Libri di Alberto Lomuscio
L'I-King dei proverbi. Una chiave di lettura degli esagrammi
Alberto Lomuscio
Libro: Libro in brossura
editore: Iduna
anno edizione: 2023
pagine: 406
L'ipotesi fondamentale di questo libro è che gli esagrammi possano essere considerati come le icone, ossia immagini che nascondono nel loro profondo simboli e archetipi non legati alla storia e alla quotidianità, all'attualità o a epoche precise, ma sono sovratemporali e sovraspaziali, esattamente come i proverbi. Gli esagrammi vengono dal cielo, i proverbi dalla terra (popolo) e la loro correlazione può aiutare a portare il mondo delle idee dentro alla concretezza dell'uomo.
I-king. Percorsi celesti nel labirinto terrestre
Alberto Lomuscio
Libro: Copertina morbida
editore: Iduna
anno edizione: 2020
pagine: 278
I-King: un "libro-non-libro", una presenza della Sincronicità nel mondo, un'Entità immanente che si incorpora nel nostro quotidiano, nella nostra mente, nel nostro cuore invadendoci pienamente con la sua fragrante e rasserenante Celestialità. È un libro-non-libro perché, pur presentandosi sotto le forme di un libro, in realtà non va semplicemente "letto" o consultato, ma va "vissuto", bisogna entrarci dentro aprendo speciali occhi in grado di comprendere le immagini simboliche che il "libro" cela in sé e che spesso rappresentano risposte alle nostre domande, ma anche ammonimenti, avvisi, riflessioni.
Il silenzio che guarisce. Quando la terapia agisce tacendo, e tace agendo
Alberto Lomuscio
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2019
pagine: 53
In greco il termine therapeuein vuol dire prendersi cura di qualcuno, non guarire. Vuol dire cercare l’armonia del nostro protetto, come conferma l’antico taoismo, che propone: “Prenditi tutto in carico, ma non trattenere niente”. Il terapeuta è un logos poieticos, direbbe Aristotele, ossia uno spirito umano che crea (sottinteso, la salute): non fa miracoli, ma può comunque spingersi agli estremi limiti dell’umanamente immaginabile tramite un’altra categoria, ossia l’utopia. L’utopia, come dice il nome stesso (u privativo e topos, luogo: in nessun luogo) è qualcosa di irraggiungibile perché non ha un luogo dove resta fissa, ma analogamente alla linea dell’orizzonte, quando la si insegue lei si sposta più in là. Tommaso Moro, agli inizi del ’500 scrisse "Utopia". Ma allora, se è irraggiungibile, a cosa serve? Serve a camminare, serve a mantenere viva la speranza nel paziente, serve a non spegnere la luce, serve a evitare la disperazione più nera della frase “non c’è più nulla da fare”.
Il simbolismo del corpo umano. Come interpretare e curare le malattie che ci affliggono secondo la medicina tradizionale cinese
Alberto Lomuscio
Libro: Libro in brossura
editore: Oaks Editrice
anno edizione: 2017
pagine: 362
Il nostro corpo è un insieme di simboli, sia per come è strutturato, sia per come funziona e come ci parla. L'applicazione della teoria del simbolo al corpo umano ci apre prospettive di elevato valore curativo, con ricadute positive sulla nostra salute sia fisica sia psicologica. La malattia o i traumatismi possono venir letti come una disarmonia nei confronti della realtà esterna con la quale il corpo è in risonanza, quasi a descrivere una "storia simbolica" nella quale l'uomo diventa "romanzo di se stesso", "libro di carne", in cui ogni evento è un segnale da decodificare.
Dante e la sincronicità dell'I-King. La millenaria luce del Tao nelle parole del divin poeta
Maria Tondi, Alberto Lomuscio
Libro: Copertina morbida
editore: Anima Edizioni
anno edizione: 2011
pagine: 300
L'I-King è Verità e Armonia universale, e la Divina Commedia si è rivelata specchio di quella stessa armonia che si esprime mediante la stessa legge di sincronicità, e che si manifesta sotto forma di intuizioni, illuminazioni, connessioni rivelatrici di dati empirici. Viaggiando con Dante abbiamo "tenuto li piedi in quella parte de la vita di là dalla quale non si puote ire più per intendimento di ritornare". Ma è proprio così? Abbiamo varcato una soglia senza ritorno? Davvero da quel mitico Altrove non si torna? Sì e no. Sì, come è tornato Dante, come siamo tornati noi. No, perché non si torna dove si è partiti; si torna in un Aldiqua nel quale non si è più gli stessi: il luogo è lo stesso, il viandante non più. E, siamo certi, neanche il lettore.

