Libri di Nicola Sartor
Invisibile. Fotografie 1977-2020
Nicola Sartor
Libro: Copertina rigida
editore: Marsilio
anno edizione: 2021
pagine: 144
«Gli occhi sono aperti ma non vedono sempre. D'altronde non si vede solamente con gli occhi. Quando io scatto una foto, tutti i sensi si assomigliano. Più tardi è l'invisibile che resta.» La frase di Édouard Boubat ben riassume il lavoro di Nicola Sartor, che, per cercare di «rendere visibile l'invisibile» e cogliere l'attimo di ciò che davvero vede, sfrutta i momenti di ozio, in cui la mente è libera. È dunque negli attimi di creatività che nascono gli scatti racchiusi nel volume, raccolti in sezioni tematiche. Le oltre cento immagini a colori e in bianco e nero immortalano persone in pubblico, in particolar modo nei musei, paesaggi da tutto il mondo e geometrie di forme. Accompagnano le fotografie un testo di Denis Curti e un saggio di Flavio Gregori.
Interfuit
Nicola Sartor
Libro
editore: QuiEdit
anno edizione: 2015
pagine: 137
Il titolo di questa raccolta, "Interfuit", è il termine utilizzato da Roland Barthes per individuare "Il nome del noema della Fotografia: 'È stato', o anche, l'Intrattabile. In latino (pedanteria necessaria perché illumina alcune sfumature), tutto ciò si direbbe senza dubbio 'interfuit'; ciò che io vedo si è trovato là, in quel luogo che si estende tra l'infinito e il soggetto (operator o spectator); è stato là, e tuttavia è stato immediatamente separato; è stato sicuramente, inconfutabilmente presente, e tuttavia è già differito". Come ho visto. Pensare che la fotografia sia obiettiva sarebbe quanto mai ingenuo. Persino l'obiettivo non è "obiettivo". Al massimo, può fornire un campo visivo simile a quello dell'occhio umano. Ma anche in questo caso ciò che viene inquadrato, la prospettiva in cui viene inquadrata l'immagine non può che essere soggettivo. Lo stesso occhio umano non è obiettivo.
Invecchiamento, immigrazione, economia
Nicola Sartor
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2010
pagine: 211
Dopo decenni di relativa indifferenza le relazioni tra demografia ed economia sono tornate al centro dell'interesse, o meglio delle preoccupazioni, di economisti e politici. Nel nostro paese i primi segni di attenzione risalgono agli anni Settanta a proposito degli effetti che le riforme delle pensioni avrebbero prodotto sui conti pubblici; e successivamente negli anni Novanta per valutare la sostenibilità finanziaria dell'elevato debito pubblico. Oggi parlare di "depressione" per caratterizzare l'attuale evoluzione demografica serve a sottolineare che non si tratta di un declino della dimensione assoluta della popolazione, ma del suo invecchiamento, accompagnato da un calo della forza lavoro nazionale. Se declino sarà dipenderà dalla persistenza dei flussi di immigrazione. L'autore mette al centro dell'analisi alcuni temi: le cause della depressione demografica, gli effetti del mutato scenario sull'economia e sulla finanza pubblica; l'individuazione degli spazi per interventi correttivi. L'auspicio sarebbe quello di arrivare a un dibattito pubblico sereno e oggettivo, da cui purtroppo si è ancora molto lontani.

