilato sullo scorcio del XV secolo e qui integralmente trascritto nella sua versione originale, rappresenta il momento finale di un percorso culinario che riassume la gastronomia medievale a partire dalle prime compilazioni del XIII secolo. Il codice contiene un corposo nucleo di ricette copiate dalle raccolte allora circolanti e compendia la cucina praticata alla fine del Quattrocento a Padova, verosimilmente comune a tutta l’area veneta. Ma, del tutto inaspettatamente, l’anonimo autore ci consegna anche inedite testimonianze di sfarzosi conviti e la possibilità di conoscere nel dettaglio rari aspetti culinari legati a questo territorio. Le descrizioni di banchetti, di liste di pranzi e di eventi conviviali rimandano a nomi noti dell’ambiente accademico cittadino. Il manoscritto sembra anticipare le pubblicazioni a stampa che circoleranno nella prima metà del Cinquecento. Per questo motivo, alla specifica forma letteraria “macaronica” è dedicato il contributo di Otello Fabris che indaga, in modo approfondito e originale, la cucina veneta da cui trae ispirazione Teofilo Folengo, il celebre Merlin Cocai.
Patate in laguna e altrove...
Marina Scopel
Libro: Copertina morbida
editore: CLEUP
anno edizione: 2019
pagine: 156
Tra gli alimenti giunti dall'America al seguito di Cristoforo Colombo un posto di primo piano è occupato dalla patata che, come il mais, ha integrato quelli che fino ad allora erano stati gli alimenti di base, contribuendo a sfamare generazioni di indigenti. Non riscuote tuttavia un immediato successo. Osteggiata perché si crede che delle sue foglie si cibino le streghe per volare, o più realisticamente perché contiene una consistente dose di solanina che provoca effetti allucinogeni, rimane per molto tempo relegata nei giardini conventuali e 'dei semplici'. Saranno gli 'anni della fame' dell'inizio dell'Ottocento a imporla sulle tavole degli italiani, grazie alle coraggiose sperimentazioni di possidenti illuminati che ne vedono con lungimiranza le opportunità alimentari ed economiche. Per il Veneto, singolare l'esperienza del patrizio veneziano Pietro Antonio Zorzi che nelle sabbie salmastre dell'isola della Giudecca pone a coltura diversi nuovi incroci, aprendo la strada a varietà locali recentemente rivalutate.
Cucina e convivialità a Padova nel Quattrocento
Marina Scopel
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni del faro
anno edizione: 2017
pagine: 146
La convivialità quattrocentesca padovana riflette il clima umanistico del momento. Un assunto che rimarrebbe tale se un anonimo manoscritto non ne documentasse con precisione alcuni momenti. Il corposo ricettario R3550, conservato presso la Ruskin Gallery di Sheffield in Inghilterra, ci consegna infatti nuove testimonianze di una cucina, quella padovana, finora non sufficientemente indagata, o assimilata talora impropriamente a quella di Venezia. Gli appunti del copista, cronologicamente puntuali, ci proiettano nel clima urbano di Padova sullo scorcio del XV secolo. Al centro della scena, lo Studio patavino con le numerose cerimonie conviviali a carattere pubblico prescritte dagli Statuti e le lussuose cene di professori e rettori. Sullo sfondo, Andrea Mantegna, Platina, il cardinale Ludovico Trevisan e un cuoco, Maestro Martino: personalità che si muovono, con espressioni diverse, nello stesso ambiente culturale, ne assimilano le istanze, ne divulgano gli ideali.

