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Libri di Eugenio Montale

Diario del '71 e del '72

Diario del '71 e del '72

Eugenio Montale

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2020

pagine: 576

Già con "Satura", apparso nel '71 dopo un lungo silenzio, Eugenio Montale aveva proposto rilevanti novità nel cammino della sua poesia; novità che sono ancora più evidenti nel "Diario del '71 e del '72 ": il ritorno ai valori della comunicazione e l'ulteriore apertura a una dimensione quotidiana del reale. Ma, s'intende, conservando in pieno la complessità del messaggio e assorbendo, nella pronuncia più lineare e a volte colloquiale, non pochi tratti dell'incisiva tensione verticale dei libri precedenti. Si impone dunque nel Montale diaristico la coraggiosa scelta a favore di un dire più prosastico (con momenti di vivace estro plurilinguistico) e di una intonazione narrativa o gnomica. E forse oggi, più ancora di quando questi versi apparvero per la prima volta, la semplicità elegantissima della loro natura, la loro verità antiretorica ci appaiono esemplari. In queste pagine leggiamo un intreccio di meditazioni sull'esserci e sul mutare nel tempo di un soggetto che osserva se stesso e il mondo delle cose in cui è inevitabilmente immerso. Sono vere e proprie quotidiane annotazioni in versi che vanno dallo sguardo sulla realtà minima alla tensione metafisica, dalla riflessione sulla poesia stessa al pensiero di un'irraggiungibile divinità: il tutto nel contesto di una società criticata con ironia tagliente. Con scritti di Angelo Jacomuzzi e Andrea Zanzotto. Commento di Massimo Gezzi.
26,00

Satura

Satura

Eugenio Montale

Libro: Libro in brossura

editore: Mondadori

anno edizione: 2018

pagine: 335

Quindici anni dopo "La bufera", "Satura" - il quarto libro di Eugenio Montale - contribuì nel 1971 a dare alla voce del grande poeta una sorprendente nuova fisionomia. Una novità costruita su due diversi movimenti: il primo, più breve, "Xenia I e II", si fonda sulle emozioni legate alla scomparsa della moglie; il secondo, "Satura I e II", si rifa alla "satura" latina, ed è articolato con caustica ironia nell'osservazione critica di una realtà in vistoso mutamento. Netta, quindi, la distanza dal precedente capolavoro; infatti, scrive Romano Luperini, qui l'ormai classica pronuncia di Montale «tende decisamente alla discesa, l'abbassamento è costante, la direzione prosastica e desublimante prevalente. Nel linguaggio, nel tono, nella metrica si riprende la linea prosastica già affiorante negli "Ossi". [...] L'allegorismo persiste, ma non è più propositivo, bensì apocalittico e giudicante: non canta il valore, ma prende atto del disvalore dilagante e attesta ormai solo un coraggio di vivere ridotto ad atto privato. Luci e barbagli del vecchio splendore s'illuminano solo a intermittenza, sempre più affievoliti». Su certi aspetti, essenziali in questo nuovo, e fortemente comunicativo percorso montaliano, insiste anche Franco Fortini, che sottolinea «il dimesso quotidiano» del tono che avvolge e coinvolge la figura della moglie, evidenzia la felice tendenza di Montale a creare personaggi, ma considera anche la sua necessità di farsi «poeta "comico" di un mondo» ormai «già toccato di senilità». Grazie all'ampio commento di Riccardo Castellana possiamo tornare ad apprezzare questa importante fase montaliana, fertile di ulteriori sviluppi nel successivo percorso diaristico. Con un saggio di Romano Luperini e uno scritto di Franco Fortini.
20,00

Le occasioni

Le occasioni

Eugenio Montale

Libro: Libro in brossura

editore: Mondadori

anno edizione: 2018

pagine: 282

Dopo il grande esordio di "Ossi di seppia", con "Le occasioni" (1939) Eugenio Montale compiva un altro passo decisivo nel movimento della poesia novecentesca, introducendo modalità espressive capaci di imporsi come esempio imprescindibile, quasi come una nuova grammatica della ricerca poetica. Lo scrive Luigi Blasucci: «con Montale si assiste non solo a un arricchimento del lessico poetico nell'ambito della realtà naturale, ma a un'estensione di quel lessico al mondo degli oggetti, artigianali, meccanici o tecnologici; quegli oggetti, grandi e piccoli, che popolano la nostra quotidianità di moderni e che Montale è riuscito per primo a guadagnare alla dicibilità poetica: dal rimorchiatore alla petroliera, dalla matita delle labbra all'orologio da polso». Il poeta realizza dunque un'operazione potentemente inclusiva, e cioè quella «immissione del reale anche umile nel lessico aristocratico e schivo della nostra poesia, e più propriamente della nostra poesia lirica: un processo iniziatosi con la letteratura romantica e proseguito con varietà di motivazioni letterarie, ma con continuità di direzione, nella poesia del secondo Ottocento e del primo Novecento». Eppure, e a segnalarlo è Vittorio Sereni, l'eco delle sue parole lascia in noi «una memoria d'assoluto. Montale è il primo poeta nostro che abbia saputo rivelare, attraverso la propria intima problematicità, tutte le risorse di poesia che il nostro mondo moderno racchiude». Capolavoro della poesia mondiale, "Le occasioni" è qui accompagnato da un ampio commento di Tiziana de Rogatis, che ci consente di entrare nel vivo del dettaglio, di perlustrare a fondo il testo, ricavandone sempre nuove scoperte di senso, sempre più aperte emozioni. Con un saggio di Luigi Blasucci e uno scritto di Vittorio Sereni.
20,00

Tutte le poesie

Tutte le poesie

Eugenio Montale

Libro

editore: Mondadori

anno edizione: 1991

pagine: LXXX-1248

80,00

Il secondo mestiere. Volume Vol. 1

Il secondo mestiere. Volume Vol. 1

Eugenio Montale

Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio

editore: Mondadori

anno edizione: 1996

pagine: 3496

120,00

Al Dio sconosciuto

Al Dio sconosciuto

John Steinbeck

Libro: Libro in brossura

editore: Bompiani

anno edizione: 2011

pagine: 256

Romanzo "profetico" che prende il titolo dal discorso tenuto da san Paolo nell'Areopago di Atene, "Al Dio sconosciuto" fu pubblicato nel 1935 e tradotto da Eugenio Montale nel 1946. Racconta la storia di un contadino, Joseph Wayne, che lascia la vecchia fattoria del Vermont per traversare l'America e stabilirsi insieme ai fratelli in una fertile vallata della California. Le vicende, talora cruente, che si susseguono nella "terra promessa" raggiunta da questo indecifrabile sacerdote-colono, danno luogo a un quadro di sapore pagano - primitivistico - che Steinbeck ammanta di una luce sacrale.
13,00

William Shakespeare secondo Eugenio Montale

Eugenio Montale

Libro

editore: Mondadori

anno edizione: 2026

pagine: 656

Sorprenderà, probabilmente, scoprire che il poeta più tradotto da Eugenio Montale non è Eliot e neppure Pound, bensì Shakespea
24,00

Tutte le poesie

Tutte le poesie

Eugenio Montale

Libro

editore: Mondadori

anno edizione: 2004

pagine: 1336

20,00

Ossi di seppia

Ossi di seppia

Eugenio Montale

Libro: Libro in brossura

editore: Mondadori

anno edizione: 2016

pagine: CXXIII-268

"Ossi di seppia" è un grande classico, una tappa esistenziale nel cammino della poesia europea del Novecento, un'opera in cui la tensione ininterrotta del pensiero si esprime nella sintesi di uscite folgoranti, ma anche nell'articolarsi per immagini della meditazione lirica. Il libro si propone come strumento non solo di lettura ma anche di approfondimento e studio degli "Ossi di seppia". Il testo, corredato da un cappello introduttivo e da un commento a cura di Pietro Cataldi e Floriana d'Amely, è infatti accompagnato dall'importante saggio di uno dei nostri maggiori critici, Pier Vincenzo Mengaldo da un profilo biografico dell'autore, da una bibliografia sull'opera e da un intervento di un poeta e critico come Sergio Solmi.
14,50

Billy Budd

Billy Budd

Herman Melville

Libro: Libro rilegato

editore: Bompiani

anno edizione: 2018

pagine: 176

Scritto pochi mesi prima della morte di Melville, “Billy Budd” è una storia di mare ambientata su una nave da guerra inglese alla fine del Settecento. Un mozzo ventenne ingiustamente accusato dal maestro d’armi viene impiccato e rimane nella memoria degli altri marinai con la vivida forza dei martiri. Come sempre in Melville, la narrazione si configura come simbolica rappresentazione di una condizione esistenziale in cui il bene e il male, il giusto e l’ingiusto hanno la stessa forza di realtà. La verità del racconto accarezza la purezza della vittima innocente, l’austero rigore del capitano Vere (che condanna Billy pur riconoscendolo senza colpa), ma anche la criminosa follia del mefistofelico Claggart.
10,00

Caro Charlie. Eugenio Montale a Carlo Bo

Caro Charlie. Eugenio Montale a Carlo Bo

Eugenio Montale

Libro

editore: Raffaelli

anno edizione: 2023

pagine: 156

16,00

La bufera e altro. Ediz. commentata

La bufera e altro. Ediz. commentata

Eugenio Montale

Libro: Libro in brossura

editore: Mondadori

anno edizione: 2019

pagine: CXIV-422

Nel 1956, diciassette anni dopo "Le occasioni", Eugenio Montale pubblica il terzo grande capitolo della sua opera in versi, "La bufera e altro", che ne conferma la piena, esemplare centralità nel panorama della poesia del Novecento. La “bufera” del titolo è da riferirsi alla guerra, e dunque all'attraversamento di una tragedia storica, ma, come lo stesso autore chiarì, «è anche guerra cosmica, di sempre e di tutti». E dunque il libro si caratterizza per una aperta tematica vertiginosa, che oltrepassa l'epoca stessa della sua composizione. In questo quadro straordinariamente complesso trovano spazio le figure femminili di interlocutrici privilegiate come Clizia e Volpe, ma anche l'ardua meditazione a ridosso delle ombre degli scomparsi, spinta fino a quella che Gianfranco Contini definì «l'abolizione della barriera fra vita e morte». Montale si muove in un ampio territorio, insieme reale e allegorico, quotidiano e apocalittico, variando i toni, passando dagli accenti più alti a soluzioni epigrammatiche in una lingua di più prosastica e meno lirica eleganza. La bufera e altro si impose subito come un nuovo capolavoro, che oggi possiamo finalmente leggere con l'ausilio di un innovativo, attesissimo commento e di importanti contributi saggistici, tra cui quello di Franco Fortini, che di questi testi ebbe a scrivere: «Rattrappite e indistruttibili, le poesie di Montale sono state per me il paragone stesso della poesia intesa come veglia d'armi e arte regia. Non le rileggo: ma in certe ore si aprono nella memoria, rompendo grumi e cartilagini dell'età sanguinosa che con noi hanno attraversata».
24,00

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