Libri di Heinrich Rickert
Carteggio (1912-1933) e altri documenti
Martin Heidegger, Heinrich Rickert
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2017
pagine: 168
Il carteggio fra Martin Heidegger e Heinrich Rickert pubblicato qui per la prima volta in traduzione italiana contiene 43 lettere. Nella prima, del 13 dicembre 1912, lo studente Heidegger si scusa per la sua assenza ad un seminario di Rickert. L’ultima del 29 maggio 1933 è una lettera d’auguri di Rickert al nuovo Rettore dell’Università di Friburgo. Uno scambio epistolare che riguarda un’ampia e importante parte del percorso di vita e di pensiero di Heidegger e che ci aiuta a colmare alcune lacune nella sua biografia, gettando nuova luce sui suoi rapporti con la Chiesa Cattolica, con l’Università di Friburgo e con la filosofia dei primi anni del Novecento: non solo con il suo maestro e interlocutore Rickert, ma anche con Finke, Krebs, Husserl, Troeltsch, Lask e Jaspers. Oltre alle lettere, sono pubblicati nel volume anche otto documenti, fra cui la relazione di Heidegger, "Domanda e giudizio", tenuta nel 1915 all’interno di un seminario di Rickert, e il giudizio di Rickert sulla tesi di abilitazione di Heidegger "La dottrina della categorie e del giudizio" di Duns Scoto.
I limiti dell'elaborazione concettuale scientifico-naturale. Un'introduzione logica alle scienze storiche
Heinrich Rickert
Libro
editore: Liguori
anno edizione: 2003
pagine: 504
Filosofia valori, teoria della definizione
Heinrich Rickert
Libro
editore: Milella
anno edizione: 1987
pagine: XVI-140
Le formazioni irreali di senso e l'intendere storico
Heinrich Rickert
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2005
pagine: 164
Inserite come nona sezione del quarto capitolo de "I limiti dell'elaborazione concettuale scientifico-naturale", nella terza e quarta edizione del 1921 e nella quinta del 1929, "Le formazioni irreali di senso e l'intendere storico" costituiscono la principale novità che le varie riedizioni della summa logico-metodologica di Rickert presentano. Concepita essenzialmente come replica alle accuse di formalismo che erano state rivolte alla prospettiva rickertiana da autori come Troeltsch, Scheler, Spranger, Misch ed altri, tale sezione presenta un significato autonomo rispetto al complesso dell'opera. In essa sono evidenti le tracce di quella "svolta" del pensiero di Rickert, iniziata a partire dal 1909 con il saggio "Zwei Wege der Erkenntnistheorie", nonché del suo tentativo di edificare un "sistema di filosofia" culminato in un primo ed unico volume nel 1921. Essa mostra, con singolare incisività, il punto di maggiore vicinanza e scambio, ma al contempo di radicale irresolubilità, tra l'impostazione filosofica di Rickert ed i principali esponenti dell'Historismus. Ma, soprattutto, in questa sezione, si delinea l'orizzonte del "senso" come il presupposto imprescindibile per porre il problema del valore e sondarlo in una prospettiva che non si esaurisca nel tentativo di una costruzione sistematica delle possibili forme di esperienza.

