Libri di Antonio Di Grado
La lotta con l'angelo. Gli scrittori e le fedi
Antonio Di Grado
Libro
editore: Liguori
anno edizione: 2002
pagine: 164
Leonardo Sciascia e il Settecento in Sicilia
Antonio Di Grado, Orazio Cancila, Antonio Coco
Libro
editore: Sciascia
anno edizione: 1998
pagine: 168
Dissimulazioni. Alberti, Bartoli, Tempio. Tre classici (e un paradigma) per il millennio a venire
Antonio Di Grado
Libro
editore: Sciascia
anno edizione: 1997
pagine: 168
Scritture della crisi. Espressionismo e altro Novecento
Antonio Di Grado
Libro
editore: Maimone
anno edizione: 1988
pagine: 100
Anarchia come romanzo e come fede
Antonio Di Grado
Libro: Libro in brossura
editore: ad est dell'equatore
anno edizione: 2015
pagine: 131
"Anarchia come romanzo e come fede" è un percorso lungo il quale, dai Vangeli a Tolstoj, da De Roberto a Conrad, da Zola a Camus, da Lanza del Vasto a Simone Weil, da Jahier a Savinio e così via vagando, s'incontrano figure di profeti e di apostoli della sovversione politica e religiosa. E si riconoscono affini nel sentire e nel patire, grazie allo specchio offerto loro dalla letteratura, dove figurano come autori in proprio di azzardi di scrittura e di pensiero, oppure come creature di scrittori incerti tra fascino e sgomento.
Chi apre chiude. Dispacci e cimeli arenati nel web
Antonio Di Grado
Libro: Libro rilegato
editore: Le Farfalle
anno edizione: 2013
pagine: 128
Quando un docente universitario insofferente dell'accademia s'imbatte nelle infinite risorse del web, e soprattutto nella sterminata piazza dei social network, può capitargli di sperimentare inedite (e più libere e personali) forme di comunicazione, non solo con i suoi studenti ma anche con un pubblico più ampio di sconosciuti che presto diventeranno "amici". Così lo "stato" e le note di facebook gli offriranno un davanzale da cui ogni giorno affacciarsi per dire la sua sul mondo, per alternare detti e contraddetti, plausi e botte, paradossi e congetture. Un disordinato e appassionato diario in pubblico, insomma, in cui discutere di politica e di costume, di letteratura e di vita, ma anche d'altro e dell'Altro: se in queste pagine accadrà al lettore d'incappare in segrete memorie o in dubbiosi atti di fede, è perché l'autore è convinto che ogni ricerca dovrebbe anzitutto esporre e mettere in discussione l'effimera identità del ricercatore.
L'adorabile Sciascia
Antonio Di Grado
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 160
Da Stendhal e Tolstoj a Vittorini e Brancati, dal commissario Maigret alla povera Rosetta, dal cavaliere Chevalley al principe Myškin, dalle lucciole di Pasolini ai biancospini sulla strada di Swann, da Mario Pomilio e Salvatore Battaglia a Gesualdo Bufalino e Vincenzo Consolo: queste e molte altre le presenze evocate da Antonio Di Grado per rendere omaggio a uno Sciascia che fu ed è “adorabile”, come lui stesso definì Stendhal, perché seppe convertire il rovello del dubbio e la severità del dissenso nell’abbagliante limpidezza dello stile e nel diletto libero e ardito dell’intelligenza.
Scrivere a destra. Vite narrate e vite perdute nel ventennio nero
Antonio Di Grado
Libro: Copertina morbida
editore: Perrone
anno edizione: 2021
pagine: 300
Vite vendute? Prigionieri di un sogno? Certo non è un'improvvisa cecità, oppure un bieco opportunismo, a giustificare l'adesione al fascismo di gran parte del nostro ceto intellettuale, e in particolare dei numerosi scrittori di cui questo libro si occupa, alcuni ben noti e altri invece da sottrarre all'oblio o alla condanna, alcuni testardi nell'inseguire fino alla fine (e talvolta alla morte) l'illusione della "rivoluzione" fascista e altri invece disposti ad affrontare il trauma del ripensamento, della ricerca di nuovi approdi. Da questa galleria di ritratti, da questo regesto di opere, emergono la necessità di difendere una "coscienza divisa", salda nel confronto fra idealità e valori incompatibili, e al tempo stesso l'attenzione doverosa e partecipe per opere letterarie di rilievo scritte "dall'altra parte" e per vicende umane tristemente segnate dalla disdetta. Antonio Di Grado racconta la letteratura di destra, i suoi astratti furori e le illusioni perdute.
Le pietre del Purgatorio. Dante tra dubbio e vanagloria
Antonio Di Grado
Libro: Libro in brossura
editore: Algra
anno edizione: 2024
pagine: 80
La diffidenza e l’ironia del liutaio Belacqua, il castigato orgoglio del miniaturista Oderisi, l’indugio e la fatica degli abitanti del lido e delle prime balze del Purgatorio dantesco occupano appena qualche scomparto della seconda cantica, ma in quelle anime che esitano o arrancano c’è una già compiuta rappresentazione della malferma natura dell’uomo simul peccator et iustus. E c’è anche la sofferta trattazione di temi quali la legittimità del dubbio di contro alla assolutezza delle fedi, l’evanescenza dei primati e dei poteri di questo mondo, la possibilità di guadagnare la salvezza e quella di raffigurare l’Ineffabile.
La generazione di Sciascia e Pasolini (1921-1925). Atti del convegno della Fondazione Leonardo Sciascia Racalmuto 22-23 ottobre 2022 (2023)
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2024
pagine: 238
In occasione dei due centenari dalla nascita di Leonardo Sciascia (1921) e di Pier Paolo Pasolini (1922), e per celebrare il duraturo sodalizio tra i due scrittori, la Fondazione Leonardo Sciascia ha deciso di allargare il quadro a quegli scrittori, artisti e politici che, nati come loro nel primo lustro di quegli anni Venti, hanno segnato nel nostro Paese la storia della letteratura e delle arti, della politica e del dibattito intellettuale e civile. Una storia della cultura e delle forme espressive scandita per generazioni è ancora da fare; ebbene, questo volume intende innovare il consueto appuntamento dei centenari facendone occasione, per l'appunto, di indagini sincroniche che ai soliti medaglioni celebrativi, costituiscano la febbrile temperatura delle epoche di volta in volta indagate; a una storia unilineare e finalisticamente orientata, sostituiscano il fecondo caos del confronto, dello scontro, del quotidiano e scomposto divenire dell'invenzione espressiva e della battaglia delle idee; infine al critico e allo storico che osservando dall'esterno e dall'alto come uno stratega dispone le forze in campo come su un'ordinata scacchiera, sostituiscano l'osservatore ravvicinato e coinvolto che non teme di confondersi nella mischia della cronaca scrutata ad altezza d'uomo, pur di catturarne le dinamiche, l'atmosfera, i dettagli che inevitabilmente sfuggono alle storie letterarie.

