Libri di Michele Gabbanelli
Didattica digitale integrata. Per un apprendimento attivo
Alessandra Rucci, Michele Gabbanelli
Libro
editore: UTET Università
anno edizione: 2020
pagine: 160
La Didattica Digitale Integrata non è la risposta a un'emergenza, ma la naturale evoluzione della scuola del XXI secolo, in cui ambiente fisico e ambiente digitale sono pensati come complementari e sinergici. In questo libro abbiamo provato a raccontare, attraverso esempi concreti e con il supporto delle evidenze di ricerca, come si può utilizzare in modo intelligente e creativo l'ambiente digitale per la didattica, valorizzandone al massimo le potenzialità, in modo da aggiungere valore all'esperienza di apprendimento. Nella consapevolezza che non è la tecnologia a migliorare la scuola, ma la visione dei docenti e la loro expertise, l'uso del digitale che vi suggeriamo è fondato su metodologie didattiche che promuovono apprendimento attivo di competenze, favoriscono la motivazione degli studenti e contribuiscono allo sviluppo di atteggiamenti positivi verso l'apprendimento. La nostra guida illustra l'uso di numerosi strumenti sempre pensandoli funzionali a una scuola che si propone di educare alla comprensione profonda, all'esercizio del pensiero critico, alla cittadinanza attiva e interpreta la valutazione come pratica al servizio dell'apprendimento. È un testo che nasce dall'esperienza e all'esperienza vuole tornare, fornendo spunti e lanciando proposte di immediata e facile applicazione nel lavoro quotidiano.
Orfani di padre
Michele Gabbanelli
Libro: Copertina morbida
editore: Pequod
anno edizione: 2007
pagine: 154
Questo libro, qualunque cosa esso sia (concept-book? romanzo a tesi? tragicommedia umana?), ribadisce il dilemma che alla figura del padre è ovunque e da sempre sotteso. Ettore torna dalla battaglia e, dimenticate le armi indosso, spaventa il figlio: c'è già nei versi di Omero l'inadeguatezza di ogni uomo al ruolo di padre. Un ruolo che lo vuole spietato vincitore all'esterno, ma tenero e "pio" in casa. Chi è capace, oggi come allora, di calarvisi e innaturalmente vivere sull'equilibrio di un paradosso? Ecco dunque che l'uomo si fa maschio "empio" (Achille) o cede all'arrendevolezza delle mura domestiche (Paride): si spoglia in ogni caso del proprio ruolo sociale, scaraventando la prole in una spirale di Eterni Ritorni. Prima che orfani di un padre morto perciò, sono oggetto di un'istintiva rinuncia i personaggi che, di un'umanità trasversale (uomini e donne, adulti e bambini, etero e omosessuali, ebrei e "gentili"), popolano il libro. E scardinando cliché abusati, testimoniano di come proprio la fame di padre allontani chi a soddisfare quella fame è chiamato, e non viceversa. Di chi è figlio quindi, di chi lo è stato e di chi lo sarà questo libro racconta. Di chi, senza padre, se lo è dovuto dare. E di chi, di là dello specchio, fa cenno d'assenso ma poi ritira la mano. Perché se "il Figlio e il Padre sono una cosa sola", è pur vero che "il genere umano non può sopportare troppa realtà".
Perduti in un vagare adriatico
Michele Gabbanelli
Libro
editore: Pequod
anno edizione: 2003
pagine: 144
Questa storia nasce da una bizzarra alchimia: un'estate sabbatica, il neoclassicismo di Stravinsky, litri di espresso, la boa dei trent'anni, il suono che fanno le parole e l'odore dell'asfalto dell'autostrada. Come pretesto, uno spettacolo mai realizzato su Amleto, principe piccolo e inconcludente. E gay. Sfondo improbabile: l'azzurro del mare Adriatico.