Libri di Urs Widmer
Il grande amore di mia madre
Urs Widmer
Libro: Copertina morbida
editore: Keller
anno edizione: 2019
pagine: 160
Clara è figlia di un'agiata famiglia borghese nella spensieratezza degli anni Venti. Quando conosce Edwin, dominato dalla grande passione per i compositori moderni, se ne innamora: non ha dubbi, è l'uomo giusto. Lo segue e lo sostiene nel sogno di dirigere dal nulla un'orchestra che porti al mondo una musica mai sentita. Ma proprio mentre a lui arridono fama e successo, Clara conosce i rovesci della fortuna e, con la crisi del Ventinove, si ritrova povera in un'Europa che ben presto scivolerà verso guerre e regimi. "Il grande amore di mia madre" è il ritratto tra finzione e verità - tratteggiato dal figlio - di una donna consumata da un sentimento assoluto, silenzioso e irriducibile, per uno dei più celebri direttori d'orchestra svizzeri. Ma questo romanzo piccolo e intensissimo è anche un cammeo che raffigura con la vivacità della scrittura di Urs Widmer il mondo travolto dalla storia del Novecento, il genio di artisti e compositori e i sogni delusi di riscatto sociale.
Il libro del padre
Urs Widmer
Libro: Copertina morbida
editore: Keller
anno edizione: 2017
pagine: 224
Al compimento dei dodici anni il giovane Karl riceve in dono un libro con le pagine bianche che - come vuole la tradizione - riempirà, giorno dopo giorno, per il resto della propria vita. Nessuno potrà leggerlo, nessuno saprà cosa c'è scritto se non dopo la sua morte. Quando questa si verifica però del libro si perdono le tracce. Sarà il figlio, in uno straordinario esercizio di narrazione, a porre rimedio alla perdita raccontando l'esistenza del padre, regalandoci il ritratto di un uomo carismatico e passionale, dominato da un grande amore per i libri e da una profonda sensibilità per la cultura in ogni sua forma. Il suo mondo interiore si ciba di Villon, Diderot, Stendhal e di molti altri autori che colleziona e traduce, ma Karl è affascinato anche dall'esuberante energia di giovani artisti - molto diversi nello stile, uniti dagli ideali antifascisti e dalla condanna delle inquietanti ombre che affliggono l'Europa degli anni Trenta. "Il libro di mio padre" è omaggio e memoria, è pacificazione di un figlio con le mancanze di un padre, è una storia d'amore, un incredibile percorso nel mondo dei libri e, tra le altre cose, un affresco delle illusioni e delusioni del XX secolo.
Il sifone blu
Urs Widmer
Libro: Copertina morbida
editore: Keller
anno edizione: 2015
pagine: 112
Il sogno del sifone di vetro blu dell'infanzia, avvolto in una strana luce, collega le parti del doppio viaggio del protagonista, uno scrittore per certi aspetti molto simile all'autore. Un cinema in cui proiettano film visionari funge da macchina del tempo che un venerdì qualsiasi - o forse un lunedì - fa compiere all'alter ego di Urs Widmer un salto all'indietro di cinquant'anni, dove, più vecchio dei suoi genitori all'epoca, rivede la casa natale in una Basilea segnata dalla guerra, incontra il padre, la madre e persino l'amatissima tata. Però di lui bambino nessuna traccia, anzi: i genitori sono disperati perché il piccolo, lasciato al cinema, non si è ripresentato all'uscita e manca da qualche giorno... In questa favola per adulti Widmer ci racconta della vita e della morte, dell'amore e della guerra in una lingua vivace che compone immagini cangianti come in un caleidoscopio.
Top dogs. Manager alla deriva
Urs Widmer
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2013
pagine: 125
Siamo nella Zurigo degli anni Novanta, ma potremmo essere altrove e oggi. Il tema è più che mai attuale: disoccupazione strutturale in un mercato del lavoro in affanno. Protagonista è un manipolo di manager stacanovisti alle prese con il trauma di un licenziamento inatteso. Fragili e isterici, disperati ma agguerriti, i "rottami dei colletti bianchi" si sottopongono a una terapia di gruppo per sopravvivere alla perdita del posto di lavoro ed essere reintegrati nella società. "Top Dogs" disegna a tratti tragicomici i destini di queste vittime dell'economia globalizzata, figli ripudiati di quelle grandi aziende che un tempo avevano garantito loro status, identità e potere. Mirabile esempio di teatro post-drammatico, la pièce si propone come riflessione - spassosa e amara insieme - sulla spietatezza del mondo del lavoro e sull'inaridimento emotivo e linguistico dell'homo oeconomicus.