Libri di Maria Antonella Pasculli
Partecipazione, rappresentanza e crimini di genere
Libro: Libro in brossura
editore: Cacucci
anno edizione: 2024
pagine: 342
I saggi raccolti nel presente volume sono la rielaborazione, dopo un giusto tempo di “sedimentazione” scientifica, delle relazioni al convegno di studi, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro (6 e 7 ottobre 2022), dal titolo «L’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite tra partecipazione, rappresentanza e crimini di genere», convegno inserito, tra l’altro, nel «Progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale» (Prin 2017): The Dark Side of the Law. When Discrimination, Exclusion and Oppression are by Law. La riflessione verte, da un lato, sui maggiori profili penalistici e processual-penalistici dell’uguaglianza/disuguaglianza di genere, in un’ottica essenzialmente post-moderna (Parte I, Diritto e processo di genere), dall’altro sugli aspetti politici di settore (Parte II, Politiche e strategie di genere) relativi alle scelte legislative e agli altri processi sociali che meglio si associano al progresso identitario femminile.
Il diverso per il voluto. Percorsi di ragionata s-oggettività ex art. 116 c.p.
Maria Antonella Pasculli
Libro: Libro in brossura
editore: Cacucci
anno edizione: 2023
pagine: 356
Il concorso “anomalo”, descritto all'art.116 c.p., costituisce uno dei capitoli più controversi della disciplina dell'illecito plurisoggettivo sotto il profilo della (s)oggettività e della responsabilità penale. Il presente lavoro monografico si interroga sul se, come e perchè il concorrente in un reato debba rispondere dello stesso, pur in assenza di volontà nel commetterlo. Le risposte, già fornite dalla prevalente dottrina e dalla giurisprudenza (più datata), soddisfano solo parzialmente l'assunto negatorio di una oggettivizzazione dell'animus concorsuale anomalo, interpretando l'art. 116 c.p. in termini sostanzialmente colposi, allo scopo di assolvere il sistema penale dal meccanismo incostituzionale del ‘versari in re illicita'. Un attento e diverso esame dogmatico rivela i limiti connessi a caratterizzazioni in termini di colpa del coefficiente psichico del complice “nolente”, ma soprattutto contrasti endogeni alla stessa concettualizzazione della colpevolezza.