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Libri di S. Duranti

Le stragi nazifasciste in Toscana 1943-1945. Guida bibliografica alla memoria

Le stragi nazifasciste in Toscana 1943-1945. Guida bibliografica alla memoria

Libro

editore: Carocci

anno edizione: 2003

pagine: 248

Sono censite in questo volume le pubblicazioni fino ad oggi edite sulle stragi compiute in Toscana dalle forze naziste e fasciste dal settembre del 1943 alla liberazione del territorio, avvenuta tra il 1944 e il 1945. Questo censimento ha permesso non solo di fare una stima quantitativa della pubblicistica sul tema, ma anche di verificare e ordinare attraverso la sequenza cronologica la costruzione e la persistenza di una memoria pubblica delle stragi, da considerare una componente insostituibile ed essenziale per il formarsi di una consapevolezza civile delle popolazioni e delle istituzioni nell'Italia repubblicana. Un altro dato che emerge da questo lavoro è la capillare diffusione di forme di violenza, in una quotidianità fatta non solo di sviluppi politico-militari complessi, ma soprattutto di violenze e sopraffazioni di ogni tipo: le stragi, certo, ma anche rastrellamenti, deportazioni, bombardamenti e tutti gli sconvolgimenti provocati dalla guerra guerreggiata che ha attraversato il territorio. L'indagine evidenzia il ruolo centrale assunto dalle comunità locali nella costruzione, conservazione e trasmissione alle generazioni successive della memoria delle stragi, un ruolo che nel coso dei decenni ha attestato la volontà di non dimenticare e intorno al quale si è venuto costruendo nel tessuto civile e politico della società un patrimonio di memorie e di valori che connotano mentalità, modi di essere e di proiettarsi verso l'esterno della collettività.
23,30 €

Leggere Fossoli. Una bibliografia

Leggere Fossoli. Una bibliografia

Libro

editore: Giacché Edizioni

anno edizione: 2000

pagine: 288

«A oltre mezzo secolo dalla Liberazione, le nostre conoscenze sul lager di Fossoli rimangono ancora largamente lacunose. Per questa ragione è parso al Comitato scientifico della Fondazione ex campo Fossoli che fosse opportuna una ricognizione la più accurata del modo in cui è stata operata in primo luogo la ricostruzione storica degli accadimenti nel lager di Fossoli e dell’impatto che sul territorio circostante hanno avuto le strutture del campo, attraverso anche il mutamento di destinazione e di uso tra guerra e dopoguerra, che ha rappresentato comunque un modo per tenere legata l’attenzione della popolazione al campo come luogo della storia. Attraverso la cronaca della stampa quotidiana è possibile ricostruire sia i provvedimenti politico-amministrativi che hanno presieduto - dopo decenni di abbandono - alla conservazione dei resti del campo, sia i modi in cui la presenza del campo, pur attraverso le destinazioni mutate nel tempo, è stata percepita e recepita dalla popolazione. Alla memoria ufficiale si affianca così la memoria collettiva di una società per la quale la presenza del campo ha rappresentato, anche attraverso il ricambio generazionale, un filo di continuità e un punto di riferimento per leggere oltre mezzo secolo di una storia che non è solo storia locale. Sotto quest’ultimo profilo, l’analisi della pubblicistica censita nella bibliografia può sollecitare qualche significativa riflessione. Al di là del ritardo con il quale la stampa quotidiana locale ha mostrato la consapevolezza della necessità di uscire dalla mera commemorazione per approfondire in termini storico-critici con strumenti metodologici adeguati - bisogna arrivare agli anni Settanta per registrare i primi veri studi -, nella vicenda del campo di concentramento di Fossoli, evidente risulta la sproporzione tra la quantità di testimonianze dirette e talvolta indirette che sono registrate nella bibliografia e l’assai limitato numero di studi espressamente dedicati a Fossoli. Appare evidente, almeno fin quando non si pervenne alla definizione del Museo nel Palazzo dei Pio e alla dichiarazione dell’area del campo come monumento nazionale, che la memoria di Fossoli fu associata più strettamente al ricordo dell’eccidio degli antifascisti portato a termine a Cibeno nel luglio 1944 che non alla funzione del campo come anticamera dei campi di sterminio, quasi ad anticipare un conflitto tra memorie che continua ad affiorare talvolta anche in manifestazioni odierne. Il fatto che Fossoli non sia stato esso stesso materialmente un campo di sterminio (come pure talvolta erroneamente è stato definito) non cancella la circostanza che la sua storia sia comprensibile soltanto se viene inserita come uno dei suoi anelli nella macchina dello sterminio nazista. Una considerazione che appare fondamentale per almeno due ragioni: perché nella vicenda della deportazione razziale dall’Italia, e in misura minore anche per quella politica, è a Fossoli che si perdono le ultime tracce di migliaia di deportati: e in secondo luogo perché Fossoli sottolinea anche questa corresponsabilità dell’Italia e della Repubblica Sociale Italiana per la "soluzione finale" che a troppi farebbe comodo dimenticare. La tardiva coscienza che la società italiana ha acquisito della responsabilità del regime fascista nella persecuzione razziale e della sua corresponsabilità perfino nella "soluzione finale" è certo all’origine anche di questa percezione squilibrata della funzione del campo». (Luciano Casali, Enzo Collotti)
10,33 €

Alfonso Desiata. L'assicuratore, l'intellettuale, la persona. Raccolta di testimonianze

Alfonso Desiata. L'assicuratore, l'intellettuale, la persona. Raccolta di testimonianze

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni ETS

anno edizione: 2011

pagine: 282

Uomo di scienza e di finanza, Alfonso Desiata, attraverso una lunga carriera nel mondo dell'assicurazione, rimane nel giudizio di amici e colleghi un punto di riferimento morale, etico e civile. Con questa pubblicazione, che raccoglie numerose testimonianze di coloro che ne hanno accompagnato la vita professionale e privata, a partire da un convegno a lui dedicato, la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e la sua Associazione ex-Allievi intendono ricordare uno dei suoi allievi più illustri. La carriera di Alfonso Desiata viene qui ripercorsa con particolare attenzione a quegli aspetti che hanno reso il personaggio meritevole di rispetto e ammirazione nel mondo dell'assicurazione. Ci riferiamo in modo particolare all'attenzione nei confronti dell'innovazione, dell'importanza attribuita alla dimensione industriale dell'attività assicurativa e degli aspetti teorici sempre da coniugare con la pratica assicurativa. Dalle testimonianze emerge un affresco che caratterizza non soltanto la dimensione meramente biografica, ma si estende a valutazioni sulla formazione della classe dirigente italiana che nella persona di Alfonso Desiata ha coniugato passione civile, capacità critica e responsabilità istituzionale.
18,00 €

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