Libri di S. Marini
Cahiers di Miserabilia
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2026
pagine: 300
A Venezia la miseria è out of land, non ha spazio né memoria: anche le numerose architetture realizzate al tempo della Serenis
Sperimentazione e modelli. Con quaderno degli esercizi. Per le Scuole. Volume Vol. 1
S. Marini, L. D'Elia
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Poseidonia Scuola
anno edizione: 2000
pagine: 384
Moduli di fisica in laboratorio. Per le Scuole superiori
S. Marini, L. D'Elia
Libro
editore: Poseidonia Scuola
anno edizione: 1998
pagine: 272
Sperimentazione e modelli. Per le Scuole. Volume Vol. 2
S. Marini, L. D'Elia
Libro
editore: Poseidonia Scuola
anno edizione: 2000
pagine: 328
Le attività trasversali dello Spoke 4. Startup e spin-off, Lab Village, Citizen Engagement e Lifelong Learning
Libro
editore: Anteferma Edizioni
anno edizione: 2026
pagine: 304
Le Crossing Cutting Activities (CC) rivestono un ruolo strategico, poiché contribuiscono a rafforzare la coerenza dell'intero
Ricicli. Teorie da concetti nomadi e di ritorno
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2014
pagine: 208
E se vi fosse un'astuzia, un nascondimento, una rimozione, in tutto questo proliferare di discorsi intorno al recuperare, al riusare, al recycling e all'upcycling? Dai grigi uffici ministeriali a quelli degli imprenditori, dalle aule impolverate di accademie e università agli spazi illuminati di musei, gallerie e showroom, il recuperare celebra un po' ovunque le sue qualità; le sue virtù senz'altro ecologico-morali, promettendo implicitamente di stringere un nuovo patto simbolico fra ciò che resta della realtà e i miti universali della eterna rinascita e della perenne rigenerazione. Dall'estremo del nichilismo, dai paesaggi globalizzati del trash, sembra pertanto levarsi di nuovo una consolazione, quasi una religione non priva di culto. Al punto che anche i documenti dei più sobri Uffici dell'Ambiente, persino in Svizzera, si concedono titoli pieni di voli pindarico-eraclitei: "Rifiuti biogeni: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". Ma anche a livello ufficiale, questo canto non è senza un più sommesso controcanto: "Il numero degli apparecchi elettrici ed elettronici è in aumento, mentre si assiste a una riduzione del tempo di impiego dei singoli prodotti. Pertanto continua ad aumentare la quantità di rottami elettrici ed elettronici".
Vesper. Rivista di architettura, arti e teoria-Journal of architecture, arts & theory. Volume 3
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2020
pagine: 208
La selva torna nella cultura europea sia come immagine, capace di riassumere i caratteri dei luoghi e le modalità di attraversamento degli stessi, sia come realtà: l'avanzata dei boschi e la presenza di aree selvagge e selvatiche in città sono fatti concreti e in continua espansione. I due piani di lettura della selva, quello che la assume come figurazione per interpretare il reale e quello che la analizza come spazio evidente, chiedono la codifica di strumenti e modi per abitare questo luogo ignoto.
Macchine sceniche. La dimensione teatrale dell'architettura e alcune mise-en-scène
Libro: Copertina morbida
editore: Nicomp Laboratorio Editoriale
anno edizione: 2019
pagine: 178
La dimensione teatrale in architettura è un giano bifronte: spesso usata come traslato, metafora del progetto, è anche, al contempo, un evidente e concreto campo di lavoro, uno strumento di verifica e alterazione della città, un modo di intendere e costruire lo spazio. Diverse esperienze del teatro di avanguardia italiano, città temporanee della politica, riproposizioni alterate della canonica concezione del manufatto teatro, spazi costruiti per precise esecuzioni musicali ricordano un nesso diretto tra architettura e mise-en-scène. I contenuti, le opere, le cronache, i fatti delle stesse esperienze sono capisaldi di altre discipline: del fare teatro, della politica nazionale, della storia della musica; ma raramente sono state lette come cardini dell'architettura e come segni di un quadro indiziario della teoria del progetto. In tutti i casi la trasfigurazione dello spazio si offre come potenziale da evocare o da accendere, è un'energia già presente nelle cose: il compito del progetto è individuare questa latenza e attivarla.
Gli straordinari poteri del pendolo. Corso di radioestesia
Helmut Müller
Libro
editore: De Vecchi
anno edizione: 2018
pagine: 160
All'interno, un prezioso pendolo e un volume completo e appassionante che racconta la storia, le caratteristiche e i segreti della radioestesia, una disciplina che merita di essere conosciuta e insegnata. In un percorso graduale, vengono proposti esercizi e dimostrazioni legati all'uso del pendolo, con consigli per avvicinarsi alla materia e mettere alla prova le proprie capacità. Completano il volume le biografie di famosi radioestesisti che, nei secoli, hanno usato il pendolo per le loro ricerche.
Memorabilia. Nel paese delle ultime cose
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2015
pagine: 248
"Memorabilia. Nel paese delle ultime cose" raccoglie gli atti dell'omonimo convegno che si è tenuto presso l'Accademia di architettura, Università della Svizzera italiana nel maggio del 2015. L'incontro è stato il terzo appuntamento della serie "Ricicli immateriali" organizzata dal gruppo di curatori della sezione "Teorie del Re-cycle" del progetto di ricerca Re-cycle Italy. "Memorabilia" è impostato sulla scelta di un "oggetto" da portare nel futuro e sul senso e sulla struttura di un possibile archivio.
L'architettura della partecipazione
Giancarlo De Carlo
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2015
pagine: 144
Il percorso accademico e professionale di Giancarlo De Carlo congiunge in un'unica vocazione due termini etimologicamente contrapposti: architettura e anarchia, tenendosi sempre al riparo dalle allucinazioni utopistiche tipiche, ad esempio, degli anni Sessanta e Settanta, e anzi mantenendo sempre dritta la barra della "ricerca di un metodo e, soprattutto, di un rigore capaci di restituire credibilità all'approccio disciplinare (Tafuri)". Nello scritto qui pubblicato egli tenta di dimostrare in forma lineare e lucida come l'idea di una architettura partecipata - "quando tutti intervengono in egual misura nella gestione del potere, oppure - forse così è più chiaro - quando non esiste più il potere perché tutti sono direttamente ed egualmente coinvolti nel processo delle decisioni" - possa costituire un'utopia realistica, cioè compiutamente realizzabile. Le distinzioni teoriche messe in campo a tale scopo: progetto vs processo, funzione vs uso, ordine vs disordine e così via, forniscono un armamentario utile ancora oggi per chi tenti di mettere in moto nuove pratiche di partecipazione non solo in campo architettonico.

