Libri di Potito Genova
La guerra di Lenin e Trotzki per decifrare quella di Putin
Potito Genova
Libro: Libro in brossura
editore: EBS Print
anno edizione: 2025
pagine: 128
È un saggio, uno studio attento e approfondito del pensiero politico-militare di Lenin e Trotzki che ha fatto emergere la convinzione che esso sia l’origine del pensiero politico-militare della Russia di oggi; in particolare la loro esperienza polemologica della guerra, nella creazione dell’Armata rossa, contiene elementi che si ritrovano nella guerra di Putin, e in essi si sono ricercati i motivi, le ragioni del conflitto. Sentendo i continui proclami del Presidente della Federazione russa che fanno leva, a suo dire, sul diritto di conquistare territori per la sicurezza nazionale, cioè, usare la guerra come strumento dello scopo politico; principio del Generale prussiano Clausewitz, a cui si sono ispirati i due rivoluzionari russi e che oggi ispira il pensiero politico-militare di Putin. Lenin e Trotsky utilizzarono la diplomazia come un mezzo per stabilizzare il regime sovietico e affrontare le sfide interne ed esterne, dimostrando che la diplomazia era considerata un elemento fondamentale della loro strategia politica.
La brillante carriera di un mediocre in malafede
Potito Genova
Libro: Libro in brossura
editore: Vertigo
anno edizione: 2023
pagine: 84
«La burocrazia diventa strumento da utilizzare per non cambiare, rallentare il naturale processo evolutivo socioculturale del paese, consolidando privilegi di pochi e creando ingiustizia sociale per molti. Si può affermare quindi che l'attuale burocrazia premia i mediocri e punisce i più meritevoli e capaci.» La brillante carriera di un mediocre in malafede di Potito Genova è una pregevolissima opera capace di coniugare una narrazione classica e interessante con uno stile che rimanda all'analisi sociale e alla vivida inchiesta su ciò che è palese ma che tutti sembrano ignorare, negandone (peggio che non comprenderne) i taciti meccanismi. Il nostro autore, infatti, ci racconta una situazione lavorativa tipo dei giorni nostri, perfetta immagine del malessere e dell'inadeguatezza dilaganti tra le postazioni soprattutto del lavoro pubblico, in cui appunto non sono (se non molto raramente) premiati l'impegno, la dedizione e la competenza, ma il servilismo - sterile e non produttivo - più totale. Perché in fondo, ci dice l'autore, «La voglia di cambiare per migliorarsi spesso si scontra con la pigrizia di non cambiare, lasciando agli altri e alle nuove generazioni le nuove sfide».

