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Libri di Alessandra Badami

La rigenerazione urbana di Aalborg

La rigenerazione urbana di Aalborg

Alessandra Badami

Libro: Copertina morbida

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2022

pagine: 208

Le città consumano la maggior parte delle risorse del pianeta e sono le principali responsabili dell'inquinamento globale e dei cambiamenti climatici. Sempre più spesso gli ambienti urbani causano disuguaglianze, emarginazione, rischi per la salute, perdita dei valori culturali e dell'identità storica. Progettare città sostenibili e resilienti è diventata una questione centrale nel dibattito urbanistico per fronteggiare i rischi e le criticità che hanno messo in crisi l'attuale modello di sviluppo urbano. Il primo documento internazionale che ha affrontato in modo olistico il tema dello sviluppo urbano sostenibile è stata la Carta di Aalborg (1994) e proprio da Aalborg il libro parte per mettere a fuoco i principi e le strategie che possono orientare il progetto per il futuro delle città. Per reagire alla crisi economica e occupazionale locale e per fronteggiare l'emergenza ambientale globale, Aalborg si è data un progetto ambizioso: mutare la sua identità da città industriale e portuale a città della ricerca e della conoscenza. Questa radicale metamorfosi è stata avviata e sostenuta da piani urbanistici e progetti di rigenerazione urbana che hanno trasformato "la città dei camini fumanti" in una città attraente, ricca di opportunità e in armonia con la natura. Il libro descrive come progettare una città sostenibile e più a misura d'uomo traendo ispirazione dai progetti di rigenerazione urbana di Aalborg; oltre a presentare soluzioni innovative per la città, i progetti hanno dato risposta anche a questioni di carattere generale come l'adattamento ai cambiamenti climatici, la transizione alle energie rinnovabili, la conservazione della natura e la qualità degli ambienti urbani. Il lettore scoprirà che un fiume riportato alla luce può diventare un corridoio ecologico; che una cava abbandonata può offrire un microhabitat favorevole all'insediamento umano; che una ex centrale elettrica può diventare una nuova centralità dedicata alla salute e allo sport; che un waterfront non è soltanto una linea di confine tra il mare e la città ma può diventare un luogo denso di funzioni e significati. L'esperienza di Aalborg invita ad accogliere ciò che il suo esempio può insegnarci; imparare da Aalborg significa riscrivere il DNA delle città all'insegna della sostenibilità.
33,00

Gibellina, la città che visse due volte. Terremoto e ricostruzione nella Valle del Belice

Gibellina, la città che visse due volte. Terremoto e ricostruzione nella Valle del Belice

Alessandra Badami

Libro: Libro in brossura

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2020

pagine: 322

Il dopo-terremoto del Belice è stato il banco di prova della Prima Repubblica di fronte alle calamità naturali. La scelta di narrare il modus operandi adottato attraverso Gibellina offre l’occasione di ripercorrere il processo di costruzione di una città dalle caratteristiche uniche e contraddittorie. Contrapponendo una ricostruzione filologica di Gibellina Vecchia alla breve storia urbanistica di Gibellina Nuova, il volume mostra le distanze spaziali, temporali e culturali che le separano e offre una chiave di lettura per ripensare in modo critico i principi guida dell’urbanistica. Il passato di Gibellina Nuova non è Gibellina Vecchia. Le storie delle due città sono profondamente diverse: il terremoto del 1968, che colpì con un’intensità del IX grado della scala Mercalli la Valle del Belice, è stato additato come causa della loro soluzione di continuità, ma i veri fattori che hanno determinato una frattura nella continuità storica vanno ricercati nelle politiche di intervento e nelle utopie urbanistiche che hanno orientato la ricostruzione. Il dopo-terremoto del Belice è stato il banco di prova della Prima Repubblica di fronte alle calamità naturali; dal fallimento delle sperimentazioni urbanistiche operate in vivo nel tessuto sociale, dalla dicotomia tra ricostruzione di Stato e iniziative locali di pianificazione dal basso, dall’attivismo sociale e dall’azione/rivoluzione nonviolenta promossa da Danilo Dolci e Lorenzo Barbera, si trarranno importanti insegnamenti destinati a riorientare, nel futuro, le politiche di ricostruzione post-sismica. La scelta di narrare il modus operandi della ricostruzione adottato attraverso il caso di Gibellina offre l’occasione di ripercorrere le tappe della fondazione di una nuova città dalle caratteristiche al contempo uniche e contraddittorie, forgiata dalla potente visione di Ludovico Corrao di un esaltante connubio tra arte e città da contrapporre al monotono squallore di un insediamento pseudo-industriale, costruito ex novo in base a modelli astratti desunti da una manualistica teorica di derivazione nordeuropea. Per tentare di riannodare i fili della storia, è stata operata una ricostruzione dell’immagine di Gibellina Vecchia, i cui ultimi resti, ormai inglobati nel cemento del Grande Cretto, hanno subìto una simbolica trasposizione da ruderi a monumento commemorativo del disastroso evento. Alla ricostruzione dell’antico insediamento è stata contrapposta la breve, seppur intensa, storia urbanistica di Gibellina Nuova, costellata di centinaia di interventi architettonici ed artistici. Dal confronto emergono le distanze spaziali, temporali e culturali che le separano, offrendo una chiave di lettura per interpretare gli esiti raggiunti e per riconsiderare una nuova alleanza tra passato e futuro delle due città.
45,00

Metamorfosi urbane. Politiche culturali in Francia e mutamenti nel paradigma urbanistico

Metamorfosi urbane. Politiche culturali in Francia e mutamenti nel paradigma urbanistico

Alessandra Badami

Libro: Copertina morbida

editore: Alinea

anno edizione: 2012

pagine: 160

Metamorfosi urbane è un libro di ripensamento critico del progetto urbano a partire dalle politiche culturali. L'obiettivo non è la ricerca di possibili mediazioni all'opposizione tra conservazione e trasformazione, in particolare tra tutela dei beni culturali e sviluppo degli insediamenti; è, piuttosto, la dimostrazione che tra i due termini, tra preservazione del patrimonio e mutazioni dello spazio urbano, può non esservi conflitto. Il volume ripercorre le principali tappe che hanno condotto all'odierna accezione di 'patrimonio culturale', evidenziando il contributo apportato dall'evoluzione delle politiques culturelles francesi; l'attenzione è rivolta agli strumenti di tutela e di pianificazione territoriale attraverso i quali agire sui beni culturali per ripensare allo sviluppo in termini di sostenibilità. La dimensione progettuale delle politiche culturali ci impone di non limitarci al ruolo di 'custodi' del patrimonio. Ma cosa sappiamo imparare da esso? Come siamo capaci di utilizzarlo? Come un quadro cessa di essere il ritratto di qualcuno per divenire un'opera d'arte, così gli elementi del patrimonio trasformano il loro valore d'uso in metafora di valori culturali eterni. La 'metamorfosi', come rinascita sotto nuova forma, sottolinea i valori del patrimonio nel progetto urbano, rappresentando le testimonianze del passato come valori di civiltà. Parole chiave per un rinnovamento delle politiche culturali sono: conservare, tramandare, incrementare il valore del patrimonio.
20,00

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